Il campione paralimpico Alessio Tavecchio. Un inno alla vita, uno tsunami d'amore

Due giorni intensi per lui a Bitonto: sabato con gli studenti di medie ed elementari, domenica con qualificati relatori

Attualità
Bitonto giovedì 08 dicembre 2011
di Mario Sicolo
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E, adesso, come si fa a scrivere questo pezzo?
O, meglio, a descrivere cosa è stato il passaggio per la nostra città di Alessio Tavecchio, scrittore e, soprattutto, campione paralimpico di nuoto?

Noi ci proveremo, sapendo di non essere all'altezza del cimento.

Lui, sul palco del Teatro Tommaso Traetta, sulla sedia a rotelle, ha donato a tutti i presenti un dolcissimo inno alla vita da tenere sempre stretto nel cuore.
Ha sommerso tutti con un travolgente tsunami d'amore.
E, piccola curiosità, promanava luce anche quando non aveva indosso una camicia bianca.

E, allora, partiamo proprio dall'incontro con i bambini delle scuole elementari e medie della città. Un incrocio di emozioni profondissime e sismiche che hanno incantato tutti.
Alessio, lì, seduto sulla carrozzina, ha raccontato la sua vita. Che è divenuta esemplare per una disgrazia, trasformandosi in grazia.
Per lui e per tutti coloro che hanno avuto e avranno la fortuna d'ascoltarlo. 

Per ventitré anni, la sua esistenza era quella di un ragazzo come tanti, lieto e stellante. L'università, lo sport, le ragazze, i divertimenti.
Fino ad un brutto giorno di dicembre, dinanzi ad una buca dei lavori del gas non segnalata per le strade di Monza. Catapultato giù al volo dal motorino, a 50 all'ora, pensate un po'.

Frattura del midollo spinale, volto fracassato da un paletto posto nelle vicinanze, scatola cranica salvata dal casco ben allacciato. Otto giorni di coma. Un anno di interventi chirurgici. Altri due di riabilitazione.
In pratica, un calvario.
Quando Alessio riapre gli occhi e si vede, si sente "una merda".
Poi, pian piano, dopo aver provato per cinque minuti a far la vittima rabbiosa, ha cominciato a ripensare a quella donna, Mara, che aveva incontrato durante lo stato di premorte.
Il suo angelo custode, chissà.

Ma ascoltiamo le parole di Alessio, trattenendo il fiato.
"Quell'incidente, una possibilità di ricominciare che, in realtà, sembrava la fine di tutto, mi ha permesso di conoscere e manifestare me stesso. Lo stile di vita che avevo condotto fino ad un istante prima, mi sembrava un'inutile dispersione d'energia. Ero addirittura insoddisfatto, nonostante avessi tutto.

I medici, poi, non mi diedero alcuna speranza. In quel letto ero tutto intubato e inanime. Non capivo che la nostra vita è inestricabilmente intrecciata con chi ci sta intorno, viviamo in un costante intarsio d'amore, ognuno di noi si completa in chi amiamo e ci ama. Rispettare la propria vita vuol dire rispettare quella di chi ti vuole bene. Da subito, è stato inaccettabile sapere che avrei passato il resto della mia vita sulla sedia a rotelle.

Solo allora ho capito che la salute è il secondo valore più importante, dopo la vita. Quei giorni, avvolto com’ero da una luce speciale, hanno sancito il mio incontro con l'anima, la coscienza, una forza dentro, non saprei come definirla, era un qualcosa che mi faceva finalmente ascoltare la voce del cuore.

Così, ho cominciato a mettercela tutta per migliorare, persino per guarire. Ho sfoderato un coraggio che non pensavo mica d'avere. E la famiglia e gli amici sono stati fondamentali perché hanno creduto insieme a me in questa meravigliosa avventura di rinascita.

Adesso, sono sicuro che Dio esiste ed è fatto di luce, amore e potenza. In quegli attimi, mi sentivo parte dell'universo. Quell'anima fatta di luce che incontrai mi disse che dovevo scegliere, se passare in un'altra esperienza oppure se cogliere l'occasione unica che è il nostro presente. Avevo avuto in prestito una seconda vita per testimoniare il miracolo, per vivere e condividere la vita con tutti. Avevo una nuova consapevolezza di me. E' come se fossi tornato bambino.

Ho riabbracciato lo sport che facevo da piccolo e mi son messo a nuotare: nell'acqua il corpo è davvero libero. E sono così diventato campione di nuoto e alle Olimpiadi di Atlanta '96 ero lì a rappresentare tutta l'Italia, la nazione, il mio popolo. La mia storia era diventata la gioia di tutti. Avevo realizzato il mio sogno, che è sempre una buona scusa per tirare fuori tutto quello che ci palpita dentro.

