Da Palazzo Gentile

Consiglio comunale, via libera alla cittadinanza simbolica a minori stranieri residenti a Bitonto

Approvati anche l’adozione della “Carta dei diritti della bambina” e la commissione locale per il paesaggio integrata Vas

Politica
Bitonto venerdì 13 luglio 2018
di Mariagrazia Lamonaca e Tommaso Cataldi
Il consiglio comunale del 12 luglio
Il consiglio comunale del 12 luglio © BitontoLive.it

Il consiglio comunale di ieri si è aperto con l'anticipazione del quinto punto all'ordine del giorno, ovvero l'atto di indirizzo sul riconoscimento simbolico della cittadinanza italiana a minori stranieri nati in Italia e residenti a Bitonto. A chiedere l'anticipazione del punto sono stati i rappresentanti di due realtà bitontine impegnate in prima linea su questo fronte, ossia "Progetto Continenti" e la "Fondazione Santi Medici", nelle persone di Mimma Torres e don Vito Piccinonna.

Mimma Torres, socia di Progetto Continenti gruppo di Bitonto, ha sottolineato come l'associazione si occupi, da quasi trent'anni, di aiutare i migranti nelle loro terre. «Il sistema di sfruttamento di quelle terre da parte delle multinazionali - ha sottolineato - costringe molta gente di quei posti a migrare in occidente per cercare migliori condizioni di vita. Questi fenomeni migratori ci sono sempre stati e non dimentichiamo che tra fine Ottocento e inizio Novecento 14 milioni di italiani emigrarono in America».

«Con questa proposta di cittadinanza simbolica - ha continuato - vogliamo quindi contrastare la percezione sbagliata del fenomeno migratorio, in modo da lanciare il segnale che anche Bitonto è casa loro. Non è più tollerabile il silenzio delle Istituzioni in questo clima di crescente diffidenza e razzismo. Inoltre pensiamo che debbano essere proposti momenti di aggregazione tra tutte le realtà presenti sul territorio, coinvolgendo anche il Cas del Maria Cristina».

Sulla stessa linea il rettore della ‘Fondazione Santi Medici’, don Vito Piccinonna: «Il mio intervento nasce dai centri di ascolto dislocati sul nostro territorio. Nonostante l'opinione pubblica italiana sia concentrata sui flussi migratori, crediamo sia importante concentrarsi su progetti di integrazione, perché siamo già alla seconda generazione di migranti e quelli nati in Italia hanno bisogno della cittadinanza per una vera integrazione. Ecco dunque che accogliamo ben volentieri la proposta della cittadinanza simbolica che di certo non cambia la situazione di queste persone ma è un importante passo avanti per vivere quel passaggio dalla mixofobia alla mixofilia».

Il consigliere Francesco Brandi (Città democratica), in qualità di proponente e firmatario di questa proposta, ha relazionato sul punto: «Il nostro Paese sta attraversando una fase molto delicata della sua storia e da essere Paese di emigrazione è diventato Paese di immigrazione o di passaggio migratorio. Nel 2017 sono sbarcate in Italia 171mila persone ma quante di queste sono rimaste in Italia? Si può effettivamente parlare di emergenza e di sovraffollamento che tra l’altro non si coniuga con gli indici demografici in calo? Dietro ogni persona che giunge in Italia c’è un vissuto, una terra, una religione, degli affetti e le campagne di propaganda non devono generare lo stereotipo del migrante come persona pericolosa (…). Perciò chiediamo che venga attivato un percorso affinché il nostro Comune possa, nel corso di una cerimonia pubblica, provvedere al conferimento simbolico di cittadinanza italiana a tutti i minori nati in Italia da genitori stranieri e residenti a Bitonto, ancora privi di cittadinanza italiana e successivamente proponiamo di comunicare l’esito formale della cerimonia al Presidente della Repubblica».

Ha quindi preso la parola il consigliere Emanuele Abbatantuono (Tra la gente): «Questo provvedimento, nonostante sia simbolico, ha una notevole valenza. Bitonto si è sempre dimostrata attenta a chi vive situazioni di svantaggio. Così sentiamo di non poter rimanere indifferenti di fronte a quanto sta accadendo a livello internazionale. Vedere come alcune scuole mettano divieti di ingresso a bambini stranieri fa male. Tutti hanno diritto di potersi sentire a casa e poter dire che è un cittadino italiano. Quindi approvando questa proposta vogliamo contribuire a stimolare il dibattito politico su questo argomento. Accogliamo quindi questa proposta che crea ponti e non alza muri, pur non cambiando lo status dei minori stranieri nati e cresciuti in Italia».

