La storia

Italiani a Londra, la storia di Pasquale

Il giovane concittadino racconta la propria esperienza nella capitale inglese

Attualità
Bitonto venerdì 15 giugno 2018
di La Redazione
Pasquale Garofalo
Pasquale Garofalo © n. c.

Da un po’ di anni a questa parte tanti giovani italiani lasciano l’Italia per lavorare in altre nazioni. La destinazione preferita da molti italiani è Londra. Ma quali conseguenze porta la scelta di trasferirsi in questa grande città, e cosa cambierà per gli italiani che in questo momento vivono o che hanno intenzione di trasferirsi in Inghilterra dopo l’uscita dall’Europa?

Un nostro giovane concittadino, Pasquale Garofalo, ci racconta la propria personale esperienza. Pasquale ha partecipato al programma Erasmus, grazie al quale giovani da tutta Europa hanno la possibilità di vivere e lavorare per un periodo limitato in un altro Paese. Inoltre, ha avuto la possibilità di lavorare nella capitale inglese per la “Fuller’s Brewery”, azienda che gestisce oltre 400 pub ed è il birrificio più famoso di Londra.

È stato difficile trasferirsi in una metropoli come Londra?

«Trasferirsi per la prima volta in una metropoli come Londra può sembrare un muro insormontabile, ma per quanto difficile possa sembrare non lo è» ci ha raccontato Pasquale. «Durante le prime settimane – ha continuato – è facile sentirsi spaesati e piccoli di fronte ad un ambiente così vasto, a tanta gente, al traffico, ai trasporti. Ma è normale e necessario provare tutto ciò perché fa parte del processo. Dopo questa fase iniziale, però, qualcosa cambia e si inizia ad abituarsi a questa nuova vita, apprezzando ogni aspetto che questa magnifica città offre».

Dal tuo punto di vista, quindi, com’è vivere a Londra?

«Qui si hanno tante esperienze diverse da vivere, da importanti concerti fino al classico the del pomeriggio, perciò non ci si sente mai soli. La maggior parte della gente è educata, gentile e sempre pronta ad aiutarti, indipendentemente dalla tua razza o gender. Gli italiani sono ben visti in Inghilterra e tutti mi chiedono del nostro fantastico cibo, del vino e delle macchine, tutti vogliono avere notizie della nostra Italia».

Ma è difficile per un italiano trovare lavoro a Londra?

«La parte più interessante è proprio questa: è quasi impossibile non trovare un lavoro. Qui non si hanno problemi a trovare un mestiere, sia che tu voglia essere un cameriere o un dottore, Londra ha in serbo sempre un posto per chi è pronto a mettersi in gioco».

Come è stato lavorare per la Fullers Brewery?

«Fullers è davvero una società fantastica. Sin dall’inizio mi hanno accolto e trattato bene, ho avuto la possibilità di incontrare altri italiani che lavorano per questa grande impresa. Il mio compito è stato quello di realizzare un sito-web per la Fullers ( https://www.lavorareininghilterra.it ). Il sito ha lo scopo di aiutare gli italiani che vogliono lavorare come chef, camerieri, bar staff, accoglienza, nei pub e ristoranti».

Che aria si respira dopo la faccenda della Brexit?

«La maggior parte dei londinesi non vuole abbandonare affatto l’Europa. Londra, tra l’altro, è la parte più cosmopolita del Regno Unito. Al momento ogni italiano può vivere e lavorare nel Regno Unito senza richiedere alcun visto, ma è probabile che questa situazione cambierà non appena gli UK usciranno effettivamente dall’Europa. Fortunatamente le imprese si stanno attivando per permettere ai cittadini europei di entrare nel Paese senza grossi problemi anche in futuro».

Quali sono i tuoi progetti dopo che questa esperienza finirà? La rifaresti?

«Mi sono divertito e ho imparato così tanto che sto trovando un modo per estendere la mia permanenza a Londra. Se potessi tornare indietro nel tempo e scegliere se rifarla o meno, la rifarai senza pensarci due volte».

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