Libri di acqua

"La cultura è come la marmellata”, Marina Valensise presenta il suo ultimo libro

Stasera alle 19 nell’atrio della biblioteca comunale “Eustachio Rogadeo”

Cultura
Bitonto venerdì 15 settembre 2017
di La Redazione
Il libro di Marina Valensise
Il libro di Marina Valensise © n.c.

Dopo l’appuntamento di ieri pomeriggio a Villa De Grecis a Bari, l’autrice Marina Valensise approderà a Bitonto questa sera nell’atrio della biblioteca comunale “Eustachio Rogadeo” per presentare il suo ultimo libro, “La cultura è come la marmellata. Promuovere il patrimonio italiano con le imprese”.

Dialogheranno con l'autrice Cettina Fazio Bonina, presidente dell'associazione culturale Porta d'Oriente, organizzatrice dell’evento, e Giuseppe Caccavale, storico e giornalista.

Il libro
Una formula collaudata per superare l'antagonismo pubblico-privato, unire le forze e vincere le sfide che ci attendono. “L'Italia non è solo un museo a cielo aperto o un paese popolato dalle ombre dei grandi. È un luogo abitato da giovani che vivono il presente e credono nel futuro”.

“La cultura è come la marmellata: meno ne hai, più la spalmi”. Marina Valensise parte da questo slogan, apparso sui muri della Sorbona nel maggio '68, per illustrare uno dei paradossi italiani: il paese con il patrimonio più ricco del mondo è incapace di valorizzarlo, mentre altri prosperano su fortune molto meno cospicue. Fin dal titolo, il suo libro ha il sapore di una provocazione, ma è frutto di un'esperienza concreta. Tra il 2012 e il 2016, infatti, l'autrice ha diretto l'Istituto italiano di cultura a Parigi ed è riuscita a rinnovarne la sede, a moltiplicare il numero dei suoi frequentatori e a raddoppiare le entrate proprie rispetto alla dotazione statale. Il segreto? La virtuosa contaminazione e la potente sinergia tra pubblico e privato a favore del patrimonio, che Marina Valensise ripercorre in queste pagine proponendole come modello di valorizzazione partecipata. La differenza di impostazione non è banale e sta in un concetto apparentemente semplice: la capacità di evolversi, abbandonando un ruolo passivo per una funzione più innovativa, che vada oltre quella di semplice cinghia di trasmissione del sapere dato, per produrre cultura in nome di un'idea più dinamica dell'interesse generale. La lievità del racconto, ricco di aneddoti gustosi e frutto di mille incontri con personalità che nei più vari settori - dal design alla cucina, dall'architettura alla musica - danno lustro all'Italia nel mondo, si unisce al monito a tornare protagonisti in nome della cultura sul piano internazionale, offrendo un decalogo di semplici regole per applicare questo modello alla realtà quotidiana delle istituzioni e delle imprese.

L'autrice
Marina Valensise si è laureata in Letteratura francese con Giovanni Macchia all’Università La Sapienza nel 1980. Ha conseguito il Diplôme de Doctorat presso l’École des Hautes Études en Sciences Sociales. È stata borsista della Fondazione Einaudi, del Cnr, maître de conférence all’École des Hautes Études en Sciences Sociales, professore all’Università di Reggio Calabria e “visiting scholar“ presso l’Olin Center dell’Università di Chicago. Dal giugno 1992 al maggio 1994 è stata a capo della Segreteria particolare del Ministro per i Beni Culturali; dal 1996 lavora al «Foglio», dove si occupa di libri, idee e cultura, e collabora al supplemento del «Corriere della Sera» «Sette» e a «Panorama». È stata anche corrispondente da Parigi del Tg5. Nel 2008 pubblica “Sarkozy. La lezione francese” (Mondadori), nel 2012 “Il sole sorge a Sud. Viaggio contromano da Palermo a Napoli via Salento” (Marsilio), nel 2013 “Autunno in Calabria” (Minerva Edizioni) e nel 2017 “La cultura è come la marmellata. Promuovere il patrimonio italiano con le imprese” (Marsilio).

Ingresso libero

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