martedì 12 giugno 2012 Cronaca
Solite storie

Un incendio tremendo devasta il cuore di Lama Balice

Ps, Polizia Municipale e Vigili del Fuoco in azione da mezzogiorno

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L'incendio nella Lama
L'incendio nella Lama L'incendio nella Lama © Cotugno

Qualche ricciolo di fumo si leva ancora dalla terra abbrustolita. 
Come se il suo cuore segreto stesse soffrendo perchè si sente diventare cenere. 

Già, siamo nel cuore ferito di Lama Balice (altrove, sarebbe stata una risorsa da "sfruttare" incredibilmente, non solo un argomento buono per articolesse sterili, dotti convegni, campagne elettorali e nulla più).
Ed ogni incendio che si sviluppa in territorio bitontino non è mai solo un incendio.
E' un triste rogo della civiltà. Perdutamente sconfitta. 

Sul prolungamento di via Ugo La Malfa, la camionetta dei Vigili del Fuoco si fa strada tra mucchi insormontabili di rifiuti, che ormai hanno annichilito pure i muretti a secco.
Rivoli d'acqua, infatti, sdrucciolano fra carcasse di divani inutili, pile di pneumatici pericolosissimi, scarpe ginniche consunte, bottiglie di plastica e di vetro - tanto per rimarcare la differenziata mancata per sempre -, manuali di catechismo e persino un cornetto, di quelli rossi e orlati d'una finzione di oro, che dovrebbe portar fortuna, ma che stavolta è stato davvero inefficace. 
Tra gli arbusti ingialliti dal sole feroce, svetta un cartello dalla forza turlupinatoria: "Divieto di discarica". 
Sè, vabbè...

L'autobotte vola via, poi, guidata da una pattuglia della Polizia Municipale ed una volante della Ps su via Burrone, proprio al centro del greto del torrente Tiflis. Il vento è un vorticare impazzito di fiati bollenti.
Il suo improvviso soffio furente ha aiutato le fiamme a divorare tutto.

L'acqua sfida quel lingueggiare tremendo, che ha persino lambito le abitazioni di via Berlinguer.
I tronchi di alcuni ulivi, ritorti e dolenti, abbruniscono muti.
I rami senza vita, protesi incontro al cielo un poco accigliato, sembrano braccia che disperate chiedono aiuto. 
Due signore, nonostante tutto gioviali e sorridenti, ci chiedono se per caso fossimo i proprietari di quel terreno devastato dall'incendio: "Non può essere tenuto così, soprattutto d'estate e con queste temperature", saggiamente si lamentano.

Ricordiamo un'ordinanza del sindaco Valla sul tema. Lettera morta. Speriamo non le sanzioni riguardanti l'incuria nociva e la colpevole dimenticanza.
E allora, cos'ha provocato questo adusto sfacelo?
Dolo? Caso? Vento?
Forse, l'unica risposta è questa: barbarie.
Folle barbarie, quasi il nostro marchio distintivo... 
 

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