​Nella solennità di Cristo Re

45esimo anniversario di consacrazione della Cripta pontificia dei Santi Medici

Monsignor Cacucci: “Luogo sacro che custodisce un tesoro d’arte cristiana, patrimonio religioso della basilica bitontina e dell’arcidiocesi Bari-Bitonto”

Attualità
Bitonto sabato 21 novembre 2020
di La Redazione
Cripta pontificia dei Santi Medici a Bitonto
Cripta pontificia dei Santi Medici a Bitonto © Giuseppe Cannito

La festa liturgica di Cristo Re ha coinciso con il 45esimo anniversario di consacrazione della Cripta pontificia dei Santi Medici, luogo di culto mediceo legato al raccoglimento, alla preghiera e alla meditazione spirituale.

La Cripta a tre navate, realizzata in stile tra classico e moderno, è pavimentata con lastre di pietra di Trani. È arricchita da un altare in marmo con un tabernacolo a raggiera argenteo. Nel presbiterio è collocato un grande crocifisso in bronzo realizzato dalla scultrice Silvana Celletti, che raffigura il Cristo morente che distacca le braccia dalla croce per stringere tutti gli uomini nell'abbraccio della redenzione. Si accede in Cripta dall’interno della Basilica in corrispondenza della navata centrale, e da piazza 26 maggio 1734 mediante una lunga scalinata.

La Cripta fu benedetta da monsignor Aurelio Marena, vescovo della diocesi di Bitonto, il 23 novembre 1975 in occasione della solennità liturgica di Cristo Re. Il vescovo consacrò l’altare, impreziosito da un pregevole bassorilievo in pietra raffigurante i Santi Medici ed alcuni devoti inginocchiati. I santi stringono nella mano sinistra hanno un piccolo scrigno porta medicinali, e indossano abiti sontuosi a motivo della loro provenienza orientale.

Poiché l’altare appariva spoglio, per iniziativa di monsignor Mariano Magrassi, arcivescovo di Bari-Bitonto, fu rivestito in legno di ciliegio il presbiterio in stile greco bizantino, arricchito con quattro icone. La benedizione avvenne il 22 novembre del 1987. La prima icona raffigura la Santissima Trinità che rappresenta il mistero dell’unità di Dio in tre persone divine; la seconda raffigura San Pietro (alla sinistra dell’altare) che reca nella mano sinistra la chiave del Paradiso; la terza icona raffigura San Paolo (a destra dell’altare), apostolo delle genti; l’ultima icona raffigura San Giovanni (alla destra dell’altare), l’apostolo prediletto di Gesù, definito il teologo per eccellenza per il suo sublime Vangelo.

Negli anni a seguire la Cripta dei Santi Medici è stata completata nell’arredo artistico iconografico da monsignor Francesco Savino, già parroco rettore della basilica, con due vetrate istoriate a colori, su cui sono collocate l’icona della discesa di Gesù agli inferi (lato destroa) e l’icona della Madonna della tenerezza (lato sinistro). Mentre, sulla parete di fronte all’altare, è affissa l’icona della Sapienza incarnata e, sul muro d’ingresso, vi è un grande dipinto di Gesù nel tempio.

Nel periodo di Avvento del 2017 il parroco rettore don Vito Piccinonna ha abbellito la Cripta facendo incidere sull’architrave centrale del presbiterio una frase biblica dell’apocalisse: “Lo Spirito e la sposa dicono: vieni”, per ricordare alla comunità riunita in assemblea liturgica che è animata dallo Spirito Santo con la presenza di Cristo.

Le notizie sulla Cripta dei Santi Medici sono riportate nei registri della Curia Vescovile, nell’Archivio storico della basilica dei Santi Medici e nel pregevole volume mediceo Il carisma del vescovo monsignor Aurelio Marena (1950-1978) nella Basilica Pontificia dei Santi Medici Cosma e Damiano, patrocinato da monsignor Francesco Cacucci, don Vito Piccinonna e dal sindaco di Bitonto Michele Abbaticchio. Autore del volume è il professor Giuseppe Cannito, presidente emerito dell’arciconfraternita dell’Immacolata Concezione, patrona di Bitonto.

Una nota di rilievo liturgico ecclesiale: gli ortodossi si recano nella Cripta pontificia per officiare la liturgia Inno Akathistos seguita dal celebre rito greco bizantino del bacio alle sacre reliquie dei Santi Medici. Due le visite che hanno avuto negli anni risonanza ecumenica: la prima a novembre 2011 da parte di Sua Beatitudine Pimen, primate del Patriarcato Ortodosso d’Europa; la seconda a febbraio 2013 con il Patriarca Stefan del Patriarcato Ortodosso Macedone di Skopje, città natale di Madre Teresa di Calcutta.

Nella Cripta, oggetto di stupore e venerazione da parte dei cristiani cattolici e ortodossi sono le preziose icone ed il magnifico bassorilievo di pietra dei Santi Medici risalente al XIV secolo, ubicato sotto il paliotto dell’altare, che sul piano iconografico rappresenta il più rimarchevole documento storico artistico mediceo al mondo.

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