Analisi di Coldiretti Puglia sulla base degli ultimi dati Istat

Accelerata sui vaccini spinge fiducia per 9 imprese su 10

I primi settori a riprendersi nei prossimi mesi saranno turismo, alimentare e servizi alle aziende

Attualità
Bitonto lunedì 03 maggio 2021
di La Redazione
Vaccini in Puglia
Vaccini in Puglia © n.c.

L’accelerata sui vaccini spinge la fiducia di 9 imprese su 10 (92%), secondo cui la riuscita dell’offensiva per immunizzare la popolazione è la base per la ripartenza dell’economia dopo mesi di lockdown, decessi e crisi economica ed occupazionale causata dall’emergenza Covid. È quanto emerge dall’analisi di Coldiretti Puglia, sulla base degli ultimi dati Istat che in aprile stimano un incremento del clima di fiducia sia dei consumatori sia delle imprese, in aumento per il quinto mese consecutivo.

Per accelerare la campagna vaccinale nelle aree rurali, Coldiretti ha dato la disponibilità degli oltre mille uffici diffusi capillarmente su tutto il territorio nazionale, che sono punto di riferimento per 1,5 milioni di agricoltori e dei loro familiari.

“Coldiretti ha raccolto l’appello del commissario generale Francesco Figliuolo per garantire in tempi rapidi la vaccinazione degli imprenditori, dei loro familiari e dei dipendenti delle aziende associate. In Puglia sono state già state considerate “eleggibili” dalla Protezione Civile tutte le nostre sedi proposte quali punti di somministrazione ritenuti strategici per l’aumento della capacità vaccinale nella nostra regione”, spiega Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.

La battaglia contro il virus è la priorità numero uno per uscire da una crisi sanitaria, sociale ed economica che deve vedere le forze sociali al fianco delle istituzioni. Tra le attività economiche più colpite alberghi e ristoranti con un calo del 40,2%, seguiti dai trasporti che si riducono del 26,5% e dalle spese per ricreazione e cultura che scendono del 22,8%. In media i consumi scendono dell’11,8%, sulla base dell’analisi Coldiretti su dati Istat relativi al 2020. La riduzione dei consumi nella ristorazione travolge interi comparti dell’agroalimentare Made in Italy, con vino e cibi invenduti per un valore stimato dalla Coldiretti in 11,5 miliardi dopo un anno di aperture a singhiozzo che hanno messo in ginocchio l’intera filiera dei consumo fuori casa, che vale un terzo della spesa alimentare degli italiani.

I primi settori a riprendersi nei prossimi mesi – secondo l’indagine 2021 di Unione Europea delle Cooperative (Uecoop) sulla rete delle imprese – saranno nell’ordine turismo, alimentare e servizi alle aziende, dalle pulizie alla logistica, dalla sicurezza all’informatica, con a seguire gli altri comparti, dall’immobiliare allo spettacolo, dallo sport all’abbigliamento.

La drastica riduzione dell’attività dei ristoranti e l’azzeramento del turismo – sostiene la Coldiretti Puglia – pesano infatti sulla vendita di molti prodotti agroalimentari, dal vino all’olio extravergine, dalla carne al pesce, dalla frutta alla verdura che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco. Sui settori maggiormente colpiti pesano le difficoltà del turismo che diventa importante far ripartire al più presto per evitare il rischio di una estate senza stranieri in vacanza in Puglia che costerebbe quasi 2 miliardi per le mancate spese nell’alloggio, nell’alimentazione, nei trasporti, divertimenti, shopping e souvenir.

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