Globalismo affettivo, un nuovo modo di apprendere giocando

L'idea, lanciata dal maestro Vito De Lillo, è stata presa a cuore dalle autorità locali politiche e scolastice

Attualità
Bitonto martedì 31 maggio 2011
di Michele Cotugno
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La nostra società è in continua evoluzione. Rispetto a qualche anno fa, sempre più nuovi mezzi di comunicazione entrano nella nostra vita quotidiana.
Questi mutamenti inducono anche il mondo della scuola a modificare i suoi metodi di insegnamento, specialmente la scuola dell’infanzia, perché “giocare in anticipo può aiutare anche nel futuro i ragazzi” come ha commentato il professor Giuseppe Elia, intervenuto ieri in un convegno dal titolo “Globalismo affettivo”.

L’evento ha fornito l’occasione per presentare l’omonimo metodo di insegnamento per la scuola dell’infanzia, ideato dal maestro Vito De Lillo, che introduce l’uso del computer e trasforma l’attività didattica in un gioco e che è stato introdotto in via sperimentale in alcune scuole di Bitonto e Giovinazzo.
Un metodo nuovo che potrebbe rivelarsi utile anche per i bambini diversamente abili”, ha annunciato l’autore, affermando che la validità scientifica è al vaglio degli esperti.

Questo nuovo metodo mette in pratica quello che tutte le teorie scientifiche ci dicono – ha commentato la dottoressa Lucrezia Stellacci, direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale per la Puglia – Se le nozioni sono collegate alle emozioni diventano indelebili nella mente di tutti i ragazzi. La sperimentazione del globalismo affettivo ha permesso alla Puglia di fare un balzo in avanti, che in futuro potrebbe anche portare benefici in campo economico, aiutando nello stesso tempo anche a contrastare quelle difficoltà che insorgono nei ragazzi molti anni dopo e che alimentano il fenomeno della dispersione scolastica”.

“Un’iniziativa lodevole e innovativa”, ha ribadito il vicesindaco Damascelli, congratulandosi per aver reso Bitonto una “fucina di questo nuovo modo di insegnare”.
Tante le testimonianze dei docenti e dei genitori, che hanno sin da subito riscontrato un risultato positivo, non solo in termini di apprendimento, ma anche di entusiasmo.
Se vogliamo cambiare qualcosa in Italia, dobbiamo cominciare dalla scuola primaria”, ha concluso il senatore Giovanni Procacci, che ha annunciato l’intenzione di illustrare il metodo del globalismo affettivo in Commissione Cultura al Senato, perché “sarebbe bello se il suo successo travalicasse i confini regionali

Michele Cotugno

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I commenti degli utenti
  • rimba ha scritto il 01 giugno 2011 alle 06:48 :

    Globalismo affettivo. Un bitontino non può che essere orgoglioso aprendere certe notizie. E' doveroso porgere al bravo Maestro De Lillo i complimenti più fervidi e al senatore Procacci i plausi più sinceri per la sua intenzione di illustrare il metodo di che trattasi in Commissione Cultura al senato. Rispondi a rimba