Il caso

La Corte di Giustizia UE deferisce l'Italia per la xylella, Sicolo: «Uno schiaffo alla politica»

Il presidente del Consorzio Nazionale degli Olivicoltori, il bitontino Gennaro Sicolo, ha commentato la decisione europea di punire la nazione per non aver impedito la diffusione del batterio degli ulivi

Attualità
Bitonto venerdì 18 maggio 2018
di La Redazione
Ulivo devastato dalla Xylella
Ulivo devastato dalla Xylella © n.c.

«La notizia del deferimento del nostro Paese alla Corte di Giustizia Europea sulla questione xylella è uno schiaffo, l’ennesimo, alla politica, rimasta per troppo tempo colpevolmente ferma, e a tutti i creduloni che hanno abboccato alle parole di santoni, nullafacenti e pseudo ambientalisti invece di affrontare seriamente il problema».

Così il presidente del Consorzio Nazionale degli Olivicoltori, il bitontino Gennaro Sicolo, ha commentato la notizia del deferimento alla Corte UE proposto dalla Commissione Europea contro l’Italia per non aver adempiuto ai propri obblighi per impedire la diffusione della xylella.

«In questi anni siamo stati gli unici a dire sempre, dal primo momento, che erano necessarie le eradicazioni, purtroppo dolorose, delle piante infette, oltre alle buone pratiche agricole, e non abbiamo mai ceduto al fascino populista dei disegni complottisti di tanti nullafacenti, nè abbiamo mai fatto allarmismo sui numeri come altre organizzazioni che, fino a poco tempo fa, con il loro atteggiamento sono state complici dell'avanzata del batterio», ha ricordato il presidente Sicolo.

«Ancora oggi proseguono i ricorsi contro le eradicazioni, continuano ad esempio i dibattiti inutili, portati avanti da incompetenti, sull’utilizzo di fitofarmaci e sull’applicazione del decreto Martina, e il batterio indisturbato avanza verso la provincia di Bari, cuore dell'olivicoltura pugliese e nazionale», ha continuato Sicolo.

«Il nuovo governo dovrà subito affrontare questa emergenza ed intervenire tempestivamente per applicare tutte le direttive utili a contenere questo disastro - ha ribadito il presidente del CNO -. In altri Paesi, come Spagna o Francia, che hanno lo stesso problema italiano, si procede subito con le eradicazioni, in prima istanza, senza perdere tempo con la burocrazia che rallenta inevitabilmente le operazioni».

«Si intervenga con la stessa risolutezza e velocità delle autorità spagnole o francesi, oltre che con uguale responsabilità: bisogna eradicare le piante infette, proseguire con le buone pratiche agricole per impedire al vettore di avanzare, e procedere col ristoro delle aziende duramente colpite», ha concluso Gennaro Sicolo.

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I commenti degli utenti
  • Giuseppe Depalo ha scritto il 18 maggio 2018 alle 07:21 :

    Il medico pietoso non ha mai guarito nessuno! I politici che assecondano le masse non risolveranno mai i problemi seri che come nel caso in questione abbisognano di interventi radicali seppur dolorosi. Oggi si devono eradicare piante affette a causa del doloso immobilismo richiesto dal populismo incombente. Questa sì una vergogna. Rispondi a Giuseppe Depalo