Un format che potrebbe diventare una consuetudine per tutti gli eventi dell’Ateneo

L'European Crowdfunding Festival reso accessibile alle persone sorde

L'Università di Bari ha voluto che fosse tradotto nella lingua dei segni, avvalendosi di professionisti aderenti all’ANIOS. Il gruppo di interpreti è stato coordinato dalla bitontina Maria Dellino

Attualità
Bitonto giovedì 10 giugno 2021
di La Redazione
L'Ateneo di Bari
L'Ateneo di Bari © n.c.

Si è concluso ieri lEuropean Crowdfunding Festival dell’Università di Bari, tre giorni che hanno visto la comunità universitaria impegnata in un’attività di contaminazione tra pubblico e privato, fra esperienze concrete, nascita di nuovi rapporti e possibili scenari di sviluppo nel crowdfunding, con il coinvolgimento del mondo economico e sociale e del no profit. L’evento è stato reso accessibile in LIS grazie al sostegno di ANIOS, associazione interpreti di lingua dei segni.

Questa simbiosi – dice la dottoressa Rosa Porro, ideatrice del festival – in atto tra Università Aldo Moro e l’associazione nazionale di categoria degli interpreti LIS ha come obiettivo quello di garantire l’accessibilità anche in lingua dei segni, per favorire la partecipazione della popolazione sorda”.

Un format che potrebbe diventare una consuetudine per tutti gli eventi dell’Ateneo. L’Università degli Studi di Bari, infatti, si avvale di professionisti aderenti all’associazione di categoria che da 35 anni si occupa di tutelare la figura professionale dell’interprete, ruolo finalmente riconosciuto anche dallo Stato italiano il 19 maggio scorso.

Favorire la partecipazione del pubblico sordo è un atto essenziale per rendere l’alta formazione  accessibile a tutti e per garantire il diritto alla piena partecipazione alla vita sociale e politica del nostro Paese.

“Il concetto di inclusione – dichiara Loredana Perla, ordinario di Pedagogia e didattica speciale all’Università degli Studi di Bari – si è legato a doppio filo alla cosiddetta formazione alla cittadinanza attiva, intesa come partecipazione responsabile di tutti cittadini alla società e alla vita politica della comunità di cui sono parte. Rendere accessibile un festival di tale portata anche alle persone con sordità significa assicurare la tutela dei diritti umani e la rimozione di ostacoli e barriere che possano frenare la partecipazione efficace e concreta ai problemi del mondo e, dunque, la loro inclusione in quel mondo. Prevedere l’interprete LIS dà proprio l’idea di come ci sia una chiara decisione inclusiva che passa dall’allestimento di ambienti, di scelte metodologiche e di contenuti, di attivazione di strategie per lo sviluppo di competenze autenticamente comprensive di quel valore fondamentale che è l’inclusione sociale”.

Il gruppo di interpreti che ha collaborato all’evento è stato coordinato dalla bitontina Maria Dellino, presidente di ANIOS Puglia, che commenta: “Per noi è un grande onore essere coinvolti in un evento di questa portata. L’Università degli Studi di Bari sta dialogando con ANIOS e con l’Ente Nazionale Sordi del territorio proprio per favorire l’inclusione delle persone sorde. La nostra associazione da anni lavora per il riconoscimento della figura professionale dell’interprete LIS, dunque mettere a disposizione la nostra esperienza per un Ateneo così prestigioso ci rende ancora più orgogliosi della nostra storia, della professionalità che mettiamo in campo in ogni servizio di interpretariato, a garanzia di una reale accessibilità in qualsiasi ambito della vita sociale delle persone sorde”.

Il professor Giuseppe Pirlo, delegato dell’Università degli Studi di Bari alla Terza Missione, evidenzia come ”la partecipazione degli interpreti LIS al festival conferma l’attenzione di UniBa a sostenere forme di sempre maggiore condivisione e inclusione verso la società, in piena sintonia con il suo mandato istituzionale che la vede principale riferimento culturale e sociale del territorio”.

 

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