Calcio
04 luglio 2010
A proposito di una partita giocatasi al "Città degli Ulivi" qualche domenica fa

Le favole più belle le scrivono le stelle cadenti d'estate

di Mario Sicolo

"Le favole più belle le scrivono le stelle cadenti d'estate", suole ripetere uno scrittore tosco a noi coevo, tanto sconosciuto quanto grande, Giacomino Marcou.

E' come se quegli astri feriti lasciassero lacrime di luce nel cielo d'inchiostro.
E vergassero lassù le prime lettere d'una fiaba...

C'era una volta un manipolo di ragazzi scapestrati, diversi eppure uguali.
C'era tra loro il discendente dell'avvocato principe del foro o del professore rispettabilissimo per i falansteri del liceo, ma pure il pargolo del bracciante cotto dal sole in campagna o dell'operaio consunto dal grigiore della catena di montaggio.

Che ci facevano tutti quanti insieme, per strada, a tutte le ore del giorno, a seconda dei ritmi della natura, dal meriggio al tramonto?

Inseguivano una sfera di cuoio, nella quale ognuno provava a leggervi un futuro da sogno. Cioè da asso del pallone.
Non esisteva la miriade di associazioni giovanili che, spesso e non sempre per colpa di tecnici e dirigenti, regalano l'illusione d'onnipotenza persino a pedatori scadenti.
C'era solo il Torrione, considerato peraltro traguardo eccelso, perchè, come un castello dei destini incrociati, vi si ritrovavano stinco a stinco i campioni al crepuscolo del Bitonto e i virgulti più promettenti della città.

Così, la selezione darwiniana l'operavano asfalto e chianche, dove bastavano due cartelle - e chi li conosceva gli zaini griffati? - o due giubotti per trasformare il nulla in una porta degna dello stadio più meraviglioso del mondo.
Le regole, anarchia della fantasia. La traversa sistemata a discrezione del portiere, quasi sempre, quando non volante, il più scarso con le piote.
L'incertezza d'una rete che tanto ha martoriato gli ultimi, penosi Mondiali?
Presto risolta con un classico aut-aut: "o gol o rigore" e tutti a scegliere la seconda opzione, perchè la prima cosa che impari per strada è amare il rischio.
Quando, poi, le pareti dei palazzi circoscrivevano il rettangolo (molto sghembo) di gioco, la carambola era d'obbligo.

Insomma, i protagonisti d'un calcio che più non c'è - a maggior ragione oggi che tutto è a pagamento - si sono incontrati sul prato smeraldino del "Città degli Ulivi" qualche domenica fa per rinverdire i fasti del passato, dal momento che, nel frattempo, crescendo e prima di prendere ognuno la sua strada - di nuovo la metafora d'una vita - avevano vinto un po' di tornei in giro per l'Italia, come quello universitario allo Stadio della Vittoria barese, o a Spoleto, in terra umbra, e ad Oristano in Sardegna.

L'hanno spuntata gli ex universitari per 6 a 2 (primo tempo 1 - 1).
Ma il risultato stavolta non conta. 
I marcatori sono stati Domenico Lisi, troneggiante centrale difensivo con bomba incorporata, Peppino Riccardi, vespigno cursore infaticabile, Dario Vernacchia, la saggezza nei piedi, da una parte; dall'altra Mimmo Petta, porto d'armi per il suo tiro al fulmicotone, Mimmo Castellano, antologia illustrata del calcio, e Antonio Mercurio, calma olimpica (nomen, anzi: cognomen omen) e tecnica insolita per un difensore. E su quell'erba hanno calcato i tacchetti pure esemplari insigni quali Piero Napoli, il tunnel quale marchio di fabbrica magica, l'inossidabile Emanuele Saponieri (ma avrà stretto un patto con Belzebù?), l'ottimo Lele Bulzis e il gattesco Gianni Guida o l'elastico Francesco Santamato. E chiedo venia a tutti coloro che c'erano e pur oblio, per vetustà di memoria. 

Altri tempi, altre storie.
Non il calcio di plastica delle playstation e delle mille telcamere a far l'endoscopia degli spogliatoi.
Ma favole vere in cui credere per sognare ed andare avanti. 
L'unico balsamo del cuore, quando tutt'intorno vortica tristezza, pallonara e non solo... 


   

3 commenti per questo articolo
postato da perbene
07 luglio 2010 @ 14.07
a bitonto i bitontini giocano,o almeno chi e' di livello nel senso che chi e' di categoria superiore giustamente sta' in posti migliori,chi invece non e' all'altezza purtroppo sta' in categorie inferiori e quindi non dite stupidaggini,abbiamo il direttore sportivo,quello generale,l'allenatore,il vice allenatore oltre modesto vincenzo al portierino vitucci che sono tutti bitontini,e gli altri quasi tutti baresi e ricordiamocelo sempre senza soldi
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postato da CICCIODOSTAI
06 luglio 2010 @ 08.07
ciao mario ma tanto passato oppure presente purtroppo i BITONTINI non possono giocare a bitonto stando a chi a mal gestito il bitontocalcio ultimamente
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postato da PISTOLA
04 luglio 2010 @ 21.07
XCASO GIOCAVANO NEL 1979-80 NEL TORRIONE O NELLA AMBROSIANA ? RICORDO UN CASTELLANO CHE GIOCAVA DA CENTRAVANTI NEGLI " ALLIEVI "CHE ERA MOLTO FORTE . ALLORA ERO UN ARBITRO DELLA SEZIONE DI MOLFETTA
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