15 i Festival approvati

"Rete dei Festival 2019", pubblicate le graduatorie degli ammessi. Ma è polemica

L’assessore al marketing territoriale Rino Mangini risponde alle lamentele con un lungo post su facebook

Attualità
Bitonto lunedì 10 giugno 2019
di Annarita Cariello
Rino Mangini
Rino Mangini © BitontoLive.it

Risale al 5 marzo scorso la pubblicazione dell’avviso pubblico emanato dal Comune di Bitonto per la realizzazione della Rete dei Festival 2019. La scadenza del bando era prevista per le 12 del 23 aprile successivo, per dare modo a tutti coloro che volessero aderire di avere il tempo necessario per compilare il formulario e adeguare la proposta agli standard richiesti dall’amministrazione.

Potevano presentare proposte associazioni, imprese, consorzi, enti, fondazioni, in forma singola o associata, che organizzano Festival artistico-culturali e che avevano intenzione di organizzarli nella città di Bitonto e nelle frazioni di Palombaio e Mariotto. Condizione indispensabile per la partecipazione all’Avviso Pubblico era la durata minima del Festival che non poteva essere inferiore a 3 giornate e 6 eventi (siano essi concerti, presentazioni, eventi in genere).

Il Comune di Bitonto assicurava il co-finanziamento fino ad un massimo del 50% dell’intero budget di spesa del Festival e comunque fino ad una somma massima di 20mila euro.

Il 7 giugno scorso è stata pubblicato la determina con cui si è approvata la graduatoria dell’avviso pubblico, innescando unimmediata polemica sui social, ripresa dall’assessore al marketing culturale, Rino Mangini, in un lungo post sul proprio profilo facebook.

“Sento il dovere morale ed istituzionale di chiarire alcune cose perché sono convinto che ai lettori/cittadini risulterà difficile – per mancanza di tempo o per poco interesse all’approfondimento – leggersi gli atti pubblici e pubblicati che hanno a che fare con il progetto Rete dei Festival (che cmq linkerò al mio post)”, ha esordito Mangini, dilungandosi in una piccola premessa storica per spiegare la genesi ed il percorso che ha avuto il formato “Rete dei Festival”, nato nel lontano 2014. Era chiara, allora, la volontà del Comune di Bitonto di “puntare ad un progetto di sistema in grado di rendere più qualificata e più ricca l’offerta culturale della città e del suo territorio, con una serie di conseguenze positive facili da immaginare: flussi turistici, frequentazione della città, attrattività culturale, ecc.Il progetto “Bitonto Città dei Festival” è frutto di una strategia precisa che punta a creare un brand culturale e turistico spendibile a livello regionale e, magari un giorno, nazionale. Siamo ancora ai primi passi, ovviamente, ma l’obiettivo è la tenuta del sistema. E i singoli, inseriti nel sistema, diventano più competitivi perché migliorano e qualificano la loro programmazione”, ha spiegato ancora l’assessore.

Mangini, poi, ha spiegato passo passo il formulario del bando 2019, migliorato con alcuni parametri di valutazione e specificando un tetto massimo di co-finanziamento richiedibile.

“Nel bando – ha continuato l’assessore - era espressamente indicato che qualora non si fosse raggiunto il punteggio minimo in uno dei parametri di valutazione, la proposta non sarebbe stata ammessa a finanziamento.
L’Avviso Pubblico è stato pubblicato a metà marzo ed è scaduto il 23 aprile. Quindi c’è stato tutto il tempo per venirne a conoscenza (abbiamo pubblicato post, sono stati scritti articoli sul web, è stato pubblicato in evidenza sul sito del Comune) e per preparare un progetto da sottoporre all’attenzione del Comune.
Per la valutazione delle proposte, per il secondo anno consecutivo si è nominata una commissione (diversa da quella del 2018) di 3 componenti di cui 2 esterni all’Ente, esperti in materia di musica, spettacolo ed eventi culturali, individuati in collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese.
La graduatoria che ne è venuta fuori è frutto del lavoro della Commissione e del giudizio rispetto a quanto chiesto dal formulario dell’Avviso Pubblico e quanto scritto dai partecipanti.Ovviamente, come in un ogni gara in cui si viene giudicati, ci sarà sempre chi è scontento e chi non lo è…ma provo a smontare le polemiche sul nascere”.

