'Agorà dei popoli'

Due bitontini al IV Meeting internazionale dei giovani per la pace nel Mediterraneo

Vi hanno partecipato Domenico Ferrovecchio e Giuseppe Maurodinoia, confratelli del SS. Rosario

Attualità
Bitonto venerdì 16 agosto 2019
di La Redazione
Carta di Leuca
Carta di Leuca © n.c.

Dal 10 al 14 agosto si è svolta nel basso Salento la IV edizione di Carta di Leuca – Meeting internazionale di giovani per la pace nel Mediterraneo. L’evento annuale, promosso dalla fondazione Parco culturale ecclesiale “Terre del Capo di Leuca – De Finibus terrae” in collaborazione con la diocesi di Ugento – S. Maria di Leuca, la Regione Puglia, il santuario di Leuca De Finibus Terrae, l’Anci Puglia e la fondazione “Mons. De Grisantis” ed un ricco partenariato internazionale, è teso a raggiungere i giovani dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, con culture e religioni diverse, invitandoli a partecipare a giornate di incontro, di confronto e di conoscenza reciproca. Il tema di quest’anno è stato “Mediterraneo: Agorà dei popoli”: sull’insegnamento di don Tonino Bello e di Papa Francesco, si è voluto educare i giovani a intendere il Mediterraneo come luogo di incontro, di dialogo, di convivialità e dunque di pace.

Le cinque giornate di dialoghi e convivialità, che rappresentano un piccolo segnale propedeutico al grande incontro che si terrà nel febbraio prossimo a Bari (come ha ribadito Mons. Vito Angiuli, vescovo di Ugento-Santa Maria di Leuca), hanno preso il via sabato 10 agosto a Brindisi, “Porta d’Oriente” e città da sempre dedita all’accoglienza, dove si sono ritrovati i 130 giovani provenienti da tutti i paesi del Mediterraneo; in serata ad Alessano, la preghiera sulla tomba del servo di Dio, don Tonino Bello. In rappresentanza dei giovani di tutte le confraternite italiane, hanno partecipato da Bitonto due confratelli dell’Arciconfraternita del SS. Rosario: Domenico Ferrovecchio, segretario del sodalizio e membro della Commissione nazionale giovani confratelli della Confederazione delle Confraternite Diocesi d’Italia, e Giuseppe Maurodinoia, che hanno portato la testimonianza di vita e fraternità delle realtà confraternali. Attraverso la fatica del cammino, che ha portato ogni giorno i giovani dal campo base di Alessano a raggiungere a piedi lungo i sentieri della Via Leucadense le città di Tricase, Presicce-Acquarica e Tiggiano, attraverso la riflessione nelle “tende della convivialità”, che in maniera laboratoriale hanno affrontato i temi della parola, del dialogo, dell’ascolto e della condivisione, attraverso l’accoglienza nelle famiglie, che hanno aperto le loro case ai giovani per il pranzo, e attraverso l’espressione dei propri talenti, che si è concretizzata nella realizzazione di uno spettacolo multiculturale sul sagrato del cimitero di Alessano il 13 agosto, i giovani hanno sperimentato che la diversità dell’altro è sempre una ricchezza e mai un muro di divisione e indifferenza. Tra gli eventi più significativi di questa IV edizione il convegno sul tema “Mediterrano: Agorà dei popoli” che si è tenuto a Tricase domenica 11 agosto con gli interventi di Sihem Djebbi, dell’Università di Parigi e del Cardinale Francesco Montenegro, Arcivescovo Metropolita di Agrigento; quest’ultimo ha scosso le coscienze di tutti, giovani e adulti, ricordando che la storia del Mediterraneo (sempre più “cimitero liquido”, con quasi 60.000 morti) non può essere letta solo sui giornali, ma va letta con il cuore. L’ultima sera del Meeting internazionale, alle 2 del 14 agosto, è partita la silenziosa marcia notturna, a lume di candela, che si è snodata simbolicamente dalla tomba di don Tonino Bello ad Alessano fino al Santuario di Santa Maria di Leuca. Qui, alle 7 è iniziata la solenne celebrazione eucaristica presieduta da Mons. Vito Angiuli, il quale ha ricordato che il Mediterraneo, in quanto intersezione tra Europa, Asia e Africa, costituisce la “piazza principale del mondo” dove si inverano i destini dei popoli e si pongono le basi di una pace duratura e universale. In quanto mare chiuso e aperto, il Mediterraneo è simbolo di una civiltà capace di dialogare e confrontarsi con altre culture, integrandole in una visione più ampia che non annulla le differenze, ma le rende compossibili tra di loro. Infine, rivolgendosi ai giovani partecipanti, ha invitato tutti a riscoprire l’antica sapienza di questo mare: “Nelle sue profondità, insieme alle carcasse delle navi che trasportavano derrate alimentari da una sponda all’altra delle sue coste e ai recenti barconi affondati con i loro carichi umani, questo mare nasconde tesori di inestimabile valore e di rinomata lucentezza. Fermatevi ed ascoltate la sua voce. Vi racconterà antichi miti, vi offrirà parole non consunte e vi parlerà di quel Dio il cui nome è misericordia e pace. Lasciatevi affascinare dal suo canto suadente e melodioso, come quella delle antiche sirene. La sua voce vi proporrà verità che non passano di moda e riempiono di gioia la vita.” Al termine della Santa Messa è stata proclamata e sottoscritta con cerimonia solenne dalle massime autorità civili, militari e religiose la Carta di Leuca redatta dai giovani nelle “Tende della Convivialità”: un invito a riaffermare con forza l’efficacia del dialogo che crea intimità e relazioni, sana divisioni e fratture, riconoscendo come base l’ascolto del grido di tanti fratelli che ancora si vedono negati i diritti fondamentali come l’istruzione, un lavoro dignitoso e cure mediche di base.

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