La polemica

Pasquale Bacco: «La Meleam non ha bisogno di sponsor politici»

Il medico legale della Meleam replica alle accuse di "voto di scambio" mosse dalla coalizione Sannicandro sul recruiting day a Palazzo di Città

Attualità
Bitonto giovedì 20 aprile 2017
di Mariella Vitucci
Pasquale Bacco
Pasquale Bacco © n.c.

Pasquale Bacco, medico legale della Meleam, ammette che c’è stata leggerezza nella valutazione del tempismo del recruiting day organizzato dalla società per cui lavora con il Comune di Bitonto. E riconosce anche la sconvenienza della location: la Sala degli Specchi. Ma respinge seccamente ogni insinuazione su presunti interessi elettorali dietro l’iniziativa in programma questa mattina, saltata a seguito delle polemiche innescate dalla nota della coalizione di Lillino Sannicandro, nella quale si mette in discussione l’opportunità di organizzare a Palazzo di Città un incontro pubblico in cui si offre lavoro, a poche settimane dalle elezioni amministrative.

«Essere accusati addirittura di voto di scambio mi sembra davvero assurdo, inaccettabile» replica Bacco a BitontoLive, smentendo le pesanti accuse messe nero su bianco dal candidato sindaco di centrosinistra.

«Tengo inoltre a precisare che non sono il titolare della Meleam, come viene scritto nel comunicato, facendo riferimento ad una mia candidatura a sindaco con una lista di estrema destra. Mi candidai alle comunali del 2008 con La Destra-Fiamma Tricolore di Bitonto, ma fu solo una trovata pubblicitaria per promuovere il marchio Meleam (la società si occupa di sicurezza sul lavoro, medicina e sistemi antincendio, ed ha a Roma la sua sede centrale, ndr), visto che la società si era da poco staccata dal gruppo nazionale di cui faceva parte per cominciare un cammino d’impresa autonomo, e aveva bisogno di farsi conoscere. Non mi votarono neppure i dipendenti della Meleam. Non mi votai neppure io, pensi. Ma si parlò di me e della Meleam» racconta Pasquale Bacco. Precisa anche che in quel periodo ero stato eletto consigliere comunale nella sua città, Battipaglia, per cui era candidabile ma ineleggibile.

Poi passa al contrattacco: «Sulla mia persona si è detto di tutto, soprattutto in queste settimane di campagna elettorale. Sono stato avvicinato da molti partiti e addirittura candidato a mia insaputa a sindaco di Bitonto, proprio dal Pd che sta nella coalizione di Sannicandro».

Racconta di una riunione “carbonara” alla Pescara, avvenuta una decina di giorni prima della chiusura delle candidature alle primarie del 5 marzo per la scelta del candidato sindaco del centrosinistra. «Chiarii che la mia candidatura era stata solo una provocazione, e che essendo un professionista non ho interesse a schierarmi politicamente. Mi sembrava di essere sotto processo: erano tutti lì, con il dito puntato, a giudicarmi. E mi valutarono inadeguato per una candidatura che – lo ribadisco – non avevo intenzione né di presentare né di accettare».

«Mi lasci dire che a Bitonto – aggiunge – la politica viene presa troppo sul serio. Invece si dovrebbero prendere più sul serio i problemi, a cominciare dalla disoccupazione. Per questo la Meleam ha organizzato il recruiting day che si sarebbe dovuto tenere oggi, e non per interessi elettorali. Fra l’altro con le giornate di reclutamento ci si fa più nemici che amici, altro che voto di scambio! Su cento candidati che si presentano per essere valutati, ne vengono scelti solo un paio. Gli altri restano a casa, e non si capisce perché dovrebbero votare il candidato sindaco che tu sostieni. E poi chi l’ha detto che la Meleam sostiene Abbaticchio?».

E conclude: «La Meleam non ha bisogno di sponsor politici. Abbiamo vinto appalti per 90 milioni di euro per i prossimi tre anni, e creiamo occupazione. Solo a Bitonto abbiamo cento dipendenti assunti. Non abbiamo bisogno del voto di scambio».

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