Palazzo Bove

Chiese, strade e piazze storiche, monumenti, palazzi ed edifici storici, insediamenti rupestri.

a cura di Liliana Tangorra
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Innestatasi nel XIII secolo la famiglia dei Bove o Bovio si dedico all’attività commerciale, riuscendo raggiungere una cospicua potenza economica, tanto da divenire nei secoli XIII e XIV armatori e proprietari di zecca. A Sergio Bove si deve la costruzione della chiesa di S. Francesco d’Assisi.
Uno dei palazzi di proprietà Bove è sito proprio in via Mercanti, prima dell’Arco del sedile di S. Anna. L’opera fu realizzata dall’architetto bitontino Valentino de Valentino il cui nome è scritto su una targa posta sul lato settentrionale del palazzo: VALENTINUS DE VALENTINO TOTIUS OPERIS il quale operò nel sec. XVII; in effetti quest’opera fu costruita tra il 1683 e il 1695.

L’architetto, nel realizzare il palazzo dovette pensare ad inglobare le vecchie fabbriche romaniche preesistenti, ma anche adattarsi ad edificare un prospetto su di un’area stradale lievemente voltata.

La facciata,è divisa in tre piani da cornici marcapiano. Il portale d’ingresso, sormontato da una loggia a due fornici di cui uno murato, si innesta nel contesto esuberante del barocco, il quale viene attenuato da un gusto classico che, in questa città, non fu mai abbandonato. Esso è a bugne anche nelle semicolonne doriche che lo fiancheggiano; sul fregio si osservano motivi floreali e mascheroni, mentre eleganti volute dividono le colonne dall’edificio. All’interno si trovano un arioso androne e, poi, a destra, una scala signorile che porta al primo piano. Al di là dell’androne c’è il cortile, a forma quadrangolare, sulla cui parete di fondo è sviluppato il tema della loggia, tanto caro al rinascimento bitontino.

Questa loggia è parzialmente distrutta a causa del crollo dell’ordine superiore, di cui rimangono le basi delle colonne poggiate sui relativi pilastri, le quali testimoniano la presenza di un loggiato a tre arcate simile a quello inferiore, e a causa dell’inserimento di un ballatoio che collega gli attuali appartamenti.
Delle tre arcate rimaste inalterate del piano terra e che poggiano su quattro pilastri, quella centrale è più piccola delle laterali e in essa è situato una vera di pozzo in una nicchia.

Al di sopra di questa arcata più piccola due medaglioni a rilievo, con teste di profilo, richiamano il motivo già incontrato nei portali Sylos-Calò e De Ferraris-Regna. I medaglioni raffigurano, probabilmente, i committenti SCIPIONE BOVIO e la consorte VIRGILIA SYLOS
Ancora sopra, si trova un giardino pensile delimitato da una raffinata balaustra riccamente decorata con motivi floreali e frutta.
Il fabbricato è in indegne condizioni a causa degli imprudenti interventi che hanno tagliato la balaustra interna, mentre i locali del piano terra sono stati adibiti a botteghe.

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