Il XVIII secolo

La morfologia della città, le sue peculiarità, l’economia, la flora e la fauna.

La città
a cura di Liliana Tangorra

Il secolo XVIII iniziò con la dominazione austriaca, dopo la pace di Utrecht del 1713, ma Filippo V di Spagna riconquistò ben presto il regno di Napoli riprendendo i luoghi occupati dopo la battaglia di Bitonto nel 1734. In quest’anno, Don Carlos Borbone venne proclamato re delle due Sicilie; infatti, per ricordare questa battaglia nel luogo del combattimento vicino alla chiesetta romanica della Pietà, ora distrutta, fu innalzato l’obelisco su disegno dell’architetto napoletano Giovanni Antonio Medrano.
Il regno di Carlo di Borbone fu caratterizzato dalla forma di potere più in voga in questo periodo: il dispotismo illuminato, periodo fecondo di sviluppo civile e culturale in tutta l’Europa. in questo momento florido dal punto di vista culturale, ebbero modo di perfezionare i loro studi e affermarsi Tommaso Tratta, Giandonato Rogadeo, Antonio Planelli e Nicola Logroscino. Il primo fu un grande musicista e riformatore del melodrammi; il secondo fu giurista e autore del Codice del Diritto Universale di Malta; Panelli scrisse il famoso libro Sull’educazione dei principi; Logroscino fu addirittura definito dai critici musicali il “Dio dell’opera buffa”.

Intanto mons. Giovanni Barba (1737-49), a Bitonto, partecipava a questo clima di rinnovamento culturale erigendo il Seminario vescovile e ospitando in esso le scuole pubbliche di grammatica. Nel Seminario aperto anche agli esterni, vi erano cattedre di latinità, filosofia, matematica, diritto civile e canonico e di teologia. Mons. Barba fu il promotore della costruzione della chiesa dell’Annunziata, del rifacimento di quella delle Vergini forse su progetto del domenicano ing. Errico Pini che in precedenza, nel 1720, grazie all’opera del Valentino, aveva progettato ed eseguito l’ampliamento dello stesso monastero e fu ricostruita anche la chiesa di San Francesco da Paola.
Nell’edilizia civile, di questo periodo, si ricordano i palazzi Rogadeo e Sisto.

Il successo riscontrato dalla politica di re Carlo non lo si trova in quella del suo successore Ferdinando IV, che influenzato dalla forte tempra della moglie Maria Carolina d’Austria, avviò le terre meridionali verso la Rivoluzione. Il motto francese “Liberta, Fratellanza e Uguaglianza” si diffuse a macchia d’olio anche in Italia e quindi a Napoli, anche se riscosse meno successo. Nella stessa Napoli nel 1799 fu proclamata la Repubblica ma, questa vacua realtà ebbe vita breve. Anche Bitonto si fece sentire con personaggi come Andrea Ragno, ma il suo tentativo fu piegato da Giovanni Sylos e da uno scarso impeto popolare. Durante il breve periodo della Repubblica partenopea, a Napoli si distinsero come patrioti i bitontini G. Muscani, G. Leongito, S. Frisicchio.

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