La testimonianza

Palestre chiuse da ottobre, Manuela e Nicola: «Noi non molliamo!»

I soci e istruttori della bitontina KoiFit raccontano le difficoltà dovute all’emergenza sanitaria ma anche la voglia di reagire e continuare a fare sport

Attualità
Bitonto mercoledì 10 febbraio 2021
di Annarita Cariello
Manuela Barone e Nicola Lomangino di KoiFit
Manuela Barone e Nicola Lomangino di KoiFit © BitontoLive.it

Più di mille metri quadrati di spazio interno in cui allenarsi, postazioni distanziate, attrezzi usabili singolarmente, igienizzazione costante e gruppi di allenamento ridotti il più possibile per garantire i massimi livelli di sicurezza. Eppure la porta della loro palestra – come tutte le strutture i cui si praticano sport al chiuso, sia individuali che di squadra – è serrata dal 25 ottobre, come previsto dall’ultimo dpcm. E lo sarà almeno fino al 5 marzo.

Tuttavia Manuela Barone e Nicola Lomangino, soci e istruttori della palestra Koifit, non si sono arresi. Hanno continuato a fare attività sportiva e a seguire i propri allievi nonostante le difficoltà legate all’emergenza sanitaria e alle normative, praticando sport all’aperto – grazie anche all’enorme spazio disponibile all’esterno della loro palestra – e fornendo corsi in streaming per chi volesse continuare ad allenarsi senza uscire di casa.

Anni di esperienza sportiva e lavorativa alle spalle hanno portato Manuela e Nicola – colleghi di lavoro e compagni di vita – ad inventare modi sempre nuovi per non abbandonarsi alla disperazione e cercare di mantenere vivo lo spirito, garantendo agli iscritti di continuare a fare sport senza correre alcun rischio di contagio e cercando di mantenere in vita la loro attività. Li abbiamo incontrati in una bellissima mattinata di sole di febbraio, all’esterno della loro palestra in viale della Nazioni, al termine di un allenamento all’aperto con alcuni allievi. La loro KoiFit negli ultimi anni si è fatta promotrice di nuove attività fisiche come crossfit, hiit e pump, ed è il punto di riferimento in città per il brazilian jiu jitsu.

A raccontarsi per prima è Manuela: «Faccio questo lavoro da 20 anni, ho iniziato con corsi di aerobica e step e poi con il tempo mi sono aggiornata e formata. Ho anche un blog di cucina, aperto nel 2012 sulla piattaforma Giallo Zafferano, sul quale divulgo le mie ricette sane da abbinare all’attività fisica. Prima lavoravo come dipendente in altre palestre, poi con Nico abbiamo deciso di staccarci e di creare, insieme ad altri soci, questa grande realtà che è nata nel 2014 con l’idea di rivoluzionare il concetto di palestra. All’inizio abbiamo aperto una struttura piccolina in centro e poi da cinque anni ci siamo trasferiti in questa grande area, nella zona artigianale».

«Negli ultimi anni mi sono specializzata nell’allenamento femminile – continua – sperimentando corsi dedicati esclusivamente alle donne. Ma comunque noi alleniamo a 360 gradi, in base alle finalità specifiche di ognuno e agli obiettivi da raggiungere».

«In più – le fa eco Nicola – abbiamo le arti marziali, perché siamo agonisti di brazilian jiu jitsu, ma purtroppo non possiamo più allenarci in questa disciplina perché è uno sport di contatto, e per questo tipo di attività c’è una evidente difficoltà a causa dell’emergenza sanitaria e del rispetto delle normative anti Covid. Per fortuna abbiamo altre discipline marziali come kickboxing e calisthenics, che sta andando molto forte ultimamente, con altri istruttori bitontini».

Centinaia d’iscritti, molteplici corsi e sport, un lavoro frenetico e molto impegnativo. Tutto si è fermato con il Covid, la prima volta a marzo e poi di nuovo ad ottobre. Un incubo che si ripete.

«Ci siamo dovuti reinventare continuamente, imparando dalla prima esperienza del lockdown di marzo. Durante quel periodo, in cui siamo rimasti a casa senza poterci allenare neanche all’aperto, abbiamo deciso di offrire gratuitamente dirette di allenamenti da casa, che sono diventate il pane quotidiano per tutti, per noi e per i nostri sportivi, perché era un modo per stare insieme anche se da lontano», racconta Nicola.

E continua: «Abbiamo avuto la possibilità di riaprire solo il 25 maggio, a stagione sportiva ormai agli sgoccioli, in prossimità dell’estate. Ma la voglia di riprendere ad allenarsi con noi ha spinto anche i più pigri ad iscriversi in estate, e la nostra soddisfazione maggiore è stata che i nostri iscritti hanno voluto premiarci per gli sforzi fatti durante la quarantena e la vicinanza che abbiamo mostrato loro, e non ci hanno abbandonati. Il nostro obiettivo era di non far morire lo spirito dell’allenamento, di incoraggiare chi ci seguiva a non mollare, non arrendersi e non lasciarsi andare».

«Anche per noi non è stato semplice – aggiunge Manuela – avendo un’attività praticamente ferma da mesi, ma ci siamo sostenuti e incoraggiati a vicenda, e questa è stata ed è la nostra forza. Poi ad ottobre il Governo ha deciso di fermarci nuovamente ma questa volta non abbiamo chiuso i cancelli della nostra palestra. Abbiamo detto ai nostri iscritti: “Stavolta reagiamo, non ci fermiamo, e ci alleniamo all’esterno, dove avremmo potuto rispettare le distanze di sicurezza senza problemi e senza creare disagi a nessuno. In realtà anche all’interno avremmo potuto allenarci in totale sicurezza, se si pensa che ci si allenava in dodici persone per volta, sparse su una superficie di oltre mille metri quadrati, ma le disposizioni erano di vietare ogni attività al chiuso. Abbiamo anche deciso di offrire in comodato d’uso ad ogni iscritto uno strumento per potersi allenare a casa, se le condizioni meteorologiche ci avessero impedito di allenarci all’esterno, in modo che ognuno avesse il suo strumento personale, e potesse igienizzarlo ed usarlo ogni volta in totale sicurezza».

«Al momento abbiamo cinquanta iscritti, che si allenano di persona o online, tra i 25 e i 45 anni. Non abbiamo più i costi di prima, perché non possiamo offrire ai nostri allievi la struttura né i servizi. Abbiamo dovuto abbassare i costi per poterli accattivare un po’, ma sulle nostre finanze il colpo è stato non indifferente, dato che al momento riusciamo a guadagnare meno della metà rispetto a prima, pur dovendo sostenere gli stessi costi di mantenimento della struttura, a partire dall’affitto», conclude.

E Nicola prosegue: «Grazie al decreto Ristori abbiamo potuto sopravvivere come attività, poi ci sono altri fondi a cui sappiamo di poter accedere ma è tutto molto complicato. Però devo dire con onestà che non siamo stati abbandonati dallo Stato, anche se non è minimamente paragonabile al lavoro che facevamo prima della pandemia. È un sostegno, e di questo siamo grati, ma ora è il momento di ripartire perché la situazione in cui viviamo tutti non è sostenibile ulteriormente. Pensare di continuare così magari per un altro anno non è concepibile, è vero che la passione che ci muove ci spinge sempre ad andare avanti, ma ad un certo punto bisogna fare i conti con la realtà economica e familiare. Noi siamo abituati a lavorare, questo stato d’inattività ci ha pesato molto, ma non volevamo piangerci addosso e ci siamo dati da fare».

Infine, Manuela e Nicola lanciano un messaggio di speranza e una testimonianza di resilienza per incoraggiare i lavoratori in crisi: «A tutti coloro che vivono la nostra stessa situazione, che hanno in stand-by da mesi un’attività in cui hanno investito sogni  e risparmi, noi diciamo di non mollare, perché dal baratro si rinasce più forti di prima. Teniamo duro, non lasciamoci travolgere dalla depressione. D'altronde anche il nome giapponese che abbiamo scelto per la nostra palestra, “Koi-Fit”, indica la “carpa” e si sa che questo pesce ha la capacità di risalire il fiume controcorrente, quindi simboleggia la perseveranza e la capacità di affrontare e superare le avversità. Perciò non molliamo!».

 

 

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