È toccato quindi ad Antonella Vaccaro (capogruppo Pd) prendere la parola: «La definizione di "cittadino" è chiunque abita e risiede in una città. Movimenti e partiti politici, osteggiando proposte di legge come lo "Ius Soli", alimentano l'indifferenza e l'odio. Questi ragazzi crescono insieme a noi, rispettano le nostre leggi e fanno tutto quello che facciamo noi, soltanto sono figli di stranieri. La multiculturalità per noi è una risorsa e non un problema. Noi del gruppo Pd siamo quindi assolutamente favorevoli a questa proposta».

Pasquale Castellano (Progetto Comune) ha sottolineato come «spesso i diritti di queste persone sono calpestati e questi diritti non dovrebbero essere legati alla territorialità. Bisogna andare verso politiche di inclusione non solo per i nostri concittadini ma per tutti, compresi gli stranieri».

Il consigliere Francesco Scauro (Partito socialista) ha evidenziato che «è un vero problema cercare di rendere i nostri concittadini partecipi su questi argomenti, soprattutto se a livello nazionale la politica porta dalla direzione opposta. Noi abbiamo salutato con grande interesse la globalizzazione. Grandi potenze mondiali si stanno ormai spartendo l'Africa, mandando via gli abitanti del posto ma tutto questo succede dietro l'indifferenza di tutti. Sono molto contento del lavoro che fa Progetto Continenti, che aiuta la gente nella loro terra. Quindi ben vengano queste iniziative ma è importante adoperarsi maggiormente soprattutto a carattere individuale e queste iniziative non devono diventare solo un modo per mettersi a posto la coscienza».

Perplessità, invece, da parte di Carmela Rossiello. La consigliera di Forza Italia ha affermato di aver pensato molto a questo provvedimento e di aver maturato una riflessione, scaturita anche dalla lettura delle parole che Papa Francesco pronunciò in Vaticano agli ambasciatori durante il discorso d'inizio anno, nel gennaio 2017. «Ho ascoltato tutti e l'argomento è molto ampio e complesso» ha esordito la Rossiello. «Papa Francesco - ha proseguito la consigliera - ha detto che è importante, da parte delle persone ospitate, rispettare leggi, cultura e tradizioni del Paese ospitante. Sicuramente il Papa ha sottolineato il diritto di ogni essere umano ad essere integrato ma anche la necessità di rispettare le leggi e la cultura del luogo, in modo che nessuno si senta minacciato o invaso e si possa dare adito, in questo modo, a fenomeni xenofobi. La proposta che oggi dobbiamo mettere ai voti ha, secondo me, una matrice politica sottintesa. Non sono assolutamente contro l'integrazione, che io stessa cerco di agevolare, ma penso si tratti solo di una cerimonia pubblica in cui sbandierare una posizione politica e io non ci sto. Quali sono le proposte concrete proposte dall'amministrazione per questo fenomeno? Se ci sarà chiarezza allora potrò decidere».

A prendere la parola è stato quindi il consigliere Michelangelo Rucci (Governare il futuro): «Il tema è così serio e complesso che non può essere esaurito nel corso di una seduta di consiglio comunale. Io comunque non credo che sia una presa di posizione ideologica ma anche io vorrei che l'amministrazione facesse chiarezza su quali sono le proposte concrete che vuole mettere in campo per agevolare l'integrazione dei minori stranieri a Bitonto».

Subito dopo Cosimo Bonasia (Ipc) ha sottolineato che «bisogna mettere in atto una vera rivoluzione. È importante includere, non solo accogliere, e questo lo abbiamo ribadito nel nostro meeting "Odio gli indifferenti". Perciò anche con il supporto delle diverse associazioni dobbiamo mettere in atto l'inclusione che viene dopo l'accoglienza».

Favorevole al provvedimento anche Dino Ciminiello (indipendente): «Non credo sia giusto pontificare su questo argomento ma in fin dei conti non stiamo dando la cittadinanza. Sono convinto che questo atto possa essere un atto di confronto e non solo ideologico».

