Dal XIX secolo ai giorni nostri

La morfologia della città, le sue peculiarità, l’economia, la flora e la fauna.

La città
a cura di Liliana Tangorra

Quando tornarono i Borboni gli ideali di libertà continuarono a vivere nei cuori della popolazione locale. Addirittura tra le file del clero si diffusero questi ideali coadiuvati dalla formazione di società segrete. In un rapporto segreto del 1821, si trovano molti sacerdoti aderenti alla Carboneria, fra questi Vacca, Curci e Carbone.

Due vendite carbonare furono istituite nella città; Bruto rinato e Trionfo della virtù.

A parte alcune epidemie di colera, la popolazione di Bitonto aumentò da 16.000 a 24.500 abitanti dal 1810 al 1860.

Le esigenze della città nell’Ottocento cambiarono, amministratori come Carmine Sylos ed Eustachio Rogadeo le captarono e per questo permisero la realizzazione di nuove opere; l’esempio più eloquente è quello che riguarda l’estensione della città fuori dalle mura, questo lavoro fu realizzato grazie alla partecipazione di esperti architetti come Francesco Saponieri e Luigi Castellucci; si pensi ancora alla realizzazione del Teatro Umberto (ora denominato Teatro Traetta), uno dei primi teatri stabili della Puglia; alla fondazione del convitto dei Lateranensi nell’ex convento i Teresiani, in cui si sono maturati generazioni di giovani che hanno onorato il nome di Bitonto in Italia e fuori. La istituzione, che nel 1864 passò alle dipendenze del Municipio e nel 1881 vide affiancarsi al ginnasio il liceo, fu onorata dalla presenza di docenti come Luigi Della Noce, rinomato letterato, liberale, eletto nel 1847 al Parlamento di Torino, Domenico Urbano, Nicola Fano e tanti altri.

Inoltre Carmine Sylos si adoperò perchè a Bitonto fosse fondato un Istituto, che raccogliesse le bambine povere e le orfane della Provincia. Il progetto fu realizzato da Luigi Castellucci nel 1838 accanto al convento dei Carmelitani. L’inaugurazione avvenne il 1851.

Castellucci fu pure l’autore di palazzo Gentile su corso Vittorio Emanuele (attuale sede del Comune), del progetto del nuovo cimitero, dei ponti del Carmine e di S. Teresa, della ricostruzione della chiesa di S. Pietro in vincoli.

In tutte queste vicende i bitontini non si fecero mancare personaggi che si adoperarono anche per gli eventi nazionali che portarono all’Unità d’Italia. I bitontini liberali erano capeggiati dal conte Giovanni Antonio De Ildaris.

Il movimento mazziniano, dopo sconfitte vergognose fu riorganizzati nella Provincia di Bari, dal bitontino Luigi Centola, che fece poi parte del Comitato d’insurrezione della Provincia durante la spedizione nel sud di Garibaldi.

Accanto ai patrioti Giuseppe Scivittaro, Francesco Paolo Cantucci, Marco Cioffrese, Mauro de Marinis troviamo anche il mazziniano Vincenzo Rogadeo, nominato da Garibaldi governatore della Provincia di Bari, fino a diventare senatore del Regno, a lui si devono importanti iniziative di incentivazione economica e di carattere sociale che durarono fino alla seconda metà dell’ottocento.

E’ di questo periodo la fondazione di enti molto importanti: la Società dei benefattori con il compito di amministrare due enti di assistenza, l’Asilo infantile e lo spizio per gli anziani (1868); la Società di mutuo soccorso (1880) la Farmacia dell’Immacolata (1892).

Inoltre nacquero la scuola serale comunale di disegno (1871), affidata alle cure del pittore Francesco Spinelli e la scuola serale per banda, le quali scoprirono alcuni talenti bitontini, a volte strappati dal triste destino che prospetta la strada.

Personaggio di spicco fu il pedagogista Nicola Fornelli (1843-1915), il quale insegnò alle Università di Bologna e di Napoli. Fu autore di molte opere pedagogiche, si battè per la laicizzazione della scuola. e aderì alle idee liberali in politica e positivistiche in filosofia.

L’inizio del secolo XX segnò un periodo tormentato dal punto di vista politico e sociale, in quanto cominciò a farsi sentire più urgente la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica. Sorsero numerose associazioni operaie e di mestieri, mentre la chiesa locale era retta da un vescovo di vasta cultura e prestigio: Pasquale Berardi.
Le figure come Giovanni Modugno, pedagogista ed educatore, Giuseppe Caiati, letterato, Gaetano Salvemini, molfettese, ma cittadino onorario di Bitonto per il cui popolo aveva sostenuto dure lotte politiche, qualificarono questo inizio secolo.

Nel 1928 la frazione di Santo Spirito, unico accesso alla costa, e oggetto di dispute di confine tra le due città sin dal XIII secolo, passò al comune di Bari insieme a parte del territorio circostante, per un totale di circa 16 km2.

Dopo la spiacevole esperienza dell’ultima guerra mondiale e del periodo fascista, i bitontini dovettero affrontare giorni difficili e densi di incomprensione fin quando l’orizzonte politico non si schiarì grazie al confronto democratico.

Infine ricordiamo che nel 1984 la città fu visitata da papa Giovanni Paolo II.

La città

La morfologia della città, le sue peculiarità, l’economia, la flora e la fauna.

Vai alla sezione

Volantini

Le migliori offerte in città e dintorni.

Vai alla sezione

Meteo

Consulta le previsioni meteo della tua città fino a 5 giorni grazie ai dati aggiornati del nostro bollettino metereologico.

Vai alla sezione

Strumenti di segnalazione

Hai una segnalazione da fare o una buona storia da condividere con la nostra redazione e con i nostri lettori? Segnalaci subito la tua notizia.

Vai alla sezione

Autocertificazione Online

Online moduli di Autocertificazione da compilare e stampare velocemente.

Vai alla sezione

Farmacie di turno a Bitonto

Visualizza i turni delle farmacie di turno.

Le farmacie di turno