​La storia

Ricordo di Anna Grazia Moretti, la ginecologa che preferiva le pazienti “senza nessuno”

Morta a 64 anni per un malore improvviso, lascia un vuoto immenso tra i compagni di lavoro dell’ospedale San Paolo

Attualità
Bitonto lunedì 21 dicembre 2020
di Mariella Vitucci
Prima colazione in reparto
Prima colazione in reparto © n.c.

Il suo sessantesimo compleanno, quattro anni fa, la dottoressa Anna Grazia Moretti aveva voluto festeggiarlo in reparto, con la sua famiglia allargata: colleghi, ostetriche, infermiere. Una festa semplice, tra amici, per condividere un traguardo anagrafico importante. Con immancabili dolci e risate.

Ad ottobre scorso, per il suo 64esimo compleanno, il clima era ben diverso, senza abbracci. Vietati dalle norme anti contagio del virus che le ha spento il sorriso, da quando il reparto di Ostetricia e Ginecologia del San Paolo, il “suo” reparto da quindici anni, è stato chiuso, prima per la riconversione Covid di 20 posti letto, poi per carenza di personale. Restano in funzione solo gli ambulatori, ma niente più travagli e parti, niente più vagiti in quelle sale dove migliaia di donne sono state aiutate a dare alla luce i loro bambini.

Ora che la dottoressa Moretti è stata strappata alla vita da un malore improvviso, il vuoto è ancora più grande. Sconfinato. I suoi compagni di lavoro sono storditi dalla notizia, increduli, persi nei ricordi dei lunghi turni insieme e di innumerevoli frammenti di quotidianità condivisi: il caffè, gli sguardi, l’intesa nei momenti cruciali e anche critici, la gioia, le amarezze. In una parola: la vita. Quella vita che non c’è più.

Dai racconti emerge un ritratto di donna guerriera e profondamente umana, che si è sempre battuta per il diritto alla pianificazione familiare e alla gravidanza consapevole. Orgogliosamente non obiettrice.

Carattere forte e determinato, a volte spigoloso e ruvido, ma sempre pronto alla generosità, a sciogliere le tensioni con una battuta di spirito, con una risata contagiosa.

Molto intelligente ed umile, non ha mai dimenticato le sue origini (il papà falegname, la mamma morta quand’era ancora studentessa) e la lunga gavetta negli ospedali (Grumo, Altamura, Santeramo, Monopoli, Bitonto e poi il San Paolo).

Le piaceva lavorare ed era sempre disponibile. Mai un giorno di malattia nonostante la fastidiosa allergia che l’affliggeva.

Giovanna Scaraggi, anche lei ginecologa al San Paolo, ricorda un episodio recente: «Era il 15 novembre, una domenica, il mio ultimo turno. Anna Grazia è venuta al lavoro un’ora prima per darmi il cambio. Per me era il momento dell’addio, andavo in ferie pre pensionamento. “Vai dalla tua famiglia, Gianna, e goditi la pensione perché te la meriti dopo 40 anni di lavoro”, mi disse».

L’ultimo parto assistito dalla dottoressa Moretti risale al 26 ottobre: la terzogenita di una donna marocchina con una patologia seria. Le piacevano le pazienti “senza nessuno”, come quelle del Cara di Bari Palese, e le curava con particolare premura.

«Una bella persona, allegra e piena di vita»: così la ricordano tutti. «Ci mancherà soprattutto a Natale, anzi alla vigilia – dicono – quando organizzava la processione in reparto con l’ultimo bambino nato. Un momento bellissimo, a cui partecipavano anche i papà. Quest’anno niente vigilia, Anna Grazia non c’è più».

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I commenti degli utenti
  • Michele De Santis ha scritto il 25 dicembre 2020 alle 15:21 :

    Ciao dottoressa,come ti chiamavo io ,non Grazia per un senso di rispetto nei tuoi confronti. Ci siamo sempre rispettati e voluti bene,eri sempre disponibile a consigliarmi ,sei stata sempre un mito ,uno scoglio di salvezza.Hai lasciato un vuoto incolmabile che non potra' mai essere colmato. Grazie ovunque tu stia un abbraccio. Rispondi a Michele De Santis

  • Maria Ferrulli ha scritto il 22 dicembre 2020 alle 21:12 :

    Ciao Grazia grande donna non ti dimenticherò mai, ricordo i tanti baci che mi hai dato mentre veniva al mondo mio figlio, mi baciavi come una mamma i mi dicevi che ero bravissima, rip. E non preoccuparti che appena lo vedo ti saluto Peppino. Rispondi a Maria Ferrulli

  • Sara suriano ha scritto il 21 dicembre 2020 alle 17:22 :

    RiP in pace carissima dottoressa, grazie per la sua disponibilità e professionalità per tutte le pazienti "senza nessuno" che puntualmente le chiedevo di seguire. Personalmente. Grazie per la sua delicatezza e premura nel dare spiegazioni alle sue pazienti straniere circa la loro diagnosi e la cura da seguire.infinitamente grazie, per il sostegno e la comprensione che rivolgeva a noi operatori, per le lunghe attesa che ogni visita comportava. Grazie di ❤, la ricorderò sempre con immenso affetto. Rispondi a Sara suriano

  • Franco Achille ha scritto il 21 dicembre 2020 alle 14:19 :

    La dottoressa non l'ho conosciuta, ma sarà stata una persona straordinaria, con tanto amore e allegria assieme. Aveva capito e praticato il senso della vita. Rispondi a Franco Achille

  • GIANPAOLO Damascelli ha scritto il 21 dicembre 2020 alle 05:26 :

    Riposi in pace. Saranno in molti per la sua operosità a ricordarLa,in un reparto dove ha fatto nascere tanti bambini,ha dato la sua vita per vedere e sentire per prima un pianto...la nascita...una nuova vita. Rispondi a GIANPAOLO Damascelli