È quindi intervenuto Giuseppe Volpe, consigliere comunale di Terlizzi, molto attento e in prima linea su queste tematiche: «In Italia sono centinaia i comuni che stanno discutendo di questi argomenti» ha spiegato. «A Terlizzi abbiamo provato ad indagare perché spesso molti dati non si conoscono. Mi sono rivolto all'ufficio anagrafe per sapere effettivamente quanti bambini stranieri ci sono a Terlizzi, e nella fattispecie sono 120. Parliamo di bambini residenti e nati a Terlizzi, che frequentano le nostre scuole e noi insegnanti li consideriamo italiani a tutti gli effetti. Dunque è importante anche il riconoscimento della cittadinanza simbolica per il messaggio fondamentale che può trasmettere».

Ha quindi preso la parola il sindaco Michele Abbaticchio: «Penso che oggi dovremmo essere spaventati dal fatto che tutti i valori con cui siamo cresciuti possano essere messi in discussione, soprattutto i diritti che riguardano i bambini. Il Comune di Bitonto ha sempre mantenuto una linea di accoglienza, a prescindere dal colore politico. Qui siamo soltanto presenti per dare un segnale di esseri umani e di una politica che difenda questi bambini e che si muova nel rispetto della legalità. Non siamo qui per prenderci meriti».

A controbattere è stata ancora Carmela Rossiello: «Dopo questo intervento mi convinco ancora di più del fatto che sia un provvedimento di matrice politica e fine a se stesso. Oltre all'accoglienza ci vuole altro e il sindaco non ha risposto ai quesiti che ho richiesto poco fa, quindi il mio voto è contrario perché sono contraria ad un provvedimento che sembra in tutto e per tutto una "cerimonia pubblica"».

Infine è intervenuto il consigliere Giuseppe Maiorano (Progetto comune): «Crediamo che esista una sola razza, quella umana. Pensiamo che Bitonto continuerà ad essere un territorio di accoglienza e quindi siamo totalmente favorevoli».

Il provvedimento è quindi stato approvato con 22 favorevoli e un astenuto.

Si è passati quindi al primo punto iscritto all’ordine del giorno, ovvero la commissione locale per il paesaggio integrata Vas. A relazionare è il responsabile per il servizio dei lavori pubblici, Luigi Puzziferri, il quale ha affermato che «la commissione è formata da cinque componenti, più un esperto Vas che viene interpellato in casi specifici».

Cosimo Bonasia (Ipc) è intervenuto chiedendo che «parta presto la commissione paesaggistica o in alternativa si rimetta la delega alla Regione Puglia».

Il provvedimento è stato quindi approvato all’unanimità.

Dopo una sospensione di ben 50 minuti (a fronte dei 5 richiesti), il consiglio comunale è ripreso con la discussione del secondo punto: adozione del piano urbanistico esecutivo di iniziativa privata riguardante la zona di espansione C2 di via Santo Spirito proposta dal consorzio Bitonto 2. La seduta è ricominciata con l’intervento del vice presidente vicario Antonella Vaccaro a guidare i lavori e il consigliere comunale più giovane, Arcangelo Putignano, in qualità di verbalizzante al posto del segretario generale Salvatore Bonasia, il quale si è astenuto per conflitto d’interesse.

A relazionare è stato il sindaco Michele Abbaticchio: «Si è concluso un percorso determinante del consorzio per quanto riguarda una variante del 1983, giungendo ad un inquadramento di partenariato pubblico-privato per migliorare l’insediamento produttivo».

Anche questo provvedimento viene votato all’unanimità, così come il punto successivo: aggiornamento di oneri di urbanizzazione relativamente a costo di costruzione per l’anno 2018 ed oneri di urbanizzazione primaria e secondaria relativi al quinquennio 2013-2018.

Il punto 4, ossia la ratifica della deliberazione di giunta comunale avente ad oggetto la variazione d’urgenza n.4 al bilancio di previsione finanziaria 2018-2020, è stato invece approvato con 13 favorevoli e 7 astenuti.

Il sesto punto all’ordine del giorno riguardava l’adozione della “Carta dei diritti della bambina”. Dopo la relazione dell’assessore Marianna Legista, sono intervenuti i consiglieri Rossiello (Fi), Gesualdo (Tra la gente), Scauro (Psi), Rucci (Governare il futuro) e Daucelli (Ipc) per esprimere «l’importanza del documento affinché possa essere utile al superamento degli stereotipi di genere come tassello di crescita a disposizione della città».

Anche questo provvedimento è stato approvato all’unanimità.

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