Bastano poche sterpaglie in fiamme per il caldo torrido per distruggere decine di ettari, e non mancano anche gesti dolosi causati dalla disperazione

Xylella, allarme incendi nel Salento

La denunicia di Italia Olivicola e del suo presidente, il bitontino Sicolo

Attualità
Bitonto mercoledì 10 luglio 2019
di La Redazione
Incendi nel Salento
Incendi nel Salento © n.c.

Allarme incendi nel Salento.

Nell’ultimo fine settimana decine di ettari di uliveto sono stati divorati dalle fiamme causate per lo più dallo stato di abbandono in cui versano i terreni colpiti da xylella e da una burocrazia troppo lenta.

A denunciarlo è Italia Olivicola, la prima organizzazione della produzione olivicola italiana, che chiede a Regione e Governo di accelerare l’attuazione della legge emergenze agricole recentemente approvata per consentire agli olivicoltori della zona infetta di poter ricevere sia le autorizzazioni agli espianti, sia i finanziamenti destinati a coprire il mancato reddito e le spese sostenute per i dolorosi interventi.

«Gli alberi millenari che si trasformano in pochi minuti in torce sono un colpo al cuore – spiega Gennaro Sicolo, presidente di Italia Olivicola -. Sono immagini strazianti che fanno male e che testimoniano come ancora non si stia facendo abbastanza per tutelare ciò che ci è stato tramandato da secoli”.

“Gli incendi si ripetono in varie zone del Salento e sarà sempre peggio perché nel deserto provocato dalla xylella bastano poche sterpaglie, in fiamme a causa del caldo estivo, per provocare questa tragedia ambientale di proporzioni enormi», ha continuato Sicolo.

«Xylella fa rima con abbandono, disastro economico e paesaggistico, disperazione – ha evidenziato il Presidente di Italia Olivicola -. Disperazione che porta a gesti estremi, perché si registrano anche pochi casi isolati di incendi dolosi dovuti ai costi insostenibili delle eradicazioni - quando arrivano in tempo le autorizzazioni - troppo elevati rispetto ai ricavi della legna da vendere successivamente».

«È un disastro, siamo chiamati tutti ad impegnarci per fermare questa peste per provare a salvare l’economia olivicola italiana ed il nostro paesaggio millenario», ha concluso Sicolo.

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