Nell’ambito della rassegna “Memento”

Non solo Shoah, ma anche Foibe e Porrajmos: presentato al Traetta "Diventare testimoni"

Un lavoro teatrale e canoro portato in scena dai docenti e studenti dell’Istituto Comprensivo Statale “Modugno-Rutigliano-Rogadeo”

Attualità
Bitonto lunedì 11 febbraio 2019
di La Redazione
"Diventare testimoni", lo scorso 7 febbraio al teatro Traetta © n. c.

Diventare testimoni è il titolo del lavoro teatrale e canoro portato in scena dai docenti e studenti dell’Istituto Comprensivo Statale “Modugno-Rutigliano-Rogadeo” di Bitonto.

Lo scorso 7 febbraio, presso il Teatro Traetta di Bitonto, nell’ambito della rassegna promossa dall’amministrazione comunale di Bitonto “Memento”, gli studenti hanno brillantemente interpretato un lavoro teatrale, basato su una selezione di testimonianze, racconti e vissuti di coloro che hanno pagato il prezzo più alto.

Il dirigente scolastico Michele Bonasia ha sottolineato quanto gli estremismi di qualsiasi colore politico, possano tingersi di uno stesso colore, quello del sangue versato dagli innocenti, veri martiri.

La performance è diventata occasione per raccontare ai più piccoli, quello che è successo e l’entità delle ingiustizie che le vittime hanno dovuto subire: bambini, donne e uomini hanno perso la vita perché ebrei, zingari, omosessuali o portatori di handicap. Le vibranti emozioni scaturite dalle interpretazioni delle vicende rappresentate, hanno avuto il duplice scopo di “ricordare”, affinché tutto ciò non accada di nuovo, e di “trasformare” il pubblico presente in testimoni. La testimonianza diretta proposta dagli attori, è diventata per gli uditori, una possibile testimonianza indiretta, da diffondere per saper scegliere di evitare nuove sofferenze oggi, ad altri popoli e ad altre persone, in qualsiasi parte del mondo.

Non solo Shoah, ma anche Foibe e Porrajmos (l’olocausto degli zingari): termini che sintetizzano quelle follie ideologiche di un passato vergognoso per tutta l’umanità.

Un’esperienza che ha visto anche la partecipazione della docente Tina Vulpio nei panni di una “nonna-testimone”, che rafforza con la sua storia familiare quel discorso cominciato a scuola e distrattamente percepito dai “nipoti”. Poi le testimonianze e i balletti che hanno avuto il compito di condurre gli spettatori fino all’inno alla libertà, recitato in lingua francese.

La manifestazione teatrale è stata curata dai docenti Cosmo Damiano Lovascio e Maria Vitale (per la parte teatrale), Francesca Modugno ed Elena Perrone (per la parte corale), Pina Murgolo e Lucia Terlizzi (per la parte linguistica).

L'evento si è concluso con l’esibizione del coro di voci bianche (classi quinte della scuola primaria) “Santa Cecilia”, che ha dato vita all'interpretazione di brani della tradizione ebraica.

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