Lo sport, poi, è stato il mezzo per mettere in pratica quel che avevo imparato. Lo sport è pure spiritualità, poiché ti insegna ad avere fede nei momenti più bui. Mi ha reinserito nella società e mi ha fatto vincere le paure, superando le barriere fisiche e mentali, mie e altrui.

Così, mi batto per promuovere la prevenzione stradale col Progetto Vita (www.alessioprogettovita.it), perché è indispensabile mantenere la vita, se vogliamo inseguire il nostro sogno. E, soprattutto, se vogliamo continuare ad amare le persone che abbiamo accanto a noi, dentro di noi.
Ora, voglio realizzare l’Open Village Monza, un Centro di Riabilitazione, Formazione e Sport unico nel suo genere in Italia (www.alessio.org). In più,, sono diventato padre e tra un po' arriverà un altro bambino.
Il sogno è la nostra vita. Il mio mito, d’altronde, è l'atleta inglese Roger Bannister, il primo uomo a correre il miglio sotto i quattro minuti, creando l'emozione di poter vincere i nostri limiti.

Per questo vi dico: prendiamo in mano la nostra vita e creiamola davvero
”.

Letteralmente rapiti dalla simpatia contagiosa di Alessio, col contributo prezioso dei loro insegnanti, insostituibili guide, i piccoli scolari - un mare di bianchi grembiuli che ondeggiavano felici -hanno scolpito sulla lavagna quelli che sono i valori dello sport per loro e, quindi, il vestito morale di ognuno di noi.
Lealtà, rispetto, coraggio, coscienza dei propri limiti, voglia di competere, capacità d’accettare la sconfitta: il prezioso vademecum di chi vorrà crescere secondo virtù sportiva.
I bambini, in una gioiosamente arruffata partecipazione, hanno dimostrato d’essere molto meglio di tanti adulti.

Il dottor Ezio Schiraldi, coordinatore del progetto Sport-scuola-ambiente – il cui mentore è il dott. Pasquale Cioce, responsabile del settore Cultura e Sport – con emozione ha commentato le parole di Alessio, Vito Sasanelli, ideatore factotum dell’iniziativa, ha ringraziato l’atleta per quanta bellezza d’animo ha offerto a tutti.

Saggio e paterno il saluto del sindaco Raffaele Valla, ma sarebbe stata cosa buona e giusta che qualcuno dell’amministrazione fosse presente anche il giorno seguente, quando insieme a Tavecchio hanno tenuto dotte e convincenti relazioni il dottor Giampaolo Montanaro, Fondatore del Centro di Cultura Spirituale “Aurora di Luce” Casamassima, il dottor Donato Garbetta, Medico Otorinolaringoiatra coratino, e Don Ciccio Savino, Parroco-rettore Basilica Santuario SS. Medici, che hanno indagato con parole semplici e pur scavanti il mistero dell’uomo in bilico tra la luce e il buio, il tutto e il nulla, l’infinito e il finito.

Dolcissime e tempestose le note del pianoforte del talentuoso Alberto Iovene, come il miglior jazz comanda.

Infine, i versi scavanti e soavi di Mariella Cuoccio, poetessa vera ed infaticabile anima della manifestazione, che riportiamo in coda all’articolo.

Restano solo due osservazioni, nostre, opinabili, caduche.
L’acqua è stata il liquido amniotico e la piscina la nuova placenta per l'Alessio rinato. Che, visto assiso su quel trono semovente, ci è sembrato davvero il principe del dolore, che ha deciso di fasi eleggere (a furor di popolo) re dell’amore...


CHE COS’E’ L’UOMO?
di Mariella Cuoccio

Sai, uomo, io ti guardo…
osservo l’armonia delle tue forme,
mi illumino della luce degli occhi
che animano il tuo volto,
ascolto la tua voce
che melodiosa echeggia nell’aria,
accarezzo le tue mani, che con
il loro calore, sanno
trasmettere messaggi reconditi…

Sai, uomo, io ti guardo…
e percepisco, oltre il visibile,
una vibrazione forte
che arriva dritta al cuore…
Tu, uomo, sei un essere speciale,
completo di forma e amore.

Tocca a te amarti e rispettarti
e quando un giorno
ti accorgerai di volare,
solo allora saprai
che solo amore sarai
e
dei tuoi giorni trascorsi
nel mondo
il ricordo del sogno più bello
avrai.
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