Chiesa di S. Gaetano

Chiese, strade e piazze storiche, monumenti, palazzi ed edifici storici, insediamenti rupestri.

a cura di Liliana Tangorra
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Affacciata su piazza Cavour si erige la chiesa di S. Gaetano che, pur nella sua incompiutezza - la fabbrica infatti è priva del transetto e vuoti delle statue sono rimasti i punti e le nicchie della facciata a due ordini,- si fa ammirare per la severa eleganza delle linee, la monumentale distribuzione delle masse, il solenne slancio ascensionale esaltato dal possente timpano triangolare ed il sobrio, ma accurato, commento decorativo affidato ai registri della bruna pietra viva impiegata ed i pittoreschi contrasti chiaroscurali tra l’increspato tessuto murario e i giabri risalti delle lesene e delle trabeazioni (Paone).

L’architetto della fabbrica, fu Dionisio Volpone di Parabita che Giovanni Sylos definì esperto sia nelle sacre lettere, sia in matematica, sia in architettura.
La data di fondazione risale al 1609, mentre quella di inaugurazione al 1730.

Fu commissionata durante il periodo della Controriforma dai componenti dell’ordine Teatini, la sua posizione così imponente sulla piazza si spiega proprio perché fu costruita durante questo periodo storico “caldo”; qui, in precedenza, vi era il palazzo dell’Universitas, poi distrutto e trasferito dov’è attualmente, su via Amendola.
La facciata risulta divisa in due ordini da una cornice marcapiano e sormontata da un grande timpano. Nel piano inferiore, si apre il portale che, secondo i canoni dello stile barocco, presenta il timpano interrotto al cui interno troviamo una piccola nicchia con volute laterali; alla sua destra e alla sua sinistra si scorgono rispettivamente due nicchie e un gruppo di tre lesene che scandiscono la facciata in verticale. Al secondo piano si trova, in linea con il portale, una finestra sormontata da un timpano e decorata con una lineare balaustra affiancata da due nicchie.

L’interno è formato da un’ampia aula rettangolare divisa in due campate da un cornicione. In fondo, è l’abside semicircolare. Il soffitto è a lacunari con dipinti dei pittore bitontino Carlo Rosa. Vi sono rappresentate scene della vita di S. Nicola. Il riquadro centrale rappresenta il trionfo dei tre santi titolari della chiesa: S. Nicola, S. Gaetano e S. Andrea Avellino.

La parte inferiore dell’aula è scandita da quattro arcate per lato in cui si aprono altrettante cappelle. Notevole la prima cappella a destra per un ricco altare barocco scolpito in pietra leccese; probabilmente anche l’artista sarà stato leccese, perchè ci sono molti riferimenti alla capitale del barocco pugliese. Al centro dell’altare si può ammirare una pregevole tela manieristica, ricca di buoni effetti di colore e luce. Nella parte superiore si aprono in corrispondenza delle arcate, quattro finestre la cui luce si diffonde ad illuminare gli affreschi che l’adornano. In corrispondenza della facciata esterna sono raffigurati S. Patrizio e S. Gregorio. Sul lato destro per chi entra nella chiesa, accanto ai quattro finestroni, si fanno ammirare S. Giovanni Crisostomo, S. Girolamo, S. Martino, S. Arsenio, S. Cipriano, S. Crescenzo, S. Mariano, S. Luca. Negli spazi tra l’arco trionfale ed il soffitto sono affrescate le figure di S. Paolo e S. Pietro. A sinistra si possono notare ancora S. Giacomo apostolo, S. Policarpo, S. Ignazio, S. Urbano, S. Silvestro, S. Basilio, S. Ambrogio e S. Agostino.

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