Arte e cultura

La cultura che unisce: l'associazione Mò Heart e il suo impegno donato alla città

Si è da poco conclusa la rassegna culturale organizzata dall'associazione Mò Heart nell'ambito del programma "Bitonto città che legge"

Attualità
Bitonto lunedì 02 settembre 2019
di La Redazione
L'Accademia Musicale Modugno alla fine della propria esibizione
L'Accademia Musicale Modugno alla fine della propria esibizione © n.c.

Si è conclusa con la serata di sabato 31 agosto la rassegna culturale organizzata dall'associazione Mò Heart nell'ambito del programma Bitonto città che legge.

Con una bella scenografia della pittrice Cecilia Mangini, che impreziosiva il palcoscenico naturale di via Porta Robustina dove si sono esibiti i vari artisti, Damiano Bove ha aperto l’ultima serata di un vero e proprio gran galà della Poesia con "Amami", alcuni suoi versi dedicati all’amore.

Subito dopo Angela Scauro, per conto dell’Accademia Musicale Modugno, con la semplice ed efficace "La musica è poesia che ha scelto di diventare suono", ha introdotto i ragazzi che hanno animato la serata: Francesco Vacca, Ilaria Liddy, Arianna Antonino, Francesco Coviello, Analia Pazienza, Clara Degennaro, Martina Pilolli, Vittoria Papapicco, Gabriele Lovascio, Denise Montagna, Giada Teofilo, Elena Costa, Claudio d’Amato, Martina Schiraldi, Maurizio Iacobellis.

Damiano Bove, Angela Aniello, Mariella Cuoccio, Lucia Ciliberti, Nicola De Matteo, Maria Teresa Bari, Francesco Baldassarre, Gianni Palumbo, Luca Lastolla, Tina De Santis, Vito Tricarico, Viviana Minervini, Vito Parisi e Nicola Dell’Acqua hanno declamato le proprie poesie, che parlavano d’amore, prima di tutto, ma anche di figli, di gioco, di mare, della terra di Puglia, di Shoah, di sofferenza, come anche di versi dedicati al tema del lavoro e delle proteste dei contadini pugliesi degli anni ‘50.

Damiano Bove, con la sua Associazione, è una macchina da guerra capace di superare, anche se fra mille difficoltà, i terreni aspri e impraticabili del vivere quotidiano – ci spiega Vito Tricarico, uno degli autori che hanno partecipato alla rassegna –. È un comunicatore di razza, una persona innamorata dell’Arte col desiderio di comunicarla agli altri, un vero intellettuale. Ha creato un circolo culturale dedicato ad un insigne educatore bitontino, quel Giuseppe Moretti che ogni anno ripropone nella prima serata del suo Festival, declamando le sue indimenticabili poesie dialettali”.

Ogni anno – continua – Damiano Bove è capace di richiamare in via Muro Porta Robustina un pubblico eterogeneo, che si siede in quell’antica via del borgo medievale per ascoltare poesie, racconti e musica. L’associazione musicale Vox Libera lo ha affiancato sin dal suo esordio in questa scommessa culturale insieme anche a Marco Saracino (cantante e tastierista), così come da qualche anno anche l’Accademia Musicale Modugno, Leonardo Salierno e altri artisti. Quello di poesia, racconti e musica è un connubio molto ben riuscito”.

Ma in tutto questo, che potrebbe far esaltare di gioia, – spiega ancora Vito Tricarico – c’è anche una vena di amarezza riscontrabile in qualche dichiarazione dello stesso Bove. È la sua richiesta di aiuto, l’aiuto da parte di nuove leve, intellettuali, giornalisti, uomini della politica locale, perché la sua macchina possa procedere speditamente e senza eccessivi impedimenti. È costante la sua speranza di veder premiato il suo impegno culturale a favore della città di Bitonto con qualche finanziamento pubblico per poter sostenere i costi dell’organizzazione e permettere una piccola ricompensa per i giovani che animano il suo Festival. Ma il suo impegno culturale – conclude Tricarico - è fuori discussione e, nonostante tutto, continua imperterrito”.

Lascia il tuo commento
commenti