Al Liceo Artistico Federico II una notte bianca "oltre i confini"

Mariacarla Quaranta LiveYou - Attualità
Bitonto - sabato 26 gennaio 2019
Al Liceo Artistico Federico II una notte bianca "oltre i confini"

La prima Notte bianca del Liceo Artistico “Federico II, Stupor Mundi” si è conclusa con grande soddisfazione da parte degli organizzatori per la partecipazione diffusa ed entusiasta di tutta la comunità scolastica e dei tanti visitatori, giunti anche dai paesi limitrofi. La scuola, per l’occasione, ha potuto condividere con il territorio le proprie esperienze di lavoro con le diverse attività laboratoriali inserite all’interno della manifestazione: dalla progettazione grafica alla realizzazione di monili in metallo, alla pirografia, tecnica di incisione su legno, alla creazione e decorazione di oggetti di ceramica, cotti con la tecnica raku di origini giapponesi, fino ad arrivare a laboratori multidisciplinari che hanno visto l’intrecciarsi di immagini e poesia, musica e parole. Non è mancata anche l’attenzione per i visitatori più piccoli, che hanno guardato ed ascoltato con grande interesse graphic novel, proiettati su un maxischermo. Tutto si è svolto all’insegna del tema della manifestazione “Confini d’arte”, per dimostrare che, in realtà, nell’arte non esistono confini, non esistono barriere, nessuna disciplina rimane confinata in compartimenti stagni, ma tutte operano in armonia, seguendo le vie della Bellezza, che ha mille volti e mille diramazioni, nella sua unicità. Nel corso della serata ci sono state anche due sfilate molte suggestive: una con gli sfarzosi abiti del corteo storico di Ruvo, “Carafa, il mito e la leggenda”, per un salto oltre i confini del nostro tempo, nel ‘700; un’altra, la sfilata delle emozioni, con protagonisti gli alunni del dipartimento inclusione, che indossavano delle maschere, da loro realizzate, rappresentanti le emozioni umane, dalla tristezza allo stupore, e, in coppia con altri studenti travestiti da farfalle variopinte, sono stati liberati dalla gioia, l’unica emozione in grado di rendere tutti gli uomini autentici, superando le barriere degli stereotipi in cui spesso si rimane ingabbiati.

E allora, con forza e in maniera incisiva, il Liceo Artistico ha voluto affermare la necessità di superare i confini, intesi come limiti, materiali e spirituali, che non consentono di aprirci a noi stessi e agli altri e di dire oggi come più di duemila anni fa con Terenzio, grande commediografo latino, “homo sum, nihil humani a me alienum puto”, “Sono un essere umano, niente di ciò che è umano ritengo estraneo a me.” L’installazione dei professori Loglisci, Rubini, Pastoressa e Di Zanni, “Exitentry”, posta all’ingresso della scuola, vuole proprio consegnare alla comunità un messaggio ottimistico: uomini realizzati in rete metallica allungano le mani oltre le sbarre, uno di loro è riuscito e un altro UOMO gli tende la mano...riscopriamo l’ Umanità che è in noi stessi e negli altri.

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