Chiesa e Monastero di S. Pietro Nuovo

Chiese, strade e piazze storiche, monumenti, palazzi ed edifici storici, insediamenti rupestri.

a cura di Liliana Tangorra
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Nel luogo dove oggi si trova la chiesa di S. Pietro nuovo e l’ex monastero delle Benedettine Olivetane (fu costituito per la gran parte dalle donne della famiglia Giannone), si ergeva anticamente una chiesetta dedicata a S. Pietro, la fondazione del monastero è strettamente legata alla nobile famiglia bitontina dei Giannone e soprattutto all’abate Antonio Giannone.

Per la costruzione del nuovo complesso monastico la chiesa fu abbattuta nel 1526 circa e ricostruita nel sito attuale. Il maestoso monumentale monastero ha subito diversi interventi. I più significativi sono quelli del 1726-32, data in cui l’architetto Vito Valentino progettò e costruì tutta la parte posteriore, e del 1837, quando, su progetto dell’architetto Francesco Lerario, fu rifatta la facciata. Questa si presenta sobria nelle linee, austera, degna del luogo e del compito che doveva svolgere.

La superficie liscia in pietra calcarea è interrotta da un portale classico al centro e da quattro finestre lunettate al piano inferiore; in corrispondenza, al piano superiore, sono cinque eleganti finestre che danno armonia a tutta la facciata. Fa da coronamento un’aggettante cornice. Intorno alla fabbrica, nella parte posteriore, si possono ammirare i possenti contrafforti del Valentino. All’interno del monastero degni di nota sono i due chiostri, l’uno cinquecentesco, l’altro settecentesco.

La chiesa di S. Pietro nuovo, pur ricostruita nel ‘500 per ampliarla e renderla funzionale alla costruzione del monastero adiacente, segue gli schemi dell’architettura romanica. Una lapide accanto al portale d’ingresso, ricorda la sua antica origine essa , infatti, ha indotto gli studiosi a ritenere il 1279 l’anno della sua fondazione. Sul portale una statua di S. Pietro, mentre più in alto una luce costituita dall’antico rosone. Sulla facciata laterale si possono notare elementi di costruzioni medioevali su cui fu addossata la chiesa. Nell’interno si evidenzia subito il soffitto a lacunari al cui centro è una grande tela raffigurante Cristo che benedice l’ordine monastico. Ai lati, sopra le pregevoli grate per l’affaccio delle monache, vi sono due serie di dipinti del pittore Carlo Rosa. Pregevole l’altare e il pavimento di maiolica adiacente disegnato da Vincenzo Pannone nel sec. XVIII

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