Costi di produzione

Latte, Coldiretti: il prezzo alla stalla non si tocca; stop ad allarmismi ingiustificati

Coldiretti mette un punto fermo sul rumor improbabile e infondato circa la riduzione del prezzo del latte alla stalla in Puglia

Attualità
Bitonto mercoledì 14 ottobre 2020
di La Redazione
Coldiretti Puglia
Coldiretti Puglia © n.c.

Il prezzo del latte alla stalla in Puglia non si tocca perché non può andare sotto i costi di produzione calcolati da ISMEA, quando nella forbice tra produzione e consumo ci sono margini da recuperare per garantire un prezzo giusto e onesto che tenga conto dei costi degli allevatori e la necessaria qualità da assicurare ai consumatori. È quanto dichiara Coldiretti Puglia che mette un punto fermo sul rumor improbabile e infondato circa la riduzione del prezzo del latte alla stalla in Puglia.

“Negli ultimi giorni si sono ingenerati allarmismi del tutto ingiustificati che stanno creando solo confusione inutile e dannosa per la filiera lattiero – casearia pugliese. Gli accordi siglati nelle regioni del Nord non hanno mai costituito un prezzo di riferimento per la Puglia, considerato che i costi di produzione, il mercato e gli stessi quantitativi prodotti sono del tutto differenti”, stigmatizza il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia.

“Che non si speculi strumentalmente – insiste il presidente Muraglia - perché non accetteremo alcun ribasso del prezzo del latte alla stalla pugliese, dove 80mila mucche da latte in Puglia mettono la firma sulla produzione di latte, formaggi e yogurt, garantita a livelli di sicurezza e qualità superiore, grazie al sistema di controlli realizzato dalla rete di veterinari più estesa d’Europa, ma anche ai primati conquistati a livello nazionale e comunitario”.

Con 3 DOP (canestrato pugliese, mozzarella di Gioia del Colle e mozzarella di bufala) e 17 formaggi riconosciuti tradizionali dal MIPAAF (burrata, cacio, caciocavallo, caciocavallo podolico dauno, cacioricotta, cacioricotta caprino orsarese, caprino, giuncata, manteca, mozzarella o fior di latte, pallone di Gravina, pecorino, pecorino di Maglie, pecorino foggiano, scamorza, scamorza di pecora, vaccino) – aggiunge Coldiretti Puglia – il settore lattiero–caseario garantisce primati a livello nazionale e Sigilli della biodiversità dal valore indiscutibile.

“L’etichettatura obbligatoria è divenuta una infallibile cintura di sicurezza per i nostri allevatori – conclude il presidente Muraglia - che devono poter competere alla pari e per la salute dei nostri consumatori debbono poter scegliere in maniera consapevole quello che acquistano e mangiano”.

In Puglia a fronte dei 1.939 allevamenti che producono 3,6 milioni di quintali di latte bovino, le importazioni di latte dall’estero raggiungono i 2,7 milioni di quintali e i 35mila quintali di prodotti semi-lavorati quali cagliate, caseine, caseinati e altro, utilizzati per fare prodotti lattiero-caseari che vengono, poi, venduti come prodotti lattiero-caseari “Made in Puglia”.

Sono riuscite a sopravvivere con grande difficoltà in Puglia – insiste Coldiretti Puglia – appena 2.700 stalle, a causa principalmente del prezzo del latte, dovuto non solo alla crisi, ma anche e soprattutto a queste evidenti anomalie di mercato. Oltre all’inganno a danno dei consumatori, si tratta – conclude Coldiretti Puglia - di concorrenza sleale nei confronti degli stessi industriali e artigiani che utilizzano esclusivamente latte locale.

Lascia il tuo commento
commenti