È qui che avviene il pre triage per identificare i sospetti pazienti Covid

Camera calda “indiscreta” al San Paolo di Bari

Oltre al guasto delle porte automatiche, gli operatori sanitari lamentano la mancanza di riservatezza nell’anticamera del pronto soccorso

Cronaca
Bitonto martedì 01 dicembre 2020
di Mariella Vitucci
Pronto soccorso dell'ospedale San Paolo
Pronto soccorso dell'ospedale San Paolo © ASL Bari

Porte automatiche fuori uso nella camera calda del pronto soccorso dell’ospedale San Paolo di Bari. I “teloni”, che servono ad isolare l’ambiente dall’esterno, si dovrebbero sollevare e poi richiudere automaticamente al passaggio dei mezzi di soccorso, consentendo l’accesso dei pazienti per il pre triage. Chi arriva in camera calda viene sottoposto a misurazione della temperatura e ad uno specifico questionario, e di conseguenza indirizzato all’area Covid o al normale pronto soccorso.

La camera calda funge in pratica da “anticamera” del pronto soccorso, per assicurare al paziente una situazione di confort termico e climatico, al riparo dalle condizioni atmosferiche esterne. Quindi è importante che le porte si chiudano ed aprano all’occorrenza con tempestività. Ma al San Paolo questo meccanismo automatico è guasto e gli operatori sanitari sono costretti ad intervenire manualmente, utilizzando una catenella.

Al di là di questo inconveniente tecnico, a cui sopperisce con buona volontà pur esponendosi al freddo e mettendo a rischio la propria salute in un momento tanto delicato, il personale del pronto soccorso lamenta la mancanza di riservatezza. Un problema non da poco, visto che qui vengono identificati i pazienti con sospetta infezione. Di fronte c’è una piccola area di sosta riservata ai parenti, che possono facilmente sbirciare tutte le dinamiche del pre triage ed ascoltare colloqui delicati, in cui vengono richiesti dati anagrafici e informazioni sensibili relative allo stato di salute, al domicilio e alla vita privata e familiare.

Ma soprattutto, in camera calda viene effettuato il tampone rapido, ed è qui che i pazienti sostano in attesa dell’esito per circa 15 minuti. Dopodiché vengono indirizzati nella zona Covid o al normale pronto soccorso. Tutto questo avviene alla mercé di occhi e orecchi indiscreti. Quindi, zero privacy.

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