Il caso

Furto d’auto in pieno centro, lettera di un “cittadino deluso”

Moto di rabbia e indignazione per un crimine di cui molti bitontini sono stati vittime

Attualità
Bitonto martedì 28 settembre 2021
di La Redazione
Furto d'auto
Furto d'auto © n.c.

Sta sollevando un moto di rabbia e indignazione il post pubblicato ieri da un professionista bitontino, molto conosciuto e stimato, che ha voluto condividere sulla piazza virtuale di facebook l’amarezza per il furto subito. La sua auto è stata rubata in pieno centro, da quattro soggetti incappucciati. Sparita in pochi minuti, portandosi dietro il bagaglio di ricordi vissuti in quell’abitacolo dal suo ormai ex proprietario e dalla sua famiglia.

All’amarezza del racconto fa eco lo sdegno di chi ha subito la stessa esperienza (tanti, troppi) e l’insofferenza di essere costretti a vivere in una città dove tutto sembra “normale”, dove non ci si sente sicuri né liberi.

Pubblichiamo la lettera al ladro di questo nostro concittadino perché – con il garbo con cui è stata scritta nonostante la frustrazione e l’ira – è emblematica di uno stato d’animo collettivo, dei bitontini perbene che si sentono schiacciati dalla parte marcia della città, sempre più arrogante e sfrontata.        

 

«Caro ladro, sai, non è tanto il fatto che tu mi abbia rubato la macchina che mi fa incazzare, è la facilità con la quale tu lo abbia fatto che mi manda su tutte le furie.

Perché se penso che basta davvero poco, in piena sera, in pieno centro, per prendere una macchina e portarla via (mi dicono 4 persone incappucciate in una macchina grigia che spingeva la mia), allora c’è davvero qualcosa che non va.

Non sto qui a soffermarmi su quale tipo di persona tu sia perché, se siamo il frutto delle nostre azioni, credo che già ti vada a commentare benissimo da solo, mi soffermo ancora una volta invece, su come tutto questo stia diventando una totale normalità.

Una normalità alla quale ci stiamo abituando e che ci sta portando a convincerci che per forza di cose debba andare solamente così.

Ma tu sai, caro ladro, quanti sacrifici ci vogliono per acquistarsi una macchina? Sai quanti altri ce ne vogliono per mantenerla? No, non lo sai, perché se solo ti fossi svegliato una sola mattina in vita tua con l’obbligo di dover andare a lavorare per potertela permettere, forse, smetteresti di rubarne.

E dal punto di vista sentimentale, affettivo, sai quanto vale una macchina?

No che non lo sai, perché non ne hai mai avuta una. Perché se ne avessi avuta una, sapresti benissimo che una macchina è la seconda casa.

È quella con cui sono passato a prendere per la prima volta mia moglie, quella con cui l’ho accompagnata in ospedale col pancione e quella con cui siamo tornati a casa in tre. È quella in cui ci sono i momenti più belli, i primi, legati al rapporto con un figlio.

È tutto lì il senso di una macchina, oltre al discorso lavorativo s’intende.

E vedersela portar via così come nulla fosse, fa incazzare, fa incazzare perché ti accorgi che sei tremendamente solo.

A parte quella telefonata anonima, nessuno ha visto nulla, nessuno ha sentito nulla, e chi s’è visto s’è visto.

E allora mi vien da chiedere, è tutta qui la candidata a capitale della Cultura di qualche anno fa?

È davvero il clima di rassegnazione quello a cui dobbiamo abituarci?

È la più totale impunità per chi ruba, quella che ci dobbiamo per forza di cose far andare bene?

La giusta affermazione è “Ma chi me lo fa fare!!!“?

Sapete, che qualche giorno fa ho ricevuto un ringraziamento perché mi sono fermato a far passare una signora sulle strisce pedonali??? Siamo alla follia pura…

A tutte queste domande la mia risposta è NO.

Perché capisco benissimo la difficoltà di un paese che da anni continua a richiedere un maggiore supplemento di forze dell’ordine, capisco meno, molto meno, il perché le sue richieste vengano lasciate puntualmente taciute da chi di competenza e vi giuro che nella mia vicenda, tante cose non hanno funzionato.

Continuo a pensare positivo e a riprendere il cammino fatto di sacrifici e testa alta, perché i miei genitori mi hanno insegnato ad avere rispetto della gente e dei beni altrui.

A te, infine caro ladro, una cosa devi concedermela…

Ti auguro solamente il fallimento di ogni tua “bella azione” a livello professionale».

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I commenti degli utenti
  • antonio bernocco ha scritto il 01 ottobre 2021 alle 10:15 :

    mi spiace molto dell'accaduto, tra l'altro successo anche a me una ventina d'anni fa. E' proprio questo che vorrei sottolineare, il tempo. Quanti anni ancora dovranno passare affinchè si possa vivere in un contesto più civile? Speriamo sempre nelle Istituzioni, che per carità intervengono, come nel raccapricciante caso della povera concittadina Anna Rosa, ma temporaneamente!!!! Ma la mia esortazione, che non vuole essere una provocazione è: "dobbiamo aspettare sempre l'aiuto "istituzionale", oppure dobbiamo risvegliare le nostre coscienze da buoni cittadini e avere il coraggio di non girare lo sguardo dall'altra parte????? Rispondi a antonio bernocco

  • Maria P. ha scritto il 28 settembre 2021 alle 09:08 :

    Magari tra un po' il ladro ricambia la gentilezza dello scritto gli risponde e.... gli chiede il riscatto per restituirgliela. Rispondi a Maria P.

  • G.T. ha scritto il 28 settembre 2021 alle 07:20 :

    concordo pienamente. Bitonto capitale della cultura: quale? Rispondi a G.T.

    Nicola Gentile ha scritto il 28 settembre 2021 alle 09:22 :

    La cultura di appropriarsi delle cose altrui e di chi vive con arroganza e senza regole Rispondi a Nicola Gentile