La storia

107 anni portati con orgoglio. Auguri, nonna Maria!

Il racconto di una vita che ha attraversato due guerre e molti lutti, superati con carattere e grande fede

Attualità
Bitonto sabato 16 gennaio 2021
di Mariella Vitucci
Nonna Maria con la figlia Anna Maria
Nonna Maria con la figlia Anna Maria © Loredana Rossiello

Maria Piccininni, vedova Germinario, classe 1914, spegne oggi 107 candeline. Alle spalle una vita non facile, attraversata da due guerre mondiali e da molte cicatrici dell’anima, superate con carattere e fede incrollabili. Segno di croce e preghiera aprono e chiudono ogni sua giornata: abitudine irrinunciabile, come quella di stare seduta dietro i vetri della finestra per guardar scorrere la vita fuori, o di bere un bicchiere di vino rosso ad ogni pasto.

Le forze e l’udito sono scemati, ma non l’appetito. E si offende quando le si rimprovera di mangiare troppo o le si vogliono imporre nuove abitudini. Ad un mutamento drastico, però, si è dovuta rassegnare: cambiare città. Tre anni fa, alla veneranda età di 104 anni, ha dovuto dire addio al suo piccolo appartamento a Molfetta per venire a vivere a Bitonto in casa della figlia Anna Maria, che ha dovuto insistere fino allo sfinimento per convincerla che da sola non poteva più stare. 

A raccontarci la lunga vita della signora Maria è la maggiore dei suoi nipoti, Loredana, che per questo 107esimo compleanno ha voluto regalarle una sorpresa eccezionale: gli auguri in televisione da Flavio Insinna, idolo della nonna, che non perde una puntata de “L’eredità”. Questa sera, gli auguri per la nonnina di Bitonto potranno ascoltarli tutti i telespettatori sintonizzati su Rai 1.

La tv e le riviste sono il passatempo di Maria. Di pochissime parole, schiva e poco incline ad esternare i sentimenti, da qualche tempo ha ceduto alla “debolezza” di dire “ti voglio bene” alle persone che le stanno sempre accanto. Ma il suo pensiero va spesso a chi non c’è più: il figlio Sergio perso cinque anni fa, il marito Giuseppe morto in Germania lasciandola vedova per la seconda volta, dopo la scomparsa del primo marito in guerra, una figlia morta subito dopo averla partorita, la sorella venuta a mancare tanti anni fa, i due fratelli emigrati in Argentina e ormai sepolti, l’anziana madre accudita fino all’ultimo.

“Tanti lutti ma mai un lamento straziato, mai una reazione scomposta. L’imperturbabilità di nonna lascia senza parole. Ma la sua non è insensibilità, è consuetudine alla compostezza”, racconta Loredana.

È la vita che l’ha indurita: rimasta vedova a sessant’anni, Maria si è dovuta rimboccare le maniche per tirare su i due figli. Ha fatto la sarta per tutta la vita, lavorando sodo. Sempre autonoma e fiera. Ancora oggi, dopo tre anni a Bitonto, è convinta che prima o poi tornerà a Molfetta, dove pur nella solitudine aveva trovato il suo equilibrio, la sua routine. 

“L’idea di dover dipendere da qualcuno è per lei insopportabile – ci dice sua nipote – e per questo non ha mai voluto una badante. Solo ora che mia madre fa fatica ad accudirla, ha accettato l’idea di una saltuaria presenza estranea che le dia una mano”.

Comprensibile, del resto, per una donna che fino a tre anni fa viveva sola, e usciva per andare a fare la spesa e a messa ogni giorno. Quelle abitudini le mancano. Orgogliosa e caparbia, battibecca spesso con la figlia Anna Maria, che mal sopporta la sua testardaggine. Continua a mangiare da sola e ad essere autosufficiente, e si fa aiutare solo per lavarsi, anche se a malincuore.

A parte qualche acciacco e un po’ di “stanchezza”, nonna Maria sta bene. Ma questo, paradossalmente, è il suo cruccio: si domanda perché il Signore non la prenda con sé, teme di dover pesare sulla sua famiglia. “Mi fa sorridere – racconta Loredana – perché ogni tanto si lamenta dei suoi dolori e mi chiede: ma com’è che oggi mi fa male questo o quello? Come se non si rendesse conto di avere 107 anni! È una donna molto semplice, che non ha mai dato importanza alle cose. Per lei conta solo la salute, tutto il resto si aggiusta”.

Capelli ancora brizzolati, portamento eretto nonostante l’età, Maria non esce più ma non rinuncia ai suoi “due passi” in casa. E soprattutto non rinuncia all’idea che un giorno – quando “se la sentirà” – potrà tornare a vivere a Molfetta, nella sua casetta a cento metri dalla chiesa di San Domenico.

Continua a sognare, nonna Maria!

Lascia il tuo commento
commenti