La nota del partito

Lampade votive, SI: «Grave l’interruzione del servizio a causa della risoluzione del contratto»

Sinistra Italiana Bitonto torna sulla questione e commenta: «Alla fine il regolamento comunale inerente l’illuminazione cimiteriale votiva è stato approvato con il sostegno di parte della minoranza»

Attualità
Bitonto mercoledì 07 novembre 2018
di La Redazione
Cimitero di Bitonto
Cimitero di Bitonto © n.c.

Riceviamo e pubblichiamo una nota di Sinistra Italiana Bitonto, in merito alla questione della lampade votive cimiteriali.

«Nel precedente articolo avevamo accennato al disorientamento che regna nell’interno della maggioranza in merito alla vicenda di cui stiamo parlando e a testimonianza di ciò c'è l’ascolto in streaming della seduta del consiglio comunale del 31 ottobre scorso.

In tale seduta si sono ascoltate tante contraddizioni che occorrerebbero diverse pagine per commentarle, né vogliamo discutere della scelta perpetrata da parte dei compagni/amici della federazione Pares presente in consiglio comunale.

A questo punto è importante capire e motivare la necessità di ricorrere ad un regolamento comunale “suscettibile di essere messo in dubbio” secondo quanto affermato dal Segretario Comunale nella stessa seduta di consiglio comunale.

La gravità della situazione è rappresentata dall’interruzione di un pubblico servizio a seguito della risoluzione contrattuale con l’ex concessionario, non avendo per tempo individuata ed attuata una soluzione alternativa, come ad esempio la selezione di un operatore economico a cui affidare il servizio di concessione di illuminazione votiva.

Dunque, era evidente la necessità di dimostrare che in ogni caso l’Amministrazione comunale, anche se in ritardo, si era mossa per risolvere la questione. Su questa considerazione saremmo convenuti se, anziché imprecare contro la burocrazia e i tempi della “macchina comunale”, si fosse semplicemente fatta una ammissione di errata valutazione della tempistica necessaria alla rimessa in esercizio dell’impianto. Ma di questi tempi è molto più semplice l’autocelebrazione!

Nella seduta di consiglio comunale tutti i consiglieri intervenuti nella discussione, di minoranza e di maggioranza, hanno catalogato l’illuminazione votiva minimizzandola come servizio a domanda individuale - vero - o come servizio pubblico non essenziale - altrettanto vero - senza però riferire che la giurisprudenza ritiene l’illuminazione elettrica votiva un servizio pubblico di rilevanza economica.

L’inerzia di questa Amministrazione nella vicenda, parte non da otto mesi come avevamo precedentemente indicato, ma da circa 3 anni per spontanea ammissione in consiglio da parte del Sindaco, delle valutazioni sulla regolarità contrattuale con il concessionario.

A questo punto, bastava ammettere ben precise responsabilità e tutte le forze politiche, compreso noi di Sinistra Italiana, avrebbero dato spunti di riflessione per la ricerca di rapide soluzioni.

In particolare, una di queste era a portata di mano. Infatti, nell’ipotesi in cui l’Amministrazione comunale avesse optato per internalizzare il servizio di illuminazione votiva, Sinistra Italiana avrebbe suggerito ad esempio l’utilizzo del modello “in house providing” (società a capitale interamente pubblico), previa verifica e riscontro della sussistenza dei requisiti previsti dall’ordinamento comunitario per l’affidamento in house del servizio integrato di gestione dei servizi cimiteriali (manutenzione ordinaria e straordinaria dei cimiteri, custodia e pulizia, tumulazioni, estumulazioni, illuminazione votiva, ecc. ecc).

Così operando, l’amministrazione comunale avrebbe risolto anche l’annosa vicenda di quegli operai dell’ASV impiegati nei servizi cimiteriali non contrattualizzati con il CCNL di FederAmbiente e dunque impossibilitati, secondo alcuni esperti, ad essere inseriti nell’organico della SANB qualora dovesse partire».

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