Intervista a Cristina Lovascio, coordinatrice delle attività

Biblioteca “Gianni Rodari”, quel trenino pieno di libri che riparte dal cuore della città

Inaugurato il 23 ottobre scorso, il community hub di via Carducci è pronto ad aprire le porte per offrire servizi culturali e sociali

Attualità
Bitonto giovedì 12 novembre 2020
di Annarita Cariello
La Biblioteca
La Biblioteca "Gianni Rodari" in via Carducci © n.c.

“C’è un paese dove i bambini
hanno per loro tanti trenini,
ma treni veri, che questa stanza
per farli andare non è abbastanza,
treni lunghi da qui fin là,
che attraversano la città”.

(G. Rodari)

Parlare di condivisione ed inclusione, in un momento storico nel quale “distanza sociale” e “lockdown” sono le parole più utilizzate, può sembrare fuori luogo. Quasi un’eresia. Ed invece è una sfida lungimirante, che guarda oltre il particolare periodo che stiamo affrontando e punta al futuro.

È questa la motivazione che ha spinto la bitontina Cristina Lovascio, presidente della cooperativa “Il Girasole” ad immaginare, prima ancora che a dare vita insieme ad altri partner, un “community hub” nella nostra città, nel cuore del centro storico, precisamente nell’ex sede del circolo Arci “Train de vie”. A realizzare uno spazio in cui condivisione ed inclusione fossero le parole chiave, un luogo ibrido in cui gli utenti potessero studiare, lavorare, ma anche relazionarsi tra loro, consultare libri, fruire di alcuni servizi.

Il 23 ottobre scorso questo spazio, fino ad ora solo immaginario, è diventato reale e ha preso il nome di “Biblioteca Gianni Rodari”, inaugurata proprio nel centesimo anniversario della nascita del maestro indiscusso della pedagogia italiana.

“Il progetto della biblioteca ha origini lontane ed è frutto della co-progettazione di più soggetti che in questi anni si sono incontrati e hanno fatto confluire personali soluzioni e proposte”, spiega Lovascio all’inizio della nostra intervista.

E continua: “In realtà questo spazio culturale, che nasce in primis come biblioteca e che vanta già 1500 volumi (più una nuova recente donazione ancora da catalogare), ospita e accoglie in sé un community-hub davvero aperto a quanti necessitino di una postazione per poter lavorare e poter condividere la propria visione professionale e di socialità. Personalmente ho vissuto e lavorato tanti anni all’estero prima di far ritorno nel mio paese e questi spazi di aggregazione sono alla base delle comunità. Parlo di piccole mostre, incontri di e tra associazioni del territorio, formazione, genitorialità, manualità, servizi al cittadino, attenzione ai bambini e agli anziani, progettazione”.

Tutte iniziative divenute impossibili, con l’aggravarsi della situazione sanitaria globale e la difficile gestione della pandemia a livello locale.

Eravamo pronti ad aprire già da marzo – precisa la presidente della cooperativa “Il Girasole” – ma, vista la situazione grave che da mesi attanaglia la nostra quotidianità, non abbiamo voluto forzare l’apertura, e abbiamo aspettato fino ad ottobre, non volendo rinunciare ad inaugurarla proprio nel giorno della nascita del maestro a cui è intitolata la nostra biblioteca”.

Nonostante lo stop momentaneo e la tarda inaugurazione, la Biblioteca “Gianni Rodari” ha deciso di aprire le sue porte al pubblico e di provare ad offrire la sua proposta culturale, pur nel rispetto delle disposizioni governative. Grazie anche alla sinergia tra i vari partner che hanno partecipato al progetto. Come sottolinea Lovascio: “Sono tante le idee, i progetti e gli attori professionali e volontari che si alterneranno nelle proposte che verranno messe a calendario (on-line e off-line) perché sono tanti i servizi per le aziende e i cittadini a cui abbiamo lavorato. Senza dimenticare che è soprattutto una biblioteca, dove verranno ovviamente messi a disposizione di tutti, per la semplice consultazione o per il prestito, i volumi in dotazione”.

Dopo l’inaugurazione la Biblioteca “Rodari” è temporaneamente fruibile solo su appuntamento, ma gli organizzatori continuano a lavorare in back office per potenziare i servizi. “Queste settimane di chiusura al pubblico ci stanno permettendo di continuare ad implementare il tutto – precisa Cristina Lovascio – e gli incontri con quanti vorranno (è un invito!) credere e fattivamente partecipare a questo progetto, che porta ancora una volta in periferia, nonostante via Carducci si trovi in pieno centro storico, appena fuori le mura, come opportunità per poter diversificare le attività e le attrattive della nostra città”.

La scelta della location, infatti, non è casuale e, come tiene a sottolineare la coordinatrice della Biblioteca: “Crea volutamente un filo conduttore con quella che per anni è stata la sede del circolo Arci Train de Vie”.

“Riaprire le porte di quello che ai tempi è stato tra i primi locali a Bitonto che consentiva di poter rimanere e crescere insieme sul territorio piuttosto che doversi spostare nei paesi limitrofi - non lo nascondo - è stata una emozione! Abbiamo volutamente conservato e ristudiato il logo della Biblioteca adattandolo al nostro nuovo viaggio passando dal Train de Vie alla Freccia Azzurra di Gianni Rodari, e persino la pagina Facebook (https://www.facebook.com/bibliotecarodaribitonto) è la stessa, abbiamo solo inserito il nostro nuovo logo, perché il nostro progetto non vuole dimenticare i volti in cui molti si riconosceranno, i momenti di musica, di partecipazione, di promozione della cultura e soprattutto del credere che anche noi e il nostro territorio possiamo sinceramente fare la differenza”.

Il logo del progetto, infatti, ritrae un piccolo trenino in cui i vagoni viaggiano verso l’infinito, pieni di libri e di sogni. “Ci piace pensare che questo mezzo di locomozione, pubblico e inclusivo, possa accogliere nel tempo chiunque abbia voglia di passare a conoscerci e fermarsi con noi, senza distinzione alcuna di età e cultura. In attesa di poter tornare ad un contatto più ravvicinato e umano ci preoccuperemo, nel limite del consentito e delle nostre possibilità, di creare e divulgare contenuti positivi e di buon vicinato. Quando sarà nuovamente possibile, faremo una nuova inaugurazione e apriremo a tutti la nostra, perché sia davvero di tutti, Biblioteca “Gianni Rodari” Community Hub”, conclude Cristina Lovascio.

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