Palazzo Vulpano-Sylos

Chiese, strade e piazze storiche, monumenti, palazzi ed edifici storici, insediamenti rupestri.

a cura di Liliana Tangorra
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Il palazzo Sylos-Vulpano sito in fondo a via Planelli, a destra scendendo da piazza Cattedrale, verso il termine del Decumano bitontino, ha un singolare carattere quattrocentesco benché sia stato costruito nel 1500.

La fabbrica, per la logica delle sue linee, per la semplicità del portale d’ingresso, per la ricchezza ornamentale del loggiato interno, è considerato uno dei migliori esempi dell’architettura rinascimentale in Puglia tanto da essere  riconosciuto come monumento nazionale.
Fu costruito nel 1500 dai fratelli Leucio e Giovan-Pasquale Vulpano, nobile e antica famiglia bitontina, la cui ultima rappresentante, Minerva, sposò lo spagnolo Diego Sylos, da questa unione il palazzo prende il suo nome.

La facciata presenta due piani distinti da una cornice marciapiano; il portale d’ingresso dell’edificio dà l’impressione di essere una sorta di arco di trionfo, ricco, ma allo stesso tempo sobrio. Il portale Catalano, con arco depresso inquadrato entro una cornice rettangolare, è caratteristico dell’arte meridionale soprattutto napoletana abruzzese e pugliese e non in Spagna né tanto meno in Catalogna. Per questo viene considerato come una particolare elaborazione tra l’arte tardogotica e toscana, specialmente senese, la sua peculiarità è sottolineata dall’effetto chiaroscurale che si ripercuote sulla superficie liscia, della parete di fondo.
L’insieme della facciata di palazzo Vulpano ricorda le case del Rinascimento napoletano e fiorentino, questo non meraviglia perchè è noto che gli stili artistici giungono in provincia con ritardo rispetto alle città dove lavorano i grandi architetti.

All’interno del palazzo, sul cortile quadrato, si presenta una loggia decorata dal bassorilievo ispirato al gusto fiorentino rinascimentale e concepito con rigido criterio allegorico-didascalico, probabilmente con l’intenzione di esaltare le doti civiche e morali della famiglia Vulpano. Sull’arco centrale è scolpito lo stemma della famiglia. In altorilievo, tra gli spazi interconnessi tra gli archi e la loggia, sono raffigurati quattro volti femminili, probabilmente le quattro virtù cardinali. Il loggiato è distinto in due parti. Quella inferiore, al centro mostra i fondatori: Leucio e Giovan-Pasquale, ai lati personaggi e scene del mito di Orfeo. In quella superiore al centro è nuovamente scolpito lo stemma della famiglia, mentre ai lati troviamo Scipione l’Africano e Annibale, e agli estremi Cesare Augusto e Federico II di Svevia. Circa l’autore di tale opera possiamo dire che il Carabellese la ritiene opera di un artista toscano eseguita da maestranze locali; in effetti, i medaglioni ad altorilievo ricordano le fabbrica dell’Ospedale Maggiore di Milano, attribuita al Filarete, toscano per l’appunto, come di spirito toscano sono gli elementi architettonici, le cornici, lo zoccolo della facciata, i capitelli di Palazzo Vulpano.

La scalinata porta al piano nobile di cui si può scorgere la loggia; le volte sono a crociera abbellite con stucchi di epoca successiva.

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