Il ricordo

«Ciao Maurì, buon viaggio libero»

Lettera di addio a Maurizio Loragno

Attualità
Bitonto lunedì 16 maggio 2022
di Danilo Cappiello
Maurizio Loragno
Maurizio Loragno © n.c.

"Liberamente, liberamente a tutti". 

Ti sarai sicuramente presentato così, urlandolo col tuo modo unico di scandirlo, quando sei entrato nel porto sempre aperto delle circostanze insensate della vita. 

Perché ci dispiace Maurì, ma noi un senso alla giornata di ieri e a tutte quelle che verranno, non penso lo troveremo mai. 

"Non è da teste pensanti" ci dirai tu, perché questo era il segno che lasciavi a chi incrociava la tua strada: quella di un uomo colto, capace di articolare un pensiero autonomo, di elaborare un ragionamento accompagnandolo con testardaggine, ironia pungente e fierezza di libertà d’espressione.

Era il tuo potere più grande. Il potere di dire quello che è, quello che qualcuno (o tanti) non vuole sentirsi dire, sempre e solo da uomo libero e pensante.

«Io più di tutto, ho una passione nella mia vita: la politica. Fin da quando ero adolescente ho mangiato pane e politica, quindi capiscimi se molto spesso riduco tutto a quest'ultima», mi dicesti sorridendo la domenica mattina del nostro primo incontro fuori dalla villa comunale.

Ecco perché il vuoto che lasci è ancora più assordante in questi giorni di piena campagna elettorale. Ne avresti avute per tutto e tutti, come sempre. 

Ma vallo a capire il destino. 

Valle a capire le strade e gli incroci dove non ti si potrà più incontrare, per scambiare un saluto al volo o quattro chiacchiere mai banali. Perché da uomo arguto e capace di “leggere” il mondo, riuscivi a dare un senso anche agli incontri casuali. Spesso di corsa, ma sempre col sorriso aperto e la battuta pronta. 

Hai voluto che fossimo coinvolti tutti nel tuo format social, divenuto negli anni un vero e proprio marchio di fabbrica e spazio d’informazione libera nella città, lasciandoci la piena autonomia di agire e nominandoci più e più volte come “padroni di casa” durante le dirette a cui intervenivi con orgoglio, facendoti sempre più piccolo per lasciare spazio al conduttore di turno e soprattutto agli ospiti.         

No Maurì. No. L'abbiamo rimandata sempre al mittente quell'etichetta, perché il “padrone di casa” eri e resterai sempre e solamente tu.

Noi siamo stati solo degli ospiti in subaffitto delle tue stanze, nelle quali ci siamo sentiti a casa nostra, con ospiti scelti da noi. Mi sono sentito libero anche quando i miei impegni di lavoro mi hanno impedito di mandare avanti il format con costanza, tanto da temere che mi avresti tenuto il muso e accusato di scarso impegno. Tutt'altro.

Mi sei sempre venuto incontro col sorriso e la pazienza, la disponibilità e la bontà d'animo che tutti hanno potuto conoscere e apprezzare, dandomi sempre la possibilità di riprendere quando volevo, e rendendomi partecipe delle tue dirette sia come intervistatore che intervistato (e resterà uno dei ricordi più belli che tu mi hai lasciato) dei post gara del Bitonto C5 Femminile, quasi come non fossi mai venuto meno a quello che avvertivo come un mio dovere nei tuoi confronti. 

Perché è forse il dono delle menti libere, saper concedere l’indipendenza di essere e di agire ad un altro essere umano, rispettandone le circostanze. Tu l’hai sempre fatto, ed è forse per questo che tutti ti abbiamo sempre stimato. Ed anche un po' invidiato. 

Per quello che eri in grado di trasmettere, per quegli insegnamenti sottili che riuscivi ad impartire e che ci mancheranno.  Per quel desiderio continuo di sapere e di partecipare con entusiasmo a qualsiasi progetto o iniziativa potesse dar lustro alla tua città amata. 

E fa male pensare che, da qualsiasi ingresso o scalinata di un qualsiasi palazzetto, non si vedrà più arrivare un uomo col cappello in testa, la sciarpa al collo e una busta nella mano destra dalla quale venivano fuori dal nulla un cavo nero sottile e un meraviglioso microfono stile anni cinquanta, pronti per essere agganciati ad un telefonino e dare il via all'ennesima diretta Facebook. 

Quelle dirette che abbiamo guardato tutti.

Quelle dirette che ti chiedevamo tutti.

Quelle dirette che partivano sempre e solo con quelle parole scandite in quel modo inconfondibile: “Liberamente, liberamente a tutti”.

Ciao Maurì e grazie di tutto. 

Buon viaggio libero. 

 

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