Giovedì scorso nella Biblioteca Rogadeo

Valeria Petruzzelli, da Conversano a Bitonto per 'Viaggi letterari nel Borgo'

La scrittrice ha presentato il suo libro “Il passato è un campo di addestramento. Storia di lei”

Cultura
Bitonto domenica 22 luglio 2018
di Maddalena Coviello
La presentazione in biblioteca
La presentazione in biblioteca © BitontoLive.it

Con la presentazione del libro “Il passato è un campo di addestramento. Storia di lei” di Valeria Petruzzelli si è rinnovato l’appuntamento con i “Viaggi Letterari nel Borgo” (VII edizione) nell’ambito del progetto comunale “Bitonto Città dei Festival” promosso dal “Parco delle Arti”, presso la biblioteca comunale ‘Rogadeo’. Ha dialogato con l’autrice Gianluca Rossiello, titolare della Libreria del Teatro.

Ha ispirato la scrittura del libro, un evento reale della vita dell’autrice, ossia una rottura sentimentale che ha generato un tripudio di emozioni che scalpitano ancora oggi in lei. Da un punto di vista della struttura l’inizio del racconto appartiene a una prima stesura, mentre dopo seguono pagine di diario fedeli a una linea temporale vera. La stesura finale, però, si distacca per buona parte dall’essere un racconto autobiografico.

La storia s’intreccia col mondo onirico della protagonista, che si risveglia sola in ospedale dopo un trauma che non le permetterà di ricordare lucidamente le sue azioni e ciò che è stato prima di quel momento. La protagonista, dunque, ha la necessità di recuperare le energie e riesce a livello inconscio. Il suo animo cinico si confronta con gli eventi che la condurranno ad ampliare questa caratteristica sino a rompere col suo passato.La figura maschile di James è la scintilla e lo stimolo delle sfide che dovrà affrontare, motivo per conservare la sua identità.

Gli incontri sessuali descritti nel racconto sembrano una riflessione sugli stessi, se siano realmente utili ad arrivare all’intimo della persona. “Il tradimento è la fine di un rapporto, laddove la fiducia è sinonimo di legame amoroso vero e proprio” ma la situazione della protagonista è abbastanza difficile. Tutto è un voler parlare col personaggio e dire, comprendere che è il momento di ricominciare e capire da quale punto di vista iniziare a guardare la situazione. Ciò fa sì che al momento che Eve si rende conto della possibilità di essere veramente artefice del proprio destino, capisce che è la strada sbagliata e, quindi, il fatto di farsi trascinare dagli eventi non è esattamente quello che andrebbe fatto.

Un pensiero tra le ultime pagine del racconto sancisce l’amore come inevitabile ingrediente di vita a quella che è il mancare “alla solitudine a farle compagnia, il mancare nel sonno, nella realtà e nell’immaginazione, il mancare alla fantasia a darle corpo”.

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