Venerdì alle 11.30 l'inaugurazione

La Raffaello cambia volto e diventa Mondadori Point: “Dalle crisi nascono i grandi progetti”

Intervista a cuore aperto a Simona Saracino, che gestirà la rinnovata libreria di famiglia

Attualità
Bitonto mercoledì 25 novembre 2020
di Annarita Cariello
Simona Saracino nella nuova libreria di famiglia
Simona Saracino nella nuova libreria di famiglia © n.c.

Emozione. È il sentimento che accompagna la lunga intervista a Simona Saracino, figlia di Antonio, libraio e storico proprietario della libreria bitontina “Raffaello”.

Ci prende per mano e ci guida lungo un percorso durato più di 40 anni, che parte dalla lungimiranza di nonna Teresa, passa per le mani sapienti di papà Antonio e arriva fino sua figlia e alla trasformazione della libreria di famiglia nel primo Mondadori Point a Bitonto. L'inaugurazione si terrà venerdì alle 11.30, alla presenza del sindaco Michele Abbaticchio e del capo area centro sud Mondadori Retail, Marco Leggero.

È il 1973 quando la famiglia Saracino prende in gestione l’ex cartolibreria Maggio e la trasforma in Raffaello, prima cartolibreria poi anche libreria, aperta da mamma Teresa e poi gestita da Antonio fino al 2020.

L’annus horribilis per tutto il mondo che, per Simona, è diventato l’anno della rinascita e del ritorno a casa.

“Per me la nostra libreria è casa perché lì, da quando ho finito il Liceo, ho sempre lavorato e aiutato mio padre, soprattutto durante la campagna scolastica prima ed in concomitanza con l’apertura delle scuole”, sottolinea Simona Saracino.

Il progetto di rimodernare la Raffaello e darle un taglio più ampio parte da lontano, dal 2015. “Dopo la laurea magistrale ho proposto a mio padre di ampliare lo spettro degli utenti della libreria, e di cambiare il volto della nostra Raffaello. Volevo che non fosse solo una libreria specializzata nella vendita di manuali scolastici, ma che si aprisse anche ad altre fasce di lettori. Da lettrice vorace quale sono, capitava che tornassi a casa con buste piene di libri comprati da grandi punti editoriali, libri da leggere che non potevo ordinare dalla nostra libreria perché ci sarebbero voluti mesi prima che arrivassero, dato che non avevamo canali diretti con gli editori”, continua.

“All’epoca già proposi a mio padre un progetto per diventare Mondadori franchising ma lui non era convinto, è sempre stato contrario e restio. Diceva che se volevo avere successo nella vita avrei dovuto andare a lavorare fuori, cercare una mia strada, perchè la libreria - e l’editoria in generale - non mi avrebbe mai portato guadagni o ricchezze”.

Così Simona segue i consigli di papà Antonio: si specializza come mediatrice culturale e lavora per tre anni in un centro d’accoglienza: “Un’esperienza meravigliosa, che mi ha insegnato tanto e mi ha fatto incontrare l’amore”, racconta. Un’esperienza, però, che si conclude con il decreto sicurezza di Salvini. Il centro d’accoglienza viene chiuso e Simona trova lavoro come libraia a Taranto, in un Mondadori Retail: “È stato un anno intenso e molto formativo. Ho gestito una grande libreria, ho conosciuto autori da tutto il mondo e ho trovato la mia vocazione. Il mio capo diceva che era difficile trovare una libraia come me, perché un conto è essere una lettrice appassionata, ed un altro è saper consigliare e vendere libri. Io quando vendo un libro mi emoziono, perché non stai solo proponendo un oggetto, ma una storia, delle emozioni. Vendi libri ed intrecci relazioni con i clienti, che si aprono, ti chiedono aiuto per stare meglio”.

Ma anche l’esperienza in Mondadori si conclude: a febbraio 2020 scade il contratto di un anno e Simona è costretta a rimettersi in gioco. Trova un impiego, grazie alla sua conoscenza delle lingue, in un rental car in aeroporto a Bari, ma la pandemia stravolge nuovamente i suoi piani e si ritrova a dover ricominciare tutto daccapo.

Accade però un evento imprevisto e sconvolgente, come una linea sottile che ha collegato tutti i puntini di un disegno astratto e che finalmente arriva al capolinea, mostrando il progetto completo.

“Il 23 febbraio mio padre viene da me con un documento – racconta Simona, visibilmente emozionata - nel quale c’era scritto che dal 20 novembre 2020 saremmo diventati Mondadori franchising. In 30 anni di vita non ho mai abbracciato mio padre come ho fatto quel giorno, l’ho stretto e baciato come non facevo da quando ero bambina. Mi ha fatto un regalo meraviglioso”.

“Il rapporto con mio padre è di odio e amore, lui è sempre tranquillo, io sono irrequieta, ci scontriamo spesso, ma questo connubio è la nostra forza. Mio padre aveva visto la mia passione, aveva seguito per un anni i miei passi, e ora era pronto a darmi le chiavi del suo mondo, della sua libreria di famiglia. Sento il peso di questa responsabilità, ma per la prima volta nella mia vita sto facendo una cosa perché la voglio fare io, e non un lavoro per portare i soldi a casa a fine mese. Ho desiderato questo progetto da tanti anni e ora che si sta realizzando sono spaventata perché spero di avere una risposta positiva dai bitontini.

Sono tornata a Bitonto e abbiamo iniziato la lunga trasformazione della Raffaello, l’abbiamo svecchiata, pulita, buttato via tanta roba, fatto spazio ai nuovi progetti”.

Come sarà la nuova Raffaello? Se lo chiedono, soprattutto, i tanti clienti che stanno seguendo con entusiasmo sui social le comunicazioni della nuova riapertura e che non vedono l’ora di vedere i risultati di un passaggio di consegna tanto inaspettato quanto atteso.

“Ci sarà un area dedicata ai libri scolastici, che non vogliamo abbandonare, perché fanno parte del mondo di mio padre. Il resto della libreria sarà suddivisa in diverse sezioni per i vari generi di lettura, come in tutti i Mondadori Point”, spiega ancora Simona.

“In molti ci hanno chiesto i motivi dietro la scelta di essere un franchising e di non rimanere indipendenti. È semplice: Mondadori è un colosso, è il più grande gruppo editoriale di Italia, perciò ci dà la possibilità di avere a disposizione tutti i libri del mondo, soprattutto delle novità settimanali, e di attirare una fascia, quella dei lettori, che non abbiamo mai seguito e potuto soddisfare”

E conclude: “L’editoria ha subito duri colpi negli ultimi anni, però con la pandemia c’è stato un incremento del volume di libri, perché molta gente ha riscoperto il piacere della lettura. Questo mi da fiducia e mi spinge a guardare al futuro con ottimismo. Dalle crisi nascono i grandi progetti, e ora ci credo fortemente perché per me è stato così”.

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I commenti degli utenti
  • Stefano Milillo ha scritto il 25 novembre 2020 alle 22:19 :

    Antonio è stato sempre un pioniere e un uomo di 'incontri'. Molti auguri e che la sua storia continui con Simona che certamente saprà come camminare con i tempi. Impresa difficile ma entusiasmante. Ho imparato che la passione è sempre vincente nelle sfide. Stefano Milillo Rispondi a Stefano Milillo

  • Umberto Galassi ha scritto il 25 novembre 2020 alle 07:23 :

    Che la nuova avventura sia coronata da grandi successi. Auguri Rispondi a Umberto Galassi