L'emergenza

Xylella, l’allarme di Italia Olivicola: "Il 75% dei terreni non viene curato adeguatamente"

Lo denuncia il presidente di Italia Olivicola, il bitontino Gennaro Sicolo, durante il convegno a Bari sul futuro dell’olivicoltura pugliese

Attualità
Bitonto lunedì 20 maggio 2019
di La Redazione
Gennaro Sicolo durante il convegno a Bari sul futuro dell’olivicoltura pugliese ed italiana dopo le emergenze
Gennaro Sicolo durante il convegno a Bari sul futuro dell’olivicoltura pugliese ed italiana dopo le emergenze © n.c.

Ho girato in questi giorni le campagne della provincia di Bari e del Salento e, purtroppo, emerge chiaramente un quadro preoccupante: solo 1 terreno su 4 è curato e trattato secondo i principi delle buone pratiche agricole (arature, potature, trinciature etc), il 75% dei campi è abbandonato e ciò comporta il rischio elevatissimo di un avanzamento della sputacchina e della Xylella con danni incalcolabili per l’olivicoltura”.

Così il presidente di Italia Olivicola, il bitontino Gennaro Sicolo, durante il convegno a Bari sul futuro dell’olivicoltura pugliese ed italiana dopo le emergenze.

Stiamo perdendo la battaglia, le buone intenzioni annunciate in convegni e tavole rotonde non vengono tramutate in fatti concreti e tutto ciò che la scienza ci dice viene puntualmente inapplicato, ancora oggi - ha ricordato Sicolo -. Invito la Regione ed i Comuni a multare i falsi agricoltori o gli agricoltori lavativi e chiedo anche al governo di valutare la possibilità di iniziare una battaglia Europea per togliere i premi Pac a tutti coloro che non attuano i corretti trattamenti dei terreni”.

Le parole non bastano più, dopo i ripetuti moniti dell’Unione Europea e dopo il decreto emergenze con le misure e le risorse previste, che abbiamo ottenuto dopo mesi di battaglia con i gilet arancioni, occorrono solo fatti concreti per provare ad arginare il batterio”, ha concluso Sicolo.

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I commenti degli utenti
  • Galeone Cosimo ha scritto il 22 maggio 2019 alle 11:21 :

    Quello che dice il presidente Sicolo è vero,io sono della provincia di Taranto e sinceramente negli ultimi 4-5 anni solo una volta ho visto gli organi di vigilanza ad ispezionare i terreni.Ma come si fa ad avere vicini con 1,5 Mt di erba e fregarsene?Se le mie piante si dovessero ammalare anche se sono un agricoltore assiduo,puntuale nei lavori,con chi me la devo prendere in questo caso?Con gli organi di vigilanza che non sono esecutivi o con gli agricoltori in mala fede?Quindi ribadisco che il presidente ha ragione a denunciare questo stato di lassismo,poi è normale che è una epidemia invasiva attraverso 500 specie,ma anche tra noi non tutti fanno la propria parte Rispondi a Galeone Cosimo

  • Franco ha scritto il 20 maggio 2019 alle 16:00 :

    Sicolo da esperto dovrebbe ormai sapere che la xylella non avanza solo attraverso gli ulivi iinfetti o la famosa sputacchina ma anche attraverso 30 specie erbacee. E quindi il piano condiviso (ma poco condivisibile) con la Coldiretti di mettere a ferro e fuoco tutta la Puglia non ha alcun senso. Lanciare allarmi può essere utile solo per poi dire "abbiamo fatto o detto qualcosa" ma in realtà nessuno conosce la terapia, anche se molti si fingono esperti nella diagnosi. E radere al suolo la Puglia non è una terapia ma al massimo una scena di Apocalypse Now. Rispondi a Franco