Dalla Regione

Servizi sanitari precari nel DSS Unico di Bari, Damascelli presenta interrogazione: «Troppi disagi»

Nota del consigliere regionale di Forza Italia, Domenico Damascelli

Attualità
Bitonto mercoledì 10 luglio 2019
di La Redazione
Servizi Sanitari
Servizi Sanitari © n.c.

Riceviamo e pubblichiamo una Nota del consigliere regionale di Forza Italia, Domenico Damascelli, riguardante le problematiche che affliggono i Servizi sanitari nel Dss Unico di Bari.

La grave carenza di personale amministrativo sta mettendo in ginocchio il Distretto socio sanitario unico di Bari: uffici chiusi o aperti solo con pochi sportelli, lunghe code per l’utenza. Una situazione drammatica che si aggiunge alla piaga delle liste d’attesa per visite specialistiche ed esami diagnostici negli ambulatori Asl, ed anche per ottenere ausili e presidi indispensabili per alcuni pazienti, in quanto materiali di prima necessità.

La Direzione Generale Asl, dopo aver chiuso, nella città di Bari, gli uffici dei quartieri Picone e Torre a Mare, ha ridotto i giorni di apertura nelle sedi di Carbonara, San Paolo e Santo Spirito, e ha deciso la chiusura parziale anche dell’Anagrafe Sanitaria e del CUP di via Federico Vecchio. Unico ufficio pienamente operativo, a cui affluiscono da tutti i quartieri di Bari, è rimasto quello di via Caduti di via Fani, dove sono concentrati il Centro Unico di Prenotazione, il Consultorio familiare, l’Ufficio Immigrati e diversi Ambulatori (Cardiologia, Reumatologia, Ortopedia, Geriatria e Medicina dello Sport). Si tratta di criticità patite soprattutto dai pazienti più fragili, costretti a vere e proprie odissee burocratiche per accedere a servizi essenziali.

Per questo ho depositato un’interrogazione regionale urgente, diretta al presidente-assessore alla Sanità Emiliano: non si può continuare così, è necessario ripristinare la piena funzionalità degli uffici sanitari in tutti i municipi di Bari e snellire le liste d’attesa potenziando gli ambulatori con medici specialisti, infermieri e ausiliari. La politica è fatta di pianificazione, ma il presidente Emiliano ha dimenticato persino la sua città”.

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