Ricorre quest’anno il 525esimo anniversario della morte del frate francescano originario di Zara

La reliquia del beato Giacomo nella chiesa di San Leone

Giunta venerdì, sarà esposta alla venerazione dei fedeli fino a questa sera

Attualità
Bitonto domenica 16 maggio 2021
di La Redazione
La chiesa di San Leone Magno
La chiesa di San Leone Magno © BitontoLive.it

La reliquia del beato Giacomo da Bitetto è ospitata per tre giorni, fino a questa sera, nella chiesa di San Leone Magno a Bitonto.

Per l’intera giornata di oggi sarà esposta alla venerazione dei fedeli, e riprenderà la sua peregrinatio in serata, dopo la celebrazione eucaristica presieduta alle 19 da padre Alessandro Mastromatteo, ministro provinciale OFM Puglia e Molise.  

Si celebra quest’anno il 525esimo anniversario della morte di Giacomo Varingez, il Beato da Bitetto, detto anche “illirico” dalla sua terra d'origine, l’Illiria, antica provincia romana.

 

La vita e le opere del beato Giacomo

Nato a Zara nei primi del 400, viene educato secondo principi cristiani. Arrivato in Puglia, a Bitetto conosce la fraternità francescana del convento di san Francesco. Attirato dall'ideale di Francesco, Giacomo veste l'abito francescano proprio a Bitetto, intorno al 1437. La sua presenza nel convento bitettese può considerarsi certa sino al 1463, anno in cui si sarebbe trasferito a Bari, nel convento francescano costruito in quegli anni. Dopo il 1469, il beato Giacomo si trasferisce a Cassano nel convento di Santa Maria degli Angeli, al quale lo legano alcuni episodi tramandati dalla devozione popolare. Tra questi la presenza di un cipresso, ancor oggi visibile nel lato nord del convento, che si vorrebbe piantato dal beato.

Dal 1480 sino agli inizi del 1483, fra Giacomo torna Bitetto dove imperversa la peste. Alla popolazione non fa mancare il suo conforto materiale e spirituale, prodigandosi nella preghiera, nella cura e nell'assistenza degli appestati. La memoria di questa tragica circostanza e della presenza del beato tra gli appestati è rimasta indelebile nel vissuto storico della cittadina. Nel 1656, imperversa nuovamente la peste nel Regno di Napoli ma questa volta Bitetto rimane immune da essa, e il popolo attribuisce il merito dello scampato pericolo al beato Giacomo, “che quasi visibilmente parve tenere distesa la mano in aria per trattenere l'ira di Dio”, e lo elegge suo compatrono.

Tra il 1483 e il 1485, fra Giacomo dimora nel convento di Santa Maria dell'Isola di Conversano. Dal 1485 ritorna definitivamente a Bitetto, dove si consolida la sua fama di potente intercessore presso Dio, che l'accompagna sia in vita che dopo la morte.

Sulle orme di Francesco d'Assisi, il beato seppe pervenire ad una perfetta sintesi tra vita contemplativa e servizio d'apostolato. Il suo sottomettersi ai lavori più umili (l'orto, la cucina), il questuare di porta in porta elargendo a tutti parole di conforto, furono qualità che lo fecero sentire fratello degli umili.

Fra Giacomo muore a Bitetto nel 1496.

Il processo canonico viene avviato solo il 1629, poi sospeso e ripreso nel 1694. A conclusione dell'iter processuale, riconosciuti i carismi di Giacomo Varingez e la secolare devozione di Bitetto e dei paesi vicini, il 29 dicembre del 1700 viene dichiarato beato da papa Clemente XI lo dichiara beato.

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I commenti degli utenti
  • G.T. ha scritto il 16 maggio 2021 alle 19:56 :

    321 anni sono trascorsi dalla sua nomina a Beato...ma la canonizzazione quando? dobbiamo essere ancora fiduciosi o c'è altro...da fare? Rispondi a G.T.