La riflessione

Lettera a Bitonto, il giorno dopo la tragedia

"Siamo davvero solo l’ennesimo titolone sul giornale acchiappa like, o l’ennesima gettata di merda in faccia?"

Attualità
Bitonto lunedì 06 settembre 2021
di Danilo Cappiello
Violenza
Violenza © Getty Images

Cara Bitonto, ma siamo davvero solo questo qui?

Siamo davvero solo l’ennesimo titolone sul giornale acchiappa like, o l’ennesima gettata di merda in faccia?

Ci stiamo davvero cannibalizzando in questo modo, tanto da essere sempre più attratti dall’odore del sangue?

Quello con cui ci siamo svegliati ieri mattina, quello con cui abbiamo cercato di fare ancora una volta teatro, gossip, audience, filosofia, o quello con cui ci siamo sentiti (come sempre) in diritto di dire la nostra, convinti (come sempre) di essere dalla parte del giusto?

Io penso di no. E se lo penso, è perché so di non essere l’unico.

Perché so che tu, cara Bitonto, non sei tutta qui come qualcuno, spinto da chissà quale ed ingiustificata pochezza patriottica, vorrebbe descriverti.

Non sei tutta qui.

Non sei nelle bici sfreccianti controsenso in ogni singola strada della città, dal centro storico alla periferia.

Non sei la reincarnazione perfetta dei lobotomizzati dai vari “Gomorra” o “Ragazzi Fuori” che ogni sera si riuniscono in massa per dare vita al loro esibizionismo di maleducazione e violenza pura in cui alla fine di tutto non vi è nessun ciak che metta fine alla scena e faccia tornare tutto come prima.

Non sei nei Savastano o nei Di Marzio di turno.

Non sei nelle bande che si impossessano senza pudore dei vari open shop allontanando intimorito chiunque abbia intenzione di acquistare qualcosa.

Non sei nei ragazzi vestiti alla meno peggio e con un inconfondibile stile da pseudo criminali che ti osservano squadrandoti per tutta la durata dell’incrocio di sguardi, aspettando che tu vada a ricambiare quello sguardo, dandogli così adito di mettere in bella mostra tutta la loro superiorità e tutta la loro ferocia nei tuoi confronti.

Tu Bitonto, non sei quella che mostra il peggio nelle riunioni post lavorative a suon di birra ed ignoranza fuori dai bar o nei chioschetti di frutta abusivi.

Non sei nell’inciviltà di chi riduce una discarica a cielo aperto gli spazi pubblici che frequenta, solo per il gusto di non gettare, foss’anche una carta, in un cestino che dista si e no poco più di un metro dai posti in cui risiedono.

Tu non sei nelle minacce che ti piovono addosso quando sei alla guida o mentre sei in fila al supermercato, mentre sei costretto a vederti gente sorpassarti come nulla fosse, senza avere alcuna possibilità di replica.

Non sei nei vicoli del centro storico sempre meno affollati di quei bravi ragazzi e di tutta quella bella gente che prima del lockdown rendeva un fiore all’occhiello quella parte di città.

Perché se una bambina di cinque anni non potrà più contare sull’affetto e sull’amore di un padre, un uomo di quarantuno anni, picchiato fino alla morte per “uno sguardo di troppo” forse, qualcosa, la stiamo davvero sbagliando.

E forse, stiamo spostando sempre un po' più là il punto di non ritorno, fino a ad un confine contro il quale, prima o poi, si andrà necessariamente a sbattere contro.

E passi anche il messaggio che i tempi sono cambiati e che nulla è più come prima, e allora, di chi è la colpa?

Sono questi ragazzi che non accettano più le regole o sono i genitori che non riescono più ad imporle?

Che ruolo hanno le scuole? Ne hanno ancora uno?

Perché, se appena un bambino mostra comportamenti maleducati o violenti, il genitore stesse lì a ripetergli “non si fa” o “gioco di mani, gioco da villani”, le cose inizierebbero a cambiare.   

Se a scuola si cominciassero a fare meno ore di matematica o di qualsiasi altra materia, privilegiando anche un’ora al giorno di educazione civica forse, oggi, saremmo anche qualcosa di meglio. Sicuramente di più bello.

Perché, come diceva Peppino Impastato, se si insegnasse la bellezza alla gente, le si fornirebbe un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà. È per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione, ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore.

Ed io, cara Bitonto, lo so che tu sei bellissima.

Sei bellissima nella gente che ancora si saluta con un buongiorno o si augura una buona giornata. Sei bellissima nelle attività che tirano su ogni mattina la propria serranda, nonostante i mille sacrifici. Sei bellissima in una busta della spesa portata a braccetto con un’anziana o in un fermarti alle strisce per far attraversare i pedoni. Sei bellissima nella solidarietà fra chi ha poco o nulla e quel poco o nulla lo condivide. Sei bellissima nelle manifestazioni d’arte, cultura e spettacolo. Sei bellissima nella suggestione dei tuoi luoghi sacri. Nei genitori che ancora tengono per mano i propri figli all’ingresso ed all’uscita da scuola.

Sei bellissima nella semplicità e nella bontà dei piccoli gesti.

In quelli che in te ci credono e che per te lavorano.

Sei tutta questa, mia cara Bitonto: un’alba sulla lama, un’ora di punta sulla Cattedrale e un tramonto alle spalle del Torrione. Sei la strada di ritorno a piedi verso casa, quando ti guardi intorno e giorno dopo giorno continui a dirti quanto tu sia bella, quanto sia fortunato ad essere nato qui e quanto tu possa mancare quando siamo necessariamente lontani da te.

Sei bellissima nelle strade che portano verso i tuoi spazi aperti, quelli dove parla solo la natura e l’uomo, privo di tutte le proprie apparenze e le proprie futili priorità, se ne resta lì, in silenzio, a guardarsi dentro, a migliorarsi un po’.

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I commenti degli utenti
  • Ss ha scritto il 10 settembre 2021 alle 16:26 :

    Se posso confortarvi abito a Corato:Droga a go go,biciclette contro senso,macchine ad alta velocità’,auto incendiate di continuo,degrado degrado degrado.Mi dispiace per i Sindaci,sicuramente persone troppo buone per rivestire certe cariche.E comunque vedo Bitonto come Andria,citta’bellissime ,grandi ,dove facile che Ci sia delinquenza , E quartieri dove le Persone vengono catalogate e abbandonate.L’istruzione e la scuola devono essere una prerogativa per i ragazzi.Le palestre dove si insegna violenza andrebbero chiuse! Rispondi a Ss

  • Francesco ha scritto il 06 settembre 2021 alle 10:59 :

    quanta inutile retorica. Rispondi a Francesco

  • Marco ha scritto il 06 settembre 2021 alle 10:34 :

    Il guaio è proprio quello, che difronte alla violenza si è fatta solo sociologia. Cioè chiacchiere. Rispondi a Marco

  • Franco ha scritto il 06 settembre 2021 alle 10:31 :

    Ma non è certamente compito dei cittadini fermare gli assassini. Rispondi a Franco

  • Jay M. ha scritto il 06 settembre 2021 alle 10:03 :

    E' una città disillusa dalla inagenza delle istituzioni e non ha ancora capito che, se lo Stato non arriva e la delinquenza la minaccia deve contare sull'unica risorsa che può farla vivere: la comunità. Creando una comunità che si vuole been e che collabora per il semplice benessere della stessa, si può pensare che migliori. Avoja ad aspettare sindaci, governi, militari. Se una città non è sostenuta dalla sua stessa comunità, si sgretola il contratto sociale stesso, e diventa un inferno. O questo, o per favore, scappatevene. Rispondi a Jay M.

  • Jay M. ha scritto il 06 settembre 2021 alle 10:00 :

    "Davvero Bitonto è solo questo?" Si. Cittadini omertosi che aspettano il deus ex machina (sindaco o polizia che sia) per cose semplici e civili come rinfiorare un giardinetto o togliere due bottiglie di plastica (cosa fattibilissima ma che gli inerti cittadini non si azzardano nemmeno a pensare), figuriamoci fare comunità unita e intervenire quando si vede un litigio tra due pischelli in strada. Malviventi che ovviamente se ne approfittano della situazione di totale discordia tra cittadini e tra istituzioni. Una istruzione, complice lo Stato, assolutamente indegna e inutile, diseducativa. Basta uscire in qualche altra città per vedere che la Puglia, o anche solo la Terra di Bari, non è così, non è minimamente a questi livelli. Bitonto è una città avvelenata. Rispondi a Jay M.

  • PINO ha scritto il 06 settembre 2021 alle 06:56 :

    BELLE E POSITIVE INTENZIONI. GRAZIE PER UN PO' DI LUCE. MA FINO A QUANDO ANDANDO A VOTARE NON SAPREMO SCEGLIERE I RAPPRENTANTI GIUSTI NON AVREMO NULLA DA SPERARE. SE LE TASSE CHE PAGHIAMO ANZICHE' SERVIRE PER L'ISTRUZIONE, SANO SPORT, OCCASIONI DI CONVIVIALITA', TEATRO ISTTRUTTIVO, BUONE PRATICHE EDUCATIVE ECC.ECC. SARANNO DESTINATE A PAGARE BONUS PER BICI E MOTOCICLI, REDDITO DI CITTADINANZA A CHI DEVE ANDARE A VOTARE IN UN CERTO MODO, PATRONATI A MANIFESTAZIONI INSIGNIFICANTI ECC. NON RISOLVEREMO ALCUN PROPBLEMA. ALLEVEREMO UNA MASSA DI MENTI BACATE CHE COME PECORE DEVONO CREDERE AL LEARDER DI TURNO CHE RACCONTA FROTTOLE DA FAR BERE AL POPOLO ADDOMESTICATO E SPERANZOSO CHE LE COSI NON CAMBINO Rispondi a PINO

  • Michele pugliese ha scritto il 06 settembre 2021 alle 06:34 :

    Purtroppo nn è così, basta spostarsi di pochi chilometri, e le cose cambiano completamente! Tu hai ragione che bitonto è una città bellissima, però purtroppo fino a quando ci sara questa gente arrogante maleducata senza regole, nulla potrà cambiare! E fino a quando le forze dell'ordine faranno in pieno il loro dovere perché devono presidiare le strade nn solo stando nelle macchine che noi cittadini manteniamo, ma andando a piedi , controllare in tutti i punti il nostro meraviglioso centro storico, ormai in preda a gente senza scrupoli che spaccia, che sfreccia con le loro maledette biciclette elettriche terrorizzando bambini anziani , nulla potrà cambiare! Rispondi a Michele pugliese

    Paolo Dellorusso ha scritto il 06 settembre 2021 alle 13:47 :

    Hai ragione Michele. Rispondi a Paolo Dellorusso