Una giornata, quella del 19 luglio 1992, che cambiò la storia del Paese

Strage di via D’Amelio: oltre al ricordo è necessario vivere secondo legalità

Serve cambiare la concezione dell’idea di potere, inteso non solo come sostantivo, ma anche come verbo, rimettendo al centro dell’agire politico i valori per cui Borsellino e altri hanno sacrificato la propria vita

Attualità
Bitonto lunedì 19 luglio 2021
di Michele Lorusso
Paolo Borsellino
Paolo Borsellino © n.c.

A circa un mese dall’uccisione a Capaci del giudice Giovanni Falcone, il 19 luglio del 1992, Paolo Borsellino si recò insieme alla sua scorta in via D'Amelio, dove viveva sua madre e una Fiat 126 parcheggiata nei pressi dell'abitazione della stessa, con circa 100 kg di tritolo a bordo, esplose al passaggio del giudice, uccidendolo con i cinque agenti di scorta. Una tragedia che segnò in modo indelebile la storia di tutto il Paese.

Ciò che riguarda Falcone e Borsellino ci dovrebbe far riflettere, ogni giorno, sull’attuale livello di legalità e giustizia sociale, partendo dalle Istituzioni e dalla politica che, purtroppo, in diversi casi si basano e agiscono secondo illegalità.

Un livello non ancora altissimo che porta l’opinione pubblica a reagire con la delegittimazione quotidiana sia di rappresentanti politici che istituzionali. È inutile continuare a nascondere tale situazione, addossando la responsabilità ai cittadini, tacciandoli di qualunquismo, perché questo è la reazione alla distanza che si è venuta a creare tra rappresentati e rappresentanti. Una vera e propria crisi democratica che può essere risolta solo cambiando la concezione dell’idea di potere, inteso non solo come sostantivo, ma anche come verbo, rimettendo al centro dell’agire politico proprio la questione della legalità, la cui necessità si registra con l’attaccamento dei cittadini a politici, giornalisti, magistrati, ecc… che fanno della legalità la propria ragione di vita.

Pertanto, oltre al ricordo è necessario che ognuno di noi, nel ruolo che gli compete, viva secondi quei valori per cui Borsellino, Falcone e tantissimi altri hanno lottato, sacrificando la propria vita.

Lascia il tuo commento
commenti