Teatro

"The Diva", Meola porta in scena l'umanità dell'attore

Venerdì scorso al Traetta lo spettacolo della compagnia Okiko

Spettacolo
Bitonto lunedì 17 luglio 2017
di Marino Pagano
Abbraccio fra gli attori in scena © Anna Verriello
Brio, equipe, musica pop, aria tra noir e dramma nel dramma (movimento nel movimento, teatro nel teatro). Si direbbe, la compagnia nella compagnia. Storia nella storia e verità nella verità della rappresentazione scenica, così sorella della vita.

Piergiorgio Meola, ancora una volta, ne ha combinata una delle sue. Meola e i suoi, mettiamo subito le cose in chiaro. Equipe, si diceva. Coro e assoluta realtà d'insieme. Lo capisci scrutando questi meravigliosi ragazzi durante le prove, nel bel mezzo ancora dell'ansia dell'inespresso. Amici, sguardi e complicità, della voglia di squadernare le proprie capacità il gran desiderio. E poi c'è lui, Piergiorgio, armonioso direttore d'orchestra. Ecco "The Diva. Oltre il successo", a cura di Okiko The Drama Company, in scena al Traetta qualche giorno fa, venerdì 14.
È la storia di amori e gelosie, tormenti e rancori, personalità sofferenti e maschere di franta potenza sotto cui celare le proprie meschine bassezze e le incapacitanti insicurezze. I personaggi, tra l'altro, sembravano talvolta perfettamente attagliati alla vita dell'attore scelto per sintetizzare emozioni e storie. Teatro che carica una caratterizzazione che già distingue l'interprete nella vera esistenza. La trama, inoltre, procede bene, in maniera lineare. Lo spettatore non vive tortuosi meandri e non si perde. Chiaro il plot, brillanti i dialoghi. È narrata l'avventura di una compagnia teatrale: prima, durante e subito dopo la scena, con perfetta definizione delle qualità umane di ciascuno degli attori protagonisti.
E le musiche? Quel pop giusto che aiuta a suscitare l'atmosfera del brillante, quel suggestivo che crea un registro di contaminazione tra le arti. Musica, teatro, danza. Quest'ultima, in particolare, vera e propria fissa di Meola.
Bravissimi tutti, alcune delle presenze classiche dei lavori del team persino in vistosa crescita. Si pensi in primis a Rosa Masellis. Ecco poi Giuseppe Visaggi, Ines Froio, Angela Lisi, Angela Ubaldino, Giulia Rucci, Luigi Bianco.
Stefania Sannicandro, oltre a recitare, ha curato anche la grafica di biglietti e locandine, Silvia Rucci le scenografie mentre Teresa La Tegola e Michele D'Amore sono stati collaboratori di scena. I costumi sono stati realizzati grazie alla collaborazione di Saverio Maggio e Marina Mundo. Acconciature a cura dello staff "Idee per la Testa".

Tutti si sono dimostrati padroni della scena, scatenando aperte approvazioni nel partecipato pubblico. E poi, ancora una volta, colpisce la sensibilità di Meola, straordinario nell'ideare tracciati e intrecci di vicende alla fine afferenti alla stretta natura dell'individuo, ai nostri tic. Momenti raccontati con acuta attenzione dalla mente vivida di un autore capace di affrescare con leggerezza piccole e però verissime schegge di umanità. L'umanità dell'attore stesso, prima e al di là di ogni riflettore.

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I commenti degli utenti
  • maria cucinella ha scritto il 17 luglio 2017 alle 08:11 :

    Che dire! Osservazioni inappuntabili che io approvo totalmente. Rispondi a maria cucinella

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