Il braccio di ferro

Nuovo contratto provinciale agricolo Bari-Bat: la soluzione migliore per la crescita

Dopo 18 mesi di trattative, rinnovato il contratto per gli operai agricoli e florovivaisti

Attualità
Bitonto domenica 13 agosto 2017
di La Redazione
Le organizzazioni sindacali e le associazioni
Le organizzazioni sindacali e le associazioni © n.c.

Le tre principali organizzazioni datoriali agricole e due sindacati dei lavoratori hanno fatto squadra per difendere il nuovo contratto di lavoro, per gli operai agricoli e florovivaisti delle province Bari e BAT, che risponde alle esigenze delle aziende a fronte di una retribuzione adeguata. Durante la conferenza stampa, tenutasi venerdì 11 agosto nella Sala Azzurra della Camera di Commercio di Bari, CIA, Confagricoltura, Coldiretti, Cisl e Uila territoriali, hanno presentato con soddisfazione i principali punti del nuovo contratto provinciale agricolo. Appare immotivata la mancata firma della CGIL che per diciotto mesi ha condiviso il tavolo delle trattative senza mostrare particolare disapprovazione e ha diramato cifre vetuste ed obsolete, mentre il documento siglato prevede un incremento salariale che tiene conto della crisi del comparto agricolo e che rispecchiando le reali mansioni degli operai assunti. A ciò si aggiunge che il nuovo accordo ha istituito anche un Osservatorio che vigilerà sull’evoluzione degli standard occupazionali del comparto.

Alla conferenza erano presenti Michele Lacenere, presidente Confagricoltura Bari-Bat; Marino Pilati, direttore provinciale Coldiretti; Giuseppe Creanza, direttore provinciale della Cia di Bari; Felice Ardito, presidente della Cia provinciale BAT; Pietro Buongiorno, segretario generale Uila Puglia e Pasquale Fiore, segretario generale CISL Bari-BAT. Dopo oltre 18 mesi di trattative, finalmente è stato rinnovato il contratto per gli operai e i braccianti agricoli delle province di Bari e BAT. In questi 18 mesi, non sono mancati momenti di duro confronto tra le parti.

«Lo sforzo profuso in sede di trattativa - ha sostenuto Giuseppe Creanza, direttore della Cia - Agricoltori italiani di Bari - al fine di creare i necessari spazi di rinnovamento e semplificazione, oltre ad aver avuto esito positivo, risulta favorevole ad un allineamento alle effettive necessità delle imprese e della controparte sindacale, in larga misura legate al sistema di protezione sociale dei lavoratori. Sono state in parte disciolte le criticità insidiose, per creare un clima più favorevole sia per gli imprenditori agricoli che per gli operai. Riteniamo sia un accordo ben bilanciato, sia perché l'aumento retributivo si attesta su livelli sostenibili per le imprese agricole in questo periodo di difficile congiuntura economica e di crisi dei singoli comparti produttivi, sia perché guarda alla realtà delle organizzazioni dei lavori aziendali, con le relative figure professionali occorrenti per lo svolgimento delle pratiche colturali per produzioni di qualità senza penalizzare i lavoratori. Il tavolo ha stabilito di avviare, tra l’altro, una fase sperimentale di attuazione dell’accordo che permetterà, attraverso un osservatorio costituito ad hoc, la valutazione oggettiva dell’aumento occupazionale che il rinnovato contratto di lavoro riuscirà a produrre. Il lavoro svolto durante i tavoli di concertazione, dunque, ha prodotto un’intesa nel segno del buonsenso. Il nuovo contratto, infatti, tiene conto delle diverse situazioni territoriali che caratterizzano i differenti comparti produttivi, e rappresenta anche un argine efficace contro il caporalato».



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