In questo mese mariano, la statua dorata troneggia nell’abside della Cattedrale

La scultura della nostra Immacolata compie 340 anni

Segno tangibile di “divinae gratiae”, l’effige della patrona di Bitonto fu scolpita nel 1681 da un artista napoletano

Attualità
Bitonto domenica 02 maggio 2021
di La Redazione
La riproduzione della statua dell'Immacolata donata a monsignor Satriano
La riproduzione della statua dell'Immacolata donata a monsignor Satriano © Giuseppe Cannito

In prossimità delle Feste patronali, in questo mese mariano, la statua dorata dell'Immacolata troneggia nell’abside della Cattedrale e l’altare è ornato con un sontuoso parato e addobbi floreali.

Al culto all’Immacolata, proclamata patrona di Bitonto il 17 novembre del 1703, è dedicato un articolo dell’Osservatore Romano a firma del teologo bitontino Giuseppe Cannito, dal titolo “Nella Cattedrale di Bitonto una comunità mariana ai piedi della tota pulchra”, che racconta la storia della devozione dei bitontini alla loro Madre celeste.

Il 13 febbraio scorso, nel suo primo ingresso pastorale in Cattedrale, l’arcivescovo di Bari-Bitonto monsignor Giuseppe Satriano ha sostato in atteggiamento orante dinanzi all’effige dell’Immacolata, accolto dal sindaco Michele Abbaticchio, da don Giovanni Giusto vicario episcopale territoriale e dal parroco della Concattedrale don Ciccio Acquafredda, che gli ha donato un pregevole arazzo di fattura napoletana, con la riproduzione dell’immagine dell’Immacolata assorta in cielo.

Come si evince nell’Archivio storico della Curia vescovile, dai Registri degli Atti capitolari confraternali e dal volume mariano “Immacolata Concezione icona della Chiesa” (di cui è autore lo stesso professor Cannito, presidente emerito dell’arciconfraternita dell’Immacolata Concezione), la scultura lignea dell’Immacolata fu realizzata nel 1681 da un artista napoletano su istanza dell’arciconfraternita, con l’assenso del Capitolo Cattedrale e l’approvazione del vescovo monsignor Francesco Antonio Gallo. Il simulacro fu portato per la prima volta in processione dai confratelli per le vie della città di Bitonto l’8 dicembre del 1681.

L’artista raffigurò il volto solare dell’Immacolata nello splendore della sua giovinezza. In riferimento al passo evangelico “Benedetta tu fra le donne” (Lc1,42), la raffigurazione della visione celestiale si ispirò all’Apocalisse “Nel cielo apparve un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto ai suoi piedi e sul capo una corona di dodici stelle” (Ap 12,1).

Colpisce profondamente lo sguardo della beata Vergine Maria, leggermente rivolto verso destra. Il volto solare è bruno (nigra sum sed formosa), i capelli neri sono sciolti sulle spalle, gli splendidi occhi sono rivolti verso il cielo, il manto dorato si libra sulla schiena in atto ascensionale e sotto ai suoi piedi c’è la mezza luna.

La Madonna indossa un abito accademico sontuoso a motivo della sua provenienza dal mondo orientale, di colore dorato simbolo della sua divinità. Stretto in vita da una sottile cintura con un fiocco centrale, l’abito è ricoperto prevalentemente da fiori di colori verde e rosso che indicano la festa, i suoi piedi schiacciano la testa di un serpente infernale, con le fauci spalancate e i denti a vista immerso in una nube; alle spalle della scultura c’è una grande raggiera dorata che irradia di luce splendente tutta la sacra immagine.

Le mani della Vergine Maria, congiunte in atteggiamento orante, stringono un giglio d’oro simbolo di purezza e castità; ha sul capo una splendida corona aurea in oro tempestata di pietre preziose e sormontata da una colomba simbolo teologico dello Spirito Santo che le dona il potere taumaturgico, in quanto Regina Ecclesia Bituntinenses.

La città di Bitonto è ritenuta Civitas Maria: la sua sacra immagine ha colmato chiese, strade, piazze, case, scuole, luoghi di lavoro perché portatrice nei secoli di divinae gratiae.

 

 

 

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