Palazzo De Lerma

Chiese, strade e piazze storiche, monumenti, palazzi ed edifici storici, insediamenti rupestri.

a cura di Liliana Tangorra
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La costruzione del Palazzo De Lerma risale al XVI secolo ad opera dell’arciprete D. Girolamo De Lerma, duca di Castelmezzano, nell’area di proprietà della Curia Vescovile compresa tra la Cattedrale, il Palazzo della Regia Corte, la chiesetta di S. Nicola dell’Ospedale e la chiesetta di S. Maria della Misericordia.
La famiglia dei De Lerma arrivò in Puglia dalla Spagna nel 1500; Giovanni Antonio De Lerma fu archeologo canonico di S. Pietro e poi arcivescovo di Manfredonia nel XVII secolo.

L’edificio esaminato si affaccia sulla piazza prospiciente la facciata della famosa Cattedrale bitontina ed ha il paramento murario esterno in pietra scura.
Il portale è di tipo classico, decentrato, in bugnato toscano. La facciata è composta da tre piani: pianoterra con due portoni d’ingresso di cui uno affiancato da semicolonne bugnate; da un primo e secondo piano sottolineati da una doppia serie di balconi, delimitati dal ricco cornicione con sovrastanti pinnacoli tutti probabilmente aggiunti nel ‘700.

A sinistra si nota un portale rinascimentale che risale al 1586, questo doveva essere l’ingresso dell’antica chiesa della Misericordia, la quale fu demolita agli inizi del ‘900. La spiegazione che si è data per la suddetta distruzione, fu il desiderio di allargare la Piazzetta antistante il sagrato della cattedrale che avanzava di una decina di metri rispetto al palazzo De Lerma. A ricordo fu lasciato il portale, addossandolo all’edificio.

Molto probabilmente i balconi del primo piano e del secondo piano sono il frutto di una revisione architettonica avvenuta nel XVIII secolo, che ha trasformato in barocca l’originaria facies rinascimentale.

Il portico del cortile d’ingresso, il vestibolo e la scala restano,nonostante le evidenti manipolazioni, significativi di un antico splendore.
Tempo fa fu demolita la parte più alta della torre ed eliminata la copertura a tetto dell’intero fabbricato.

Tra il Palazzo e la Cattedrale si può notare la loggia cinquecentesca con soluzione ad angolo che omogeneizza con grazia e perfetto spirito rinascimentale l’innesto tra la Cattedrale e gli edifici attigui. Si potrebbe paragonare alla loggia di casa Grottola dalla quale, però, si diversifica per i balaustrini a base tonda e la trabeazione decorata a bassorilievo con motivi floreali.

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