Il presidente Urbano: «Confidiamo nel sostegno dell'amministrazione comunale».

Il Centro studi Traetta cerca "casa". In mostra parte del suo prezioso patrimonio

Da domani all'8 aprile, nella chiesa di Santa Caterina di Alessandria, sarà esposta parte del ricchissimo materiale di cui è in possesso la fondazione

Cultura
Bitonto mercoledì 29 marzo 2017
di Mariagrazia Lamonaca
La chiesa di Santa Caterina d'Alessandria, sede della mostra
La chiesa di Santa Caterina d'Alessandria, sede della mostra © BitontoLive.it

Gentilissimo signore, non bastano le cinque lettere di questo volume perché tutti si possano ricordare gli uomini illustri in lettere, scienze e arti che ebbero i natali per entro le mura della sua città; un'altra, un'altra ed un'altra ancora dovrò aggiungere. Inizia così una delle lunghe lettere che lo studioso E.T. De Simone scrisse nel 1875, in occasione del suo soggiorno a Bitonto presso l'abitazione dell'avvocato Pasquale Martucci Zecca.

Il professor De Simone era giunto nella nostra città con l'intenzione di scrivere una Storia di Bitonto, affascinato dalle innumerevoli ricchezze culturali della città. Ma incontrò la resistenza di alcuni "dotti" dell'epoca e, per questo motivo, il suo progetto non andò in porto. Ci ha lasciato però due tomi dal titolo "Pochi giorni a Bitonto", preziosa fonte di notizie sulla storia cittadina. In una delle lettere contenute in questi tomi, indirizzata al maestro e compositore bitontino Michele Carelli, De Simone traccia la storia di Tommaso Traetta, all'epoca sconosciuto ai più, lamentando il fatto che la maggior parte dei dotti bitontini non si preoccupasse di riportare in auge e conservare la memoria di un loro concittadino così importante: “Temo che la mia penna disadorna male si presti a celebrare, come conviensi, il nome degli illustri bitontini. Ma sarò accagionato di audacia se il nome loro e le loro gesta io trarrò dall'immeritato oblìo, a cui, conceda pure che glielo dica, l'incuria di tanti suoi concittadini (che pure pretendono di essere in lettere saputi), li ha fin qui lasciati con petulante irriverenza?”.

La lettera si conclude con l'augurio che, presto o tardi, giustizia sia fatta, non solo per Traetta: Non so per altro lato darmi ragione perché il Comune di Bitonto non abbia a Tommaso Traetta denominato il suo teatro, come il suo ginnasio denominare dovrebbe a Vitale Giordano (...). Voglia il Cielo che questa tarda giustizia si compia quanto prima, e che io, con queste mie lettere, abbia come che sia contribuito a ridestare nell'animo dei suoi concittadini quella venerazione, e quel culto, a cui hanno diritto tanti suoi illustri concittadini".

Certamente, molto è stato fatto nei decenni a seguire in memoria di Tommaso Traetta: la costruzione, nel 1957, del monumento che lo commemora; la traslazione delle sue ossa da Venezia a Bitonto; l'intitolazione del teatro comunale; la riscoperta e diffusione della sua musica attraverso festival e concerti...

Gran parte del lavoro di rivalutazione dell'opera del compositore bitontino è stata intrapresa e portata avanti dal Centro studi e documentazione musicale "Tommaso Traetta", la prima istituzione cittadina ad essersi occupata di Traetta sin dalla sua fondazione, nel lontano 1991. Ma la fondazione, a cominciare dal presidente Tommaso Urbano, lamenta ora disattenzione da parte delle istituzioni. Da anni il Centro studi Traetta cerca una nuova sede in cui collocare l'ingente patrimonio di dischi, spartiti, microfilm e cimeli riguardanti Traetta e che attualmente giacciono nella vecchia sede, assolutamente inadeguata perché molto umida (si tratta di alcuni locali all'interno della chiesa di San Francesco La Scarpa).

«Mi chiedo – lamenta Urbano a BitontoLive – come sia possibile che una città che vuole candidarsi a diventare Capitale italiana della Cultura, possa trascurare un elemento così importante della propria storia come il Centro studi Traetta. Noi comunque andiamo avanti. Abbiamo allestito questa mostra, ma il nostro desiderio più grande è quello di creare un museo su Tommaso Traetta ed altri musicisti bitontini. Confidiamo nel sostegno dell'amministrazione comunale».

La fondazione vorrebbe ricollocare questo prezioso materiale in una sede finalmente idonea, luminosa e priva di umidità, da trasformare in seguito in un museo dedicato a Traetta e agli altri musicisti bitontini.

Intanto, il lavoro del Centro studi non si ferma: domani, in occasione del 290esimo anniversario della nascita di Tommaso Traetta, nella chiesa di Santa Caterina d'Alessandria sarà inaugurata una mostra sul grande compositore bitontino, con fotografie e cimeli che lo riguardano.

L'esposizione – organizzata in collaborazione con il Centro studi e documentazione "Agorà", l'associazione "Davide Delle Cese", l'associazione culturale "Cenacolo dei poeti" e il periodico "daBitonto" – presenterà anche materiale documentativo su Filippo Traetta (figlio di Tommaso), Nicola Logroscino, Caffarelli, Michele Carelli e Pasquale La Rotella, a cura di Oronzo Maggio. Sarà un'occasione per poter ammirare parte del prezioso patrimonio artistico in possesso del Centro studi Traetta, con l'auspicio che possa convogliare nel tanto agognato museo traettiano.

Appuntamento dunque a domani, alle 18, nella chiesa di Santa Caterina d'Alessandria, in via san Rocco 13. La mostra sarà visitabile fino all'8 aprile.

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