Operazione dei Carabinieri, Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Bari

Offrono protezione ad un imprenditore, arrestati 4 elementi apicali dei clan Cipriano e Parisi

Ritenuti responsabili, a vario titolo, di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso

Cronaca
Bitonto venerdì 10 gennaio 2020
di La Redazione
Estorsione
Estorsione © n.c.

A Bari, Bitonto e Sannicandro, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Bari, coadiuvati dai militari delle Compagnie di Molfetta e Modugno hanno dato esecuzione a 4 ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal GIP del Tribunale di Bari, su richiesta della competente Procura della Repubblica — DDA, nei confronti di Digiacomantonio Giuseppe, 30enne di Bitonto; Marchello Roberto, 43enne di Sannicandro di Bari, ParisiI Michele, 52enne di Bari, fratello del noto capo clan Parisi Savino di Bari Japigia, e Fiore Fabio 37enne di Bari, ritenuti responsabili, a vario titolo, di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso.

La misura cautelare è stata adottata a seguito degli accertamenti e riscontri investigativi eseguiti dal Nucleo Investigativo del Reparto Operativo Bari, successivamente alla denuncia presentata ai Carabinieri lo scorso 22 dicembre, da parte di un imprenditore della provincia, titolare di un centro scommesse ubicato nel Comune Grumo Appula. L’imprenditore ha riferito, fornendo anche elementi probatori documentali, di aver ricevuto, al principio dello scorso dicembre, la preliminare visita di parte di Digiacomantonio Giuseppe, in quella circostanza accompagnato da Marchello Roberto, i quali avevano avanzato una preliminare pretesa estorsiva di circa 15mila euro mensili. Il Digiacomantonio, elemento apicale del gruppo criminale “Cipriano”, operante su Bitonto, si era presentato all’imprenditore quale attuale referente delinquenziale in quel territorio.

Un tentativo di mediazione richiesto ed ottenuto da Parisi Michele, per il tramite di Fiore Fabio, finalizzato ad eludere la somma richiesta, era quindi fallito, atteso che i due referenti del clan di Japigia erano solamente riusciti ad abbassare (seppur sensibilmente) la somma richiesta, fissata sui 3mila euro mensili.

Da qui la decisione da parte dell’imprenditore di denunciare i fatti. I quattro arrestati si trovano ora ristretti presso la Casa Circondariale di Bari.

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