Il caso

Buste di plastica come calzari. Il personale sanitario del San Paolo: "Non ci proteggono"

La protesta dei lavoratori è stata raccolta dalla CISL Bari, che ha scritto una nota alla ASL chiedendo riscontro entro oggi

Cronaca
Bitonto venerdì 20 novembre 2020
di Mariella Vitucci
Sacchetti di plastica come calzari
Sacchetti di plastica come calzari © n.c.

Calzari di plastica fragile e scivolosa, disagevoli da indossare e facili da lacerare, che espongono al rischio di cadute e non garantiscono la protezione necessaria. A lamentare l’inadeguatezza di questi dispositivi forniti dall’ASL Bari è il personale sanitario dell’ospedale San Paolo.

Una protesta raccolta dalla CISL Funzione Pubblica Bari, che due giorni fa ha scritto al direttore generale dell’Azienda sanitaria locale, al direttore amministrativo e al dirigente del servizio Prevenzione e protezione aziendale del San Paolo, sollecitando la fornitura di dispositivi di protezione individuale “idonei alle attività legate all’alto rischio infettivo”.

Razionati e distribuiti ad personam con firma del ricevente, questi calzari probabilmente fanno parte di un lotto di forniture scadenti accantonate in passato e ridistribuite ora per mancanza di dispostivi adeguati, andati esauriti. Ma chi lavora in corsia è stanco di dover adattare quelli che si presentano come sacchetti per l’immondizia, troppo grandi e poco resistenti, alle calzature da lavoro, rigirandoli più volte attorno alla bardatura anti Covid.

“Giungono molte sollecitazioni dal personale. Le doglianze – si legge nella nota del sindacato – riguardano soprattutto i calzari, che purtroppo per via del colore e del materiale di cui sono fatti sembrano ricavati dai classici sacchetti della spazzatura. Fatto sta che i calzari si degradano prima della fine del servizio e il personale corre inutili rischi”.

Secondo quanto prescrive una nota tecnica diffusa a maggio scorso, i calzari dovrebbero essere realizzati non in plastica ma in tessuto-non-tessuto (tnt) in polipropilene e barriera di etilene vinil acetato (eva) o polietilene. Certamente il requisito minimo dovrebbe essere la durata per almeno un turno di lavoro, in modo da proteggere i lavoratori dal contagio.

Dalla Direzione generale ASL è giunto un primo riscontro informale alla nota CISL, con l’assicurazione a provvedere in tempi rapidi.

“Non ho motivo di dubitare che il management dell’azienda sanitaria si stia adoperando in tal senso, e mi rendo conto che in questo momento tanto complesso le forniture non sono immediate: siccome tutto l’Occidente è in condizione di emergenza a causa del virus, si fa fatica a reperire anche i dispositivi di protezione individuale. Sono certo che la ASL abbia già fatto l’ordine e stia attendendo la consegna, ma mi aspetto risposte ufficiali entro venerdì (oggi, ndr), ha dichiarato a BitontoLive il segretario territoriale del sindacato, Giovanni Stellacci. Annunciando che, in mancanza di riscontro ufficiale, si rivolgerà agli organi di vigilanza competenti: Prefettura, Ispettorato del Lavoro e Nas.

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I commenti degli utenti
  • GIUSEPPI DEPALO ha scritto il 21 novembre 2020 alle 11:01 :

    COME SAREBBE BELLO SE OLTRE AI PIEDI IMPLASTICATI SI SCORGESSE LA FACCIA DEL DENUNCIANTE. SE NE APPREZZEREBBE IL CORAGGIO!!!!. INVECE SI MOSTRANO SOLO I PIEDI CHE POSSONO ESSER QUELLI DI UN CONTADINO QUALSIASI IN CAMPAGNA... SENZA VOLER GIUSTIFICARE NULLA E NESSUNO, OSSERVO CHE SI DEVE AVERE IL CORAGGIO DELLE PROPRIE AFFERMAZION,I SPECIALMENTE SE VERITIERE; ALTRIMENTI IL SENSO CIVICO VIENE DECLASSATO A CEBERA DELAZIONE O INFANGAMENTO DI TUTTO. COME HANNO FATTO CERTI SEDICENTI "POLITICI" IN PASSATO CHE HANNO CRITICATO TUTTO E ORA SIEDONO ATTORNO ALLA MENSA IMBANDITA, RIMANGIANDOSI IL LORDUME DENUNCIATO E VERSATO A VANVERA SU UNA CLASSE POLITICA DEGNA DI QUESTO NOME. E' BELLO CRITICARE...PIU' DIFFICILE FARE. Rispondi a GIUSEPPI DEPALO