In biblioteca

Verso il Piano strategico della Cultura e del Turismo. Ieri il secondo forum

Si tratta del percorso partecipativo che indirizzerà il dossier di 'Capitale Italiana della Cultura 2020' verso la creazione del Piano Strategico della Cultura e del Turismo

Attualità
Bitonto giovedì 17 maggio 2018
di Mariagrazia Lamonaca
L'intervento di Michele Abbaticchio
L'intervento di Michele Abbaticchio © BitontoLive.it

Nuovo appuntamento, ieri in biblioteca, con il percorso partecipativo che indirizzerà il dossier di candidatura di Bitonto al titolo di 'Capitale Italiana della Cultura 2020' verso la creazione del Piano Strategico della Cultura e del Turismo.

Come sappiamo, la nostra città non ha vinto il titolo ma si è classificata tra le dieci città finaliste, grazie al dossier di candidatura, frutto del lavoro svolto in sinergia tra l'amministrazione e gli operatori del settore turistico-culturale. Questo dossier rappresenta quindi la bozza che, nell'arco dei prossimi mesi, si trasformerà nel Piano Strategico della Cultura e del Turismo, da approvare in consiglio comunale.

Bisogna dire che la Regione Puglia ha sostenuto fin dall'inizio il percorso di candidatura della nostra città al titolo di Capitale italiana della cultura. Proprio per questo, all'indomani della vittoria del titolo da parte della città di Parma, la Regione ha deciso di premiare Bitonto come "Capitale meridionale della cultura", grazie all'impegno congiunto di Regione, Città metropolitana e Comune. Quello da seguire è "un modello virtuoso fondato sulla qualità progettuale, sulla sostenibilità ambientale ed economica, sul management culturale e sulla costruzione di reti e partnership tra Pubblico e Privato", come si legge nel comunicato stampa diffuso sul sito della Regione Puglia.

«È un'esperienza nuova e molto complessa. Avremmo potuto consultare qualche esperto per trasformare il dossier nel Piano strategico della Cultura, ma abbiamo preferito attuare questo percorso partecipativo» ha spiegato ieri l'assessore al Marketing territoriale Rino Mangini. «L'obiettivo - ha continuato - è proiettare Bitonto verso una città turistica e il piano contiene strategie efficaci come quella dei cerchi concentrici, che dà obiettivi certi. Il contesto di partenza non è facile ma le potenzialità ci sono. Bisogna tener conto dell'evoluzione della domanda turistica che sembra aumentare, a giudicare soprattutto dal dato rilevato dall'Osservatorio regionale del Turismo, secondo cui la crescita, negli ultimi anni, è del 235%».

Di certo, il turismo organizzato dei grandi gruppi non sceglie di sostare a Bitonto per la notte anche perché i nostri servizi di accoglienza non sono attrezzati per accogliere grossi gruppi. E questo è uno degli argomenti che ha avuto centralità durante il forum di ieri. Si teorizza, dunque, un potenziamento dei servizi di accoglienza sia privati (ad esempio i b&b) che pubblici come parcheggi, una migliore gestione dell'accoglienza degli autobus, un aumento della presenza di agenti di polizia municipale in alcune zone della città. Proprio sui trasporti si sono soffermati alcuni operatori culturali e turistici, auspicando un potenziamento. Si è pensato, ad esempio, ad attuare una convenzione tra la varie ferrovie presenti sul nostro territorio, in modo da attirare a Bitonto i turisti che spesso sono scoraggiati a recarsi qui in automobile, anche a causa della mancanza di parcheggi.

Sull'argomento è intervenuto il sindaco Michele Abbaticchio che ha spiegato come questo sia «un problema a livello regionale tanto che la stessa Ferrotramviaria ha chiesto un ulteriore finanziamento regionale per potenziare le corse». Il primo cittadino si è poi soffermato sull'aspetto enogastronomico: «Mi ha fatto piacere constatare la soddisfazione di due giovani turisti, provenienti da Milano, che hanno girato un video nella nostra città, sottolineando quanto si mangia bene a Bitonto. Credo sia un punto di forza che non è stato valorizzato come meriterebbe. Mi piacerebbe, quindi, una maggiore riflessione su questo argomento, che non credo si possa circoscrivere all'organizzazione di una sagra. Si può, ad esempio, pensare anche ad un binomio tra cibo e beni culturali».

«Inoltre - ha continuato Abbaticchio - penso che dobbiamo rivedere il piano di fruizione dei beni culturali, potenziando l'apertura degli stessi ed ampliando l'opportunità di visitarli, anche al di là degli eventi. In questo modo si consoliderebbe l'offerta. Potenziando binomi come questo (offerta enogastronomica-culturale, ndr.) e snellendo le procedure burocratiche per l'organizzazione degli eventi, possiamo decisamente migliorare la situazione e Bitonto potrebbe diventare una vetrina per l'organizzazione di eventi culturali e un modello da seguire anche per chi vorrà investire qui da fuori».

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