di Pasquale Scivittaro
ORE 9. Michele Elia, l’uomo ferito nell’agguato di ieri pomeriggio sulla sp231, resta ricoverato in gravissime condizioni presso l’Ospedale Di Venere di Carbonara, dove è stato trasferito nella notte.
Almeno tre i colpi sparati da una motocicletta con due sicari a bordo, due dei quali hanno danneggiato l’intestino della vittima.
Elia, legato alla famiglia Modugno-Semiraro, era stato arrestato nel 2006 durante l’operazione Satellite, e da pochi giorni era tornato in libertà dopo aver scontato qualche anno di carcere.
Anche il sindaco Raffaele Valla ha voluto commentare l’accaduto: “L’episodio di oggi rientra nella guerra tra faide per il controllo dei traffici illeciti sul territorio, sono preoccupato da questa escalation di violenza”.
“Ho voluto fortemente un ulteriore incontro del comitato per l’ordine e la sicurezza con il sottosegretario Alfredo Mantovano, che si terrà lunedì mattina alle 9.30 a Bari”, sottolinea il primo cittadino.
I problemi da mettere in risalto durante la riunione di lunedì sono ben chiari all’ex prefetto, che pur non anticipando alcuna richiesta da avanzare, evidenzia alcune questioni spinose: “Bisogna studiare il modo per rimpolpare decisamente l’organico di Polizia e Carabinieri, perché a fronte di un territorio tre volte superiore a quello di Bari gli uomini delle forze dell’ordine sono decisamente pochi”.
“La situazione è tragica perché è difficile contrastare il crimine in queste condizioni”, conclude il primo cittadino.
Mano tesa all’amministrazione comunale giunge intanto da Franco Natilla, capogruppo de I Riformisti in consiglio comunale: “Noi avevamo segnalato questo pericolo in questi mesi, non per andare contro qualcuno ma per smuovere chi di dovere”.
“E’ tempo che tutti pongano la massima attenzione a ciò che sta succedendo – continua Natilla -. Sul piano politico dobbiamo reagire uniti per vincere questa battaglia difficile”.
ORE 12. Michele Elia non ce l'ha fatta. E' deceduto in seguito alle gravi ferite riportate dopo la sparatoria di ieri pomeriggio.
L'uomo era stato trasferito ieri sera presso l'Ospedale "Di Venere" di Carbonara, dove stamattina intorno alle 11 è spirato.
Ieri pomeriggio, i medici dell'Ospedale San Paolo, dopo un lungo e delicato intervento chirurgico, avevano tentato di salvargli la vita.
Dunque, dopo la morte nel 2007 di Vito Napoli, la guerra tra faide torna a mietere vittime.
Tra sparatorie, casi di lupara bianca, e traffico di stupefacenti, Bitonto è diventata negli anni uno dei posti più caldi della Regione.
Lunedì sono attese risposte serie, concrete, per mettere un argine a questa deriva.