Ed ecco le 3 scelte da Mangini:

“Polemica 1: vincono sempre gli stessi.
Hanno partecipato 21 soggetti, di cui 15 ammessi a finanziamento, 5 non ammessi per insufficienza in uno o più parametri, 1 escluso per avere presentato la domanda oltre la scadenza.
Quindi, in soldoni, 15 su 21 sono stati co-finanziati, 15 su 15 di quelli che ne avevano diritto.
I 15 sono gli stessi dello scorso anno? Non tutti, ma la maggior parte sì. Vuol dire che chi è presente nelle graduatorie innanzitutto partecipa sempre, in secondo luogo propone progetti buoni e valutati positivamente da commissioni diverse e tra loro sconosciute…forse perché legge attentamente il bando e prova a proporre un progetto che risponda alle logiche del bando stesso, che seguono le linee di indirizzo dell’Amministrazione.
E i 5 non ammessi a finanziamento? 2 hanno accettato l’esito e ne hanno preso atto. Altri chiedono legittime spiegazioni su punti che noi, puntualmente, daremo, accogliendo, se vorranno, anche delle controdeduzioni.
E tutti gli altri? Semplicemente non partecipano, salvo poi polemizzare (non tutti, per fortuna).

Polemica 2: è tutto scritto, è inutile partecipare.
Permettetemi ma questa è l’alibi dei perdenti. I fatti dicono altro. Chi partecipa ha possibilità che altri non hanno. E non di rado chi partecipa per la prima volta viene finanziato. Se un progetto è valido, è valido a prescindere dal proponente o dall’anzianità della proposta.

Polemica 3: mi sento defraudato.
Il Comune, è bene che si sappia, non ha obblighi legali, morali o etici con i proponenti di progetti culturali o di festival. In ogni bando che pubblichiamo è scritto a chiare lettere. Viviamo in un contesto, qual è quello dei Comuni, in cui tra tagli alla spesa pubblica, minori risorse dallo Stato e priorità per altri settori e/o servizi, la spesa culturale è vista come un “surplus” di cui si può fare benissimo a meno. Prova ne è il fatto che di solito il primo intervento di un Commissario Prefettizio è il taglio ai capitoli della cultura (almeno nel 70% dei casi). È la volontà politica di un’Amministrazione ad elevare a investimento strategico ciò che viene storicamente vista come spesa superflua. Su questo tema ci battiamo da 7 anni contro le più surreali critiche alla spesa per la cultura, per il teatro e per gli eventi che, di fatto, hanno cambiato il volto e la percezione della città di Bitonto, soprattutto a chi ci vede da fuori. Ma questa è un’altra storia…
Quindi nessuno si può sentire defraudato, perché nessuno ha dato per scontato nulla…almeno noi no”.


E conclude così: “Non ho scritto tutto ciò che volevo, non ho accennato alle politiche culturali che sono alla base di questo bando e della scelta dei parametri per non annoiarvi, ma un giorno le spiegheremo ancora una volta, di modo che si sappia che ciò che facciamo risponde ad una scelta politica precisa: favorire lo sviluppo di politiche culturali inclusive e partecipative, fondate sul merito e sulla qualità della proposta, al fine di elevare la qualità dell’offerta di servizi culturali della nostra città.Ci stiamo riuscendo? Ci riusciremo? La storia è un buon giudice…”.

Ed ecco l’elenco dei Festival ammessi a finanziamento:

  • Ti Fiabo e Ti Racconto (cofinanziamento di 11.070 euro);
  • Festival dell’Inclusione (cofinanziamento di 4250 euro);
  • Giovinazzo Rock Festival (cofinanziamento di 17mila euro);
  • Di Voce in Voce (cofinanziamento di 9900 euro);
  • Beat Onto Jazz (cofinanziamento di 17mila euro);
  • Bitonto Blues Festival (cofinanziamento di 17mila euro);
  • Del Racconto il Film (cofinanziamento di 9600 euro);
  • Www.Shakespeare (cofinanziamento di 5400 euro)
  • Asso Dj Festival (cofinanziamento di 4700 euro);
  • Flatatum (cofinanziamento di 9600 euro);
  • Bitonto Folk Festival (cofinanziamento di 8800 euro);
  • Bitonto Opera Festival (cofinanziamento di 10mila euro);
  • Rigenera Smart Cities Festival Periferie (cofinanziamento di 10mila euro);
  • Festival del Folklore (cofinanziamento di 7mila euro);
  • Le corti dei miracoli (cofinanziamento di 4250 euro).
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