La storia

"Conoscete qualcosa più forte dell'amore?". Viaggio nel mondo dell'omossesualità con Mike

Il ragazzo bitontino, vittima di un’aggressione 2 anni fa, si racconta in un’intervista esclusiva

Attualità
Bitonto sabato 02 novembre 2019
di Danilo Cappiello
Mike
Mike © n.c.

Sei omosessuale, ed in quanto tale, dividi il mondo. Per una schiera di gente sei quello in evidente contrasto con la natura, il caso critico da sottoporre all'attenzione dei più preparati medici e psicologi. Sei oggetto del loro disprezzo, del loro odio e della loro furente ed ingiustificata violenza. Sei quello che predilige l'abbigliamento color rosa, che ama le fiction d'amore, i romanzi sdolcinati e l'irrefrenabile spettegolare. Quello da cui le mamme portano via i bambini all'uscita da scuola o al parco. Per un'altra schiera di gente, fortunatamente, sei semplicemente omosessuale. Essere umano pienamente in possesso delle proprie identità e dei propri diritti. Il ragazzo che ti precede in coda alla cassa, il commesso al quale affidare la buona riuscita del tuo shopping.

In mezzo a questi due schieramenti, ci siete voi: nient'altro che l'ennesima, meravigliosa e spensierata forma d'amare. L’amore, che è al timone di questo racconto, di questo viaggio nel mondo dell'omosessualità fra identità, paura, libertà e pregiudizio. Un viaggio a 360° che Mike ci fa fare, raccontandosi in un'intervista esclusiva per i lettori di BitontoLive.it.

«Non si nasce omosessuali, o meglio, forse lo si nasce ma non lo si scopre fino all'età adolescenziale. È in quella fascia di età che una persona capisce il proprio orientamento sessuale. C’entrano poco gli insegnamenti che uno riceve da bambino o se gioca con le barbie piuttosto che con le macchine. Ti accorgi che sei attratto dalle persone del tuo stesso sesso e ti accorgi che la tua vita sta prendendo una determinata strada», inizia a raccontare.

Una strada, che porta il nome di omosessualità: «Prendi conoscenza dei segnali che ti manda il tuo corpo, prendi piena coscienza di quello che ti sta succedendo e lo accetti, devi dirlo a te stesso. E poi, confessarti ai tuoi cari, perché non puoi vivere sempre a lungo nascosto nell'ombra per paura di essere scoperto». Una confessione, che è in se segno di forza, coraggio, paura e libertà: «Io ci ho messo degli anni prima di confessare la mia omosessualità ai miei conoscenti. Ho preferito confessarlo ai miei amici perché con gli amici si ha sempre un rapporto diverso che con i familiari ed è dunque più semplice confessare qualcosa. Però prima o poi arriva il momento in cui devi dirlo ai tuoi genitori ed allora devi trovare dentro te il coraggio di parlar loro col cuore in mano perché, alla fine di tutto, vuoi semplicemente far capire loro che necessiti di essere libero e felice, senza vergognarti di quello che sei. Io prima di dirlo ai miei l'ho detto a mia sorella. Ricordo ancora il suo sguardo basito, il suo comportamento nei giorni successivi. Non mi aspettavo baci ed abbracci, però ero deluso allo stesso tempo anch'io, ma capivo che, come ogni cosa nella vita, anche questa richiedeva il suo tempo. Dopo qualche giorno, l'ho detto anche ai miei e credetemi non è stato bello vedere la delusione nei loro occhi. Ti senti così in imbarazzo, hai quasi vergogna di incrociare il loro sguardo. Però, l'amore di una madre e di un padre per il proprio figlio va oltre qualsiasi cosa, e dopo un po’ di tempo i miei hanno accettato il mio orientamento sessuale ed oggi hanno capito che sono la persona di sempre, semplicemente attratta dalle persone del mio stesso sesso, tutto qui».

Così, per un omosessuale inizia un'altra vita. Una vita in cui è libero di poter esprimere i propri sentimenti nella quotidianità, senza più doversi nascondere da niente e da nessuno. Un viaggio nel mondo gay che Mike ci racconta: «Il mondo omosessuale è un mondo strano. Sembra quasi tutto più semplice e, forse, lo è. Ma, in realtà è lo stesso mondo che frequentiamo tutti. Lavoriamo, facciamo sacrifici o salti mortali per pagare affitti, bollette, spese e quant'altro e, non appena abbiamo la possibilità ci divertiamo. E, per chi avesse ancora dei dubbi, ci innamoriamo anche. Ci guardano talvolta con fare sospetto, ma anche noi gay ci innamoriamo, sogniamo e soffriamo come tutte le coppie di questo mondo. I nostri sentimenti non sono di un altro colore o di un altro pianeta. Conosciamo anche noi l'amore come unico ed universale sentimento per poter star bene con un altra persona. La nostra più grande vittoria è il poterci amare sia in contesti omosessuali, che in contesti etero. È bello vedere che c'è gente che ci rispetta, ci frequenta e ci stima semplicemente per quelli che siamo e non per il nostro orientamento sessuale».

Purtroppo però l’omosessualità per molti è ancora un argomento tabu ele conseguenze, talvolta, sono disastrose: «Purtroppo essendo gay siamo da sempre soggetti che non piacciono a qualcuno. Per carità, ognuno è libero di vederci come vuole, però non si può accettare che nel 2019 si registrino ancora aggressioni a sfondo omossessuale. È inaccettabile. Io stesso assieme a dei miei amici sono stato oggetto due anni fa di una violenta aggressione all'uscita di un locale, col mio amico che in quella circostanza riportò addirittura un trauma cranico. Bisogna porre fine a tutto ciò. Bisogna prendere coscienza del fatto che esiste il razzismo nei nostri confronti e bisogna prendere delle contromisure. Parlarne nelle scuole, nelle riunioni coi genitori, nei contesti di assemblee o altro, aiuterebbe sicuramente a risolvere il problema. I figli, dopotutto, sono lo specchio dell'insegnamento che ricevono dai genitori, pertanto è da loro che bisogna partire».

Una situazione disastrosa, alla quale però, per fortuna, anche i mass media stanno provano a porre rimedio: «Negli ultimi anni sono aumentate notevolmente le fiction tv che al loro interno trattano temi riguardanti l'omosessualità. Questa è una cosa molto importante, perché mostra alla gente una realtà che spesso non vuole vedere o con la quale non vuole neanche confrontarsi. I mass media non ci strumentalizzano per i lori interessi ed anche questo è altrettanto importante. Sono tutti fattori positivi nei nostri confronti e nei confronti di ragazzi che magari fanno fatica a confessare i loro sentimenti forse perché privi di un contesto sociale in cui è difficile essere accettati. Cosa, questa, che purtroppo mi duole dirlo da bitontino doc, ma è prerogativa del sud».

Un viaggio, quello di Mike che egli stesso sceglie di concludere così: «Spero questo articolo, questa mia confessione, questo mio portarvi nel mio mondo, possa essere utile a tantissime persone per tantissimi motivi. Ho cercato di far capire che non siamo extraterrestri che meritano di essere guardati come minaccia per l'umanità. Siamo gente comune, con una vita quotidiana da gente comune. Tutto qui. Amiamo solamente persone del nostro stesso sesso, null'altro. Ma, d'altronde, conoscete qualcosa che sia più forte dell'amore?».

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I commenti degli utenti
  • Maria P. ha scritto il 04 novembre 2019 alle 08:47 :

    Il solito piagnisteo vittimista che non ha ragione di essere. Rispondi a Maria P.

  • Franco ha scritto il 02 novembre 2019 alle 16:24 :

    L'outing anche se un po' prolisso ci può ,anche stare, ormai va di moda, il problema vero è capire perché crede che dovrebbero interessarci le sue tendenze sessuali delle quali in un mondo normale non interessa per niente, a nessuno. L'omosessualità non dovrebbe più essere un tema per attirare l'attenzione su di sé. Rispondi